Fondazione Prada, apre al pubblico la Torre firmata Koolhaas

0 1.235

Milano continua a modificare il suo aspetto dimostrandosi sempre di più una città aderente allo spirito del suo tempo. Dal 20 aprile scorso è infatti possibile visitare la nuova aggiunta alla Fondazione Prada: si tratta della Torre Bianca alta 60 metri, nata dal progetto ideato da Miuccia Prada e Germano Celant in collaborazione con lo studio di architettura OMA di Rem Koolhaas. I dieci diversi piani della struttura ospitano una parte della collezione permanente oltre a mostre temporanee, per culminare con una terrazza panoramica e un ristorante. L’ultimo pezzo del corpus espositivo si unisce ad un lungo progetto della Fondazione, che nasce nel 1993 e attualmente conta due poli, uno a Milano e l’altro a Venezia. Quella milanese sorge sulle ceneri di una vecchia distilleria risalente agli anni Dieci del Novecento, e contribuì a trasformare il quartiere industriale nell’attuale centro della moda e del design.

KoolhaasNel 2016 venne inaugurato un secondo spazio espositivo dedicato alla fotografia (mostra attuale: Give me Yesterday), situato nel cuore pulsante della città di Milano, Osservatorio, in una location d’eccezione posta al quinto e sesto piano della Galleria Vittorio Emanuele II. La prolifica fucina della Fondazione conta al suo attivo innumerevoli mostre aventi per protagonisti nomi del calibro di Anish Kapoor (1995), Louise Bourgeois (1997), Sam Taylor-Wood (1998), Walter De Maria (1999), Enrico Castellani (2001) e molti altri. 

Le decisioni stilistiche della Maison sono sempre curate nei minimi dettagli, ogni elemento risulta funzionale al perseguimento di standard via via più alti e con il progetto della Torre Bianca l’asticella si è alzata considerevolmente. A cominciare dall’architetto che ha realizzato l’edificio, la cui scelta è infatti ricaduta sull’olandese Rem Koolhaas, una delle figure più importanti per il panorama specialistico mondiale, considerando che nel 1980 è stato uno degli architetti chiamati a partecipare all’installazione Strada Novissima di Paolo Portoghesi alla Biennale di Venezia, divenuta il manifesto dell’architettura postmoderna. Koolhaas, insieme ai colleghi OMA Chris van Dujn e Federico Pompignoli, sin dalla nascita del collettivo avvenuta negli anni settanta ha seguito in prima persona i lavori, restando un attento osservatore in continua ricerca dell’innovazione del contemporaneo, per lui inteso come possibilità di evoluzione in ottica tecnologica e dei materiali. Tacciato di rigorismo e decostruzionismo, egli si pone invece sull’onda del mutevole modernismo.

Koolhaas
Upside Down Mushroom Room

La Torre Bianca, per la Fondazione Prada si dimostra come la perfetta concretizzazione delle teorie stilistiche di Koolhaas, con i volumi che prendono forma in un armonioso contrasto tra pieno e vuoto, tra solidità e leggerezza dei materiali. Puliti e minimali, gli interni rappresentano un white cube espositivo, conferendo all’ambiente una non precisa caratterizzazione, adattabile perciò al tema delle diverse mostre temporanee. L’apertura al pubblico è stata un vero e proprio successo: gli oltre 2000 metri quadrati sono stati letteralmente invasi da turisti, appassionati e curiosi, sottolineando quanto Milano possieda una forte realtà culturale capace di far sentire la propria voce.

Sono davvero tanti i nomi degli artisti esposti: c’è Jeff Koons con i coloratissimi e giocosi tulipani, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e ancora Carsten Holler che con la sua opera ha destato interesse per l’intrinseco impatto d’immagine di Upside Down Mushroom Room. Anche il ristorante si inserisce nel percorso espositivo proponendo tre sculture di Lucio Fontana, William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley. Infine, completa lo stupore la terrazza panoramica le cui scelte compositive creano un effetto ottico di straordinario impatto, illudendo l’occhio di eliminare la barriera tra edificio e panorama. Si tratta dunque di un nuovo luogo da conoscere e segnare in agenda, da visitare e conoscere in tutti gli spazi della Fondazione.

Carolina Cammi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.