“Arte come rivelazione”: alle Gallerie d’Italia la collezione Agrati

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Dal 16 maggio è visitabile gratuitamente, presso le Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano, la mostra Arte come rivelazione, dove saranno esposte le celebri raccolte di arte contemporanea dei collezionisti Luigi e Peppino Agrati. Il progetto espositivo è stato curato da Luca Massimo Barbero con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, ed è frutto di una collaborazione tra le Gallerie d’Italia e Mariuccia Agrati, moglie del Cav. Luigi Agrati. All’interno della mostra sarà possibile ammirare una selezione di opere provenienti da una delle più ricche collezioni di arte del secondo Novecento, divenuta proprietà di Intesa Sanpaolo in seguito alla donazione avvenuta dopo la scomparsa di Agrati nel 2016.

La raccolta di opere, iniziata negli anni Sessanta dal noto industriale Peppino Agrati, e portata avanti dal fratello Luigi fino ai tempi recenti, nasce da una grande passione dei due uomini per la ricerca che sta alla base dell’arte contemporanea. Le opere appartenenti alla collezione aderiscono ad alcune delle più significative correnti sviluppatesi dal secondo dopoguerra, dall’Informale alla Pop Art, dall’Arte Povera alla Conceptual Art, per giungere infine al Neoespressionismo e alla Transavanguardia. Impossibile non citare, inoltre, lo stretto rapporto di amicizia e il costante dialogo degli Agrati con svariati esponenti e protagonisti – italiani e internazionali – di questi movimenti. Tra questi, solo per citarne alcuni, troviamo i nomi di Fausto Melotti, considerato dai fratelli Agrati insieme a Lucio Fontana maestro radicale dell’arte italiana del Novecento, ma anche Arman, Christo, Robert Rauschenberg, Robert Ryman, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Francesco Clemente, Julian Schnabel, Jean-Michel Basquiat.

Lucio Fontana, Rosario di Santa Fé 1899 – Comabbio 1968

La mostra Arte come rivelazione vuole porre a confronto, attenendosi all’originale natura della raccolta, i grandi artisti italiani e americani, soffermandosi sulle molteplicità di interessi del modo di vivere l’arte contemporanea di Luigi e Peppino Agrati. Obbiettivo cardine del percorso espositivo è quindi mettere in luce la sensibilità intellettuale dei due collezionisti, frutto di un grande amore per l’arte contemporanea e per i processi di indagine e studio che ne stanno alla base, analizzando la stretta relazione che intercorse tra collezionisti, artisti e significato delle opere d’arte. E sono proprio le reti di rapporti e legami, artistici e personali, che si vennero a creare dagli anni Cinquanta del Novecento le protagoniste della mostra, dove i paragoni e gli accostamenti tra opere e artisti sono stati realizzati come se fossero stati pensati dai fratelli Agrati in persona. Si tratta quindi di un’esposizione dinamica e vivace, nata con la volontà di conservare e trasmettere lo spirito con cui i suoi proprietari originari hanno scelto di crearla e arricchirla nel corso delle proprie vite. Ricchezza che sicuramente è dovuta, oltre al valore e alla qualità delle opere che vi appartengono, anche alla modalità stessa con cui la collezione è stata costruita.

Arte come rivelazione offre quindi al pubblico uno sguardo sull’arte contemporanea del secondo Novecento da un particolare punto di vista, frutto della visione e della sensibilità di due tra i più influenti collezionisti dal dopoguerra a oggi, sviluppandosi in un intreccio di influenze e amicizie unico e profondamente appassionante.

Arte come rivelazione
A cura di Luca Massimo Barbero
Gallerie d’Italia, Milano
Dal 16 maggio al 19 agosto 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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