“In-Visibile”: Francesca Piovesan racconta il tempo attraverso lo specchio

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È stata inaugurata il 9 maggio scorso presso il nuovo spazio Gaggenau DesignElementi HUB di Corso Magenta 2 a Milano, In-Visibile, la personale di Francesca Piovesan curata da Sabino Maria Frassà e visitabile su appuntamento fino al 15 giugno. Si tratta della prima di un ciclo di quattro mostre, dal titolo On Reflection, nato dalla collaborazione tra il progetto no profit per l’arte contemporanea Cramum e l’esclusivo marchio di design Gaggenau. La rassegna, che vedrà susseguirsi nei prossimi mesi artisti come Franco Mazzucchelli, Ivan Barlafante e Maria Wasilewska, avrà come filo conduttore il tema del confronto e del rapporto riflesso-materia.

Francesca Piovesan, Distanza intima, 2018
Francesca Piovesan, Distanza intima, 2018

Francesca Piovesan ha, per l’occasione deciso di guardarsi allo specchio, realizzando una potente ricerca introspettiva che al tempo stesso lascia trasparire estrema delicatezza. Il percorso si articola attraverso sedici opere specchianti, poste in dialogo con l’ambiente che le ospita, dove l’artista ha scelto di imprimere fotograficamente l’immagine del proprio corpo rielaborando la tecnica dello specchio veneziano. Il procedimento messo a punto, frutto di numerosi tentativi e sperimentazioni è nato grazie all’aiuto del laboratorio di Murano Ongaro & Fuga, consiste nello sviluppare un’immagine fotografica all’interno di specchi realizzati con particolari vetri collezionati dall’artista stessa. Questo processo è reso possibile grazie a una reazione, mutuata appunto dalla tecnica utilizzata in passato per sviluppare le fotografie, che avviene tra i sali minerali e i grassi lasciati sul vetro dal corpo e l’argento utilizzato per la specchiatura. Il risultato che ne consegue è assolutamente impossibile da modificare o ritoccare ed è ogni volta diverso e unico, mutevole come lo è la superficie del corpo umano nei differenti momenti della nostra vita. Sono proprio gli impercettibili cambi di forma del nostro corpo, infatti, che ci caratterizzano come esseri viventi.

Percorrendo lo spazio all’interno del quale le opere sono accuratamente inserite, ci si ritrova inevitabilmente a confrontarsi con gli specchi, a immedesimarsi con le impronte dell’artista che si impongono allo spettatore rendendolo un tutt’uno con esse, condividendo così con lei il suo profondo cammino di accettazione di sé. Chiunque si trovi a sovrapporre la propria immagine con quella dell’artista, quindi, non scompare nell’etereo riflesso dorato dei suoi specchi, ma si arricchisce della consapevolezza che l’inevitabile scorrere del tempo ci rende partecipi di quello spaventoso e, nel contempo, meraviglioso ciclo della vita che governa il mondo. Le opere, che seguendo le naturali articolazioni del corpo umano formano caleidoscopi di luci e sagome, hanno anche la possibilità di essere richiuse come libri dalla copertina in legno, accentuando il desiderio di scoperta che si prova osservandole.

Quella di Francesca Piovesan è una ricerca sul corpo e sulle sue trasformazioni che dura ormai da diversi anni, durante i quali ha avuto modo di indagare i mutamenti della propria figura e della matericità della propria pelle attraverso tecniche differenti. Elemento distintivo della sua ricerca artistica è da sempre l’unione di tecniche tradizionali con la sperimentazione, riuscendo così a dare vita a pratiche innovative e rivoluzionarie. Tra queste ricordiamo la mappatura delle proprie impronte digitali, che Francesca Piovesan effettua periodicamente, prelevate con nastro adesivo e sviluppate seguendo una tecnica utilizzata in criminologia nel XIX secolo.

In-Visibile
A cura di Sabino Maria Frassà
Gaggenau DesignElementi HUB, Milano
Dal 9 maggio 2018 al 15 giugno 2018

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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