Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia: a che punto siamo?

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Il 17 maggio si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, istituita dalla Comunità europea nel 2007 per esprimere un forte dissenso nei confronti di tutte le ideologie omofobe che istigano all’odio e alla violenza, promuovendo eventi internazionali con il fine specifico di svolgere un’opera di sensibilizzazione e di contrasto ai fenomeni dell’omofobia, della bifobia e della transfobia.

Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

La storia di questa giornata speciale ha inizio nel 2004, quando Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie ebbe l’idea di dedicare un’intera giornata alla lotta all’omofobia. È solo nel 2007, però, che la questione diviene politica, in seguito alle forti affermazioni di odio delle autorità polacche che spingono l’Unione Europea ad esprimersi in merito, condannandole apertamente. È del 26 aprile la risoluzione con la quale il Parlamento Europeo afferma come sia necessario «garantire che la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale in tutti i settori, pubblici e privati, sia vietata, completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull’articolo 13 del trattato Ce». Inoltre, nella stessa risoluzione veniva espressamente richiesto che fosse depenalizzato il reato di omosessualità. Ciò che il Parlamento ha ben chiaro è che i paesi membri devono fare molto di più: approvare leggi a favore dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale, promuovere una cultura antidiscriminatoria e di accoglienza, condannando apertamente ogni forma di espressione – da chiunque proveniente – contraria ai diritti umani.

Con il termine omofobia si vuole indicare quell’insieme di sentimenti, comportamenti mossi da una irrazionale ed ingiustificata avversione nei confronti di soggetti omosessuali, bisessuali o transessuali. Per bifobia, invece, si intende l’avversione verso la bisessualità ed i soggetti bisessuali (infatti anche un omosessuale può assumere comportamenti connessi alla bifobia, essendo un sentimento indipendente dal proprio orientamento sessuale). Analogamente, il termine transfobia, indica l’odio e l’avversione verso i soggetti transessuali o transgender. Tutti e tre i fenomeni, comunque, si basano su stereotipizzazioni umane e su pregiudizi ancestrali, spesso derivanti dall‘irrazionale paura e repulsione per ciò che non si conosce e che ci appare diverso da noi o da ciò che comunemente viene considerato “normale. Il fatto allarmante è che, al di là di quanto ciascuno è libero di pensare nella propria sfera intima e privata, tali sentimenti sfociano in comportamenti di discriminazione, odio e violenza che i soggetti subiscono in ogni sfera della propria vita, da quella lavorativa a quella privata. Ecco lo scopo della Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia: il Parlamento Europeo ha inteso avvisare i paesi europei della necessità di combattere tali forme di aggressione, lanciando un monito forte a tutti quei paesi che, ancora oggi, consentono tale violenza, verbale o fisica, alla luce di una libertà di espressione che, troppo spesso, non trova più alcun limite, nemmeno quello del rispetto dell’altrui persona.

Giornata mondiale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia
Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

A che punto è l’Italia? Purtroppo il nostro paese è ancora privo di una legge che vieti l’omofobia.

Vi è un disegno di legge, firmato da Ivan Scalfarotto, il quale dopo aver superato l’approvazione della Camera nel 2013 si è arenato in Senato. L’innovativa proposta ha lo scopo di introdurre nel codice penale il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica, andando anche ad aggiungere nel novero delle aggravanti, quella specifica dell’omofobia. Purtroppo, ad oggi, nessun partito politico ha inserito nel proprio programma alcun punto relativo alla lotta contro l’omofobia che deve, necessariamente, passare anche attraverso le leggi. Ciò non sarà possibile finché non sarà chiaro il messaggio che non vi è differenza sostanziale tra l’omofobia ed il razzismo in quanto entrambe costituiscono una manifestazione di odio ed avversione, basata sulla sessualità, la prima, e sull’appartenenza etnica, la seconda. Ma se vi sono leggi che condannano il razzismo, ancora vi è un’enorme lacuna per quanto riguarda l’omofobia poiché il primo conta un precedente storico che ha portato il mondo politico a reagire istituendo una legge specifica, per paura che gli avvenimenti della seconda guerra mondiale possano ripetersi.

Al contrario, parlare apertamente di sessualità, ancora ci spaventa, ci provoca quasi un senso di vergogna.

Giornata mondiale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobiaIstituire una legge contro l’omofobia significherebbe non solo ammettere apertamente che essere gay – o lesbiche o transessuali o bisessuali o qualunque sia la nostra scelta – deve essere socialmente accettato, ma significherebbe anche tracciare una netta linea di confine alla libertà di espressione e di pensiero. E gli italiani ancora non si sono dimostrati pronti a questo ardito, ma doveroso, passo avanti.

L’unico strumento che abbiamo oggi in Italia è quello di fare informazione e di creare una rete sociale di inclusione e di aiuto per chi è vittima dell’omofobia, affinché si comprenda la necessità di condannare ogni forma di odio, violenza ed avversione. Molti sono i canali attraverso i quali fluisce l’informazione: uno tra questi è Bossy, un «progetto che si occupa di parità nel senso più ampio del termine. Parla di discriminazione e disuguaglianza maschile e femminile, si batte per i diritti LGBT+ e va sempre oltre gli stereotipi. Bossy è una realtà femminista intersezionale: ci occupiamo di persone indipendentemente dal loro genere, orientamento sessuale, etnia, credo o cultura di appartenenza», che con un linguaggio chiaro e diretto, utilizzando strumenti fruibili a chiunque quali un sito internet, pagine Instagram, Facebook e Youtube gestite dalla formatrice Irene Facheris, affronta tematiche scottanti e attuali, facendo informazione e promuovendo la cultura e l’attivismo. Ma ancora tanto deve essere fatto per superare ogni forma di discriminazione sociale e culturale.

In questa Giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia ciascuno di noi dovrebbe riflettere sul contributo che può fare alla causa: poiché se non interviene il Parlamento, cerchiamo almeno di farlo noi cittadini.

Veronica Morgagni per MIfacciodiCultura

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