“Ceci n’est pas culture”: tolta la storia dell’arte alla maturità in UK

0 404
Magritte, “Il vaso di Pandora”, 1951

È di pochi giorni fa la notizia che in Gran Bretagna la storia dell’arte è stata esclusa dagli esami di maturità. Questo è quanto emerso dall’ultima riforma dell’English Baccalaureate (EBacc), iniziata dall’ex ministro britannico Michael Gove. Dunque non ci saranno più incontri con uno o più degli artisti studiati durante l’ultimo anno, per lasciare spazio alle altre materie rimaste d’obbligo, ovvero lingua e letteratura inglese, matematica, scienze, storia e geografia e una seconda lingua.
Per gli studi universitari, invece, fortunatamente le cose non cambieranno.

A venticinque anni ho intuito che la luce e l’ombra sono i lati opposti della medesima cosa, che il luogo illuminato dal sole viene sempre raggiunto dall’ombra. Ecco cosa penso ora, a trent’anni: più è profonda la gioia più intensa è la tristezza, più è grande il piacere più acuta è anche la sofferenza. Se si tenta di separarli si perde se stessi. Se si prova a disfarsene crolla il mondo.

Magritte, “Il principio del piacere”, 1937

Queste sono le parole di Natsume Soseki contenute all’interno di Guanciale d’erba, pubblicato da BEAT Edizioni nel 2014. Il frammento corrisponde alla traccia selezionata dal MIUR nel 2017 per storia dell’arte e, ad analizzarlo meglio, attraverso i giochi delle ombre che rincorrono le luci, più che mai potrebbe essere inteso come metafora dell’adolescenza concepita quale scatto istantaneo di cambiamenti repentini senza indirizzo. La decisione sembra nascere da un dato statistico, ovvero che solo 839 studenti nel 2017 hanno scelto storia dell’arte A-level e, sempre stando ai numeri, pare che l’interesse per la materia sia in diminuzione. Su queste basi avrebbe preso avvio la riforma, la quale però ha provocato l’indignazione generale della gente e il disappunto degli storici dell’arte e soprattutto degli artisti, i quali hanno risposto con una lettera pubblicata sul The Guardian: «la perdita dell’A-level significa che le porte si chiuderanno per molti studenti, e tante opportunità future saranno perse». AQA ha risposto che nessuna modifica verrà effettuata nelle università, che generalmente non richiedono un A-level a chi desidera accedervi.

Si tratta di un provvedimento che indubbiamente sorprende, visto che arriva da una Capitale che è sempre stata fulcro di innovazione e di promulgazione della cultura tramite ogni forma possibile. Similmente all’Italia con una riforma che già era iniziata col governo Gelmini, a quanto pare, nemmeno qui si è più propensi a investire nella cultura e nella valorizzazione dell’arte come strumento di espressione e di conoscenza, di rilievo soprattutto in un periodo quale l’adolescenza in cui si è continuamente in rapporto con se stessi e alle volte non si trovano le risposte, dalle più semplici alle più complesse.

Magritte, “La riproduzione vietata”, 1937

Osservando un’opera, è invece possibile analizzarla e da lì comprendere anche qualcosa di più sulla propria personalità e sui gusti individuali, alla ricerca della costruzione della propria persona. Da un’immagine su carta stampata si può imparare tanto, a osservare un personaggio che si specchia dentro un libro e che magari ritrae anche un po’ di chi lo osserva per poi immedesimarsi il passo col quale l’artista col cappello nero sta avanzando verso un ginepro purpureo e infine si può apprendere che qualsiasi oggetto ha millemila significati diversamente interpretabili. Allontanare delle menti che si apprestano a compiere un passo importante dalla storia dell’arte che per antonomasia è una delle espressioni che permette la riflessione e l’espressione di sé verso la scoperta di un proprio stile unico, non può che essere riconosciuta come un’inutile follia.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.