Ritrovata a Ercolano la “Historiae ab initio bellorum civilium” di Seneca il Vecchio

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Si chiama Valeria Piano la ricercatrice e papirologa dell’Università Federico II di Napoli, che dopo un anno di lavoro meticoloso e precisissimo ha ritrovato il testo Historiae ab initio bellorum civilium, ovvero il papiro P. Herc. 1067 conservato nell’Officina dei Papiri Ercolanesi (e prima considerato un’orazione politica di Lucio Manlio Torquato) nonché opera fino ad oggi considerata persa. Infatti dello scritto ad opera di Seneca il Vecchio (conosciuto anche come “il Retore” e non da ultimo padre del più “celebre” Seneca) non vi erano versioni manoscritte, perciò quella fatta dalla studiosa è una scoperta di fondamentale importanza.

Valeria Piano

Ma come ha fatto la dottoressa Piano a capire che si trattasse proprio dell’Historiae? I 16 pezzi analizzati raccontano del principato di Augusto e Tiberio (1° secolo d.C.) ed i calcoli cronologici fatti dall’autore hanno fatto sì che si deducesse si trattasse di Senca il Vecchio, teoria sostenuta anche da altri studiosi ed esperti.

La Villa Pisoni di Ercolano, ci raccontano sempre queste pergamene in parte carbonizzate, era il fulcro degli studi della cittadini prima dell’eruzione del Vesuvio: oggi finalmente può essere resa giustizia a questo luogo centrale nella vita intellettuale di Ercolano.

Paola Passarelli, direttore generale Biblioteche e istituti culturali del MiBACT, ha ovviamente espresso tutto il suo entusiasmo:

Sono particolarmente lieta che questa scoperta di assoluto valore sia avvenuta alla Biblioteca nazionale di Napoli grazie al lungo ed appassionato lavoro di una ricercatrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e nell’ambito di un rilevante progetto europeo. È un segnale positivo di come fare sistema possa portare a questi risultati ed uno stimolo incoraggiante a proseguire in questo senso.

Questo ritrovamento è stato possibile soprattutto grazie al prezioso lavoro di Valeria Piano, una delle tante ricercatrici italiane che resiste in un ambiente faticoso ed ostile come quello italiano. È grazie a persone come lei che il nostro paese non affonda nonostante non tratti il suo “petrolio culturale” a dovere, a persone così preparate ed appassionate, capaci di regalarci l’ennesima grande scoperta su quei luoghi incantevoli sepolti dall’eruzione del Vesuvio.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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