#1B1W – “Raccontami la notte in cui sono nato”: si può vendere la vita?

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Paolo di Paolo è uno scrittore italiano, finalista nel 2003 del Premio Campiello Giovani e con la raccolta Nuovi cieli, nuove carte finalista per il Premio Italo Calvino nel 2004. Pubblica il suo primo romanzo Raccontami la notte in cui sono nato nel 2008, edito da Feltrinelli Editore.

Paolo di Paolo,
(crediti: fotografica wikicommons, ph by Tramonto19)

Ispirato da una storia vera, l’autore nel suo libro racconta di un giovane che decide di vendere la propria vita. Colpito da un annuncio trovato su eBay, Lucien inizia a riflettere sul cambiare la sua esistenza. L’annuncio in questione è di un ragazzo australiano che mette in vendita letteralmente la sua vita: vende tutto, ricordi, amici, parenti, lavoro, casa. Lucien rimane incuriosito dalla scelta del ragazzo e vista la sua perenne insoddisfazione, decide di emulalo e di mettere in commercio anche la sua di vita. Inizia così una fase preparatoria in cui il protagonista passa il testimone a Filippo, acquirente di quella vita da lui tanto odiata: un periodo di transizione serve per illustrare a Filippo ciò che gli viene donato, mentre Lucien progetta di trasferirsi a Milano in cerca del suo nuovo cammino. Le cose però non andranno come previsto, poiché abbandonare la propria vita porta con sé conseguenze inaspettate.

Raccontami la notte in cui sono nato è una storia curiosa, ma con una grande riflessione di fondo. Quanto siamo protagonisti della nostra vita? Come può un altro essere felice di ciò di cui noi non riusciamo ad accontentarci? Domande esistenziali che portano il lettore a riflettere sui valori fondamentali della propria esistenza. Attraverso un’esagerazione, l’autore riesce a far interrogare il suo pubblico sul senso di insoddisfazione ma anche sul concetto di felicità.

Di Paolo riesce con la sua scrittura ritmata e coinvolgente a fare del suo libro un romanzo di formazione. Come un flusso incessante di coscienza, trascina il lettore nella mente e nei pensieri del suo protagonista, che diventa portavoce del dramma di una generazione persa. Come può un ragazzo giovane, laureato, con una bella casa, un buon lavoro, una famiglia che gli vuole bene a voler rinunciare a tutto? Nonostante la giovane età Lucien è pieno di rimpianti e non riesce a godere appieno di ciò che ha e uno stato d’insoddisfazione perenne domina la sua routine.

Raccontami la notte in cui sono nato ci racconta l’insoddisfazione delle generazioni contemporanee, quelle che hanno avuto tutto, ma in fin dei conti non si riescono ad accontentare di niente. Parla di tutti i giovani che perennemente vivono questa frustrazione, di giovani adulti che che non sono più dei bambini, ma non riescono a sentirsi pienamente maturi. Luicien diventa il simbolo di una gioventù che ha perso la rotta e rappresenta pienamente la paura di andare nel mondo e camminare con le proprie gambe. La paura delle responsabilità e la difficoltà a lasciare andare la giovinezza: staccarsi dal ricordo di una gioventù spensierata e bellissima, dai ricordi degli amici, dall’immagine del primo amore. Soprattutto perché le vite di questi loro vanno avanti, mentre quella di Lucien sembra rimanere ferma.

Solo vendendo ad un altro la vita che una volta era sua, il protagonista si rende conto che forse non era sbagliata la sua esistenza, ma quello sbagliato era lui. E solo quando un altro, diverso da lui, senza quelle stesse domande esistenziali, senza la sensibilità che porta a chiedersi quando arriva il bello della vita, si trova ad avere quel che Lucien aveva un tempo, questo si accorge che non ha mai chiesto alla madre di raccontargli la notte in cui era nato.

Un’immagine simbolica, che racchiude l’essenza del libro stesso, il punto di partenza per una nuova vita rilegata in un quaderno dalla copertina nera. Ripartire dalle basi, dal passato, dalle origini per capire chi veramente si è. È questa la morale di questa storia: accettare se stessi aldilà della vita che stiamo vivendo o di quella che abbiamo vissuto fino a quel momento. Prendere coraggio, e non rimpiangere ne rinnegare nulla di ciò che ci è capitato, perché è solo grazie a questi avvenimenti che noi siamo realmente noi stessi.

Raccontami la notte in cui sono nato è un romanzo breve ed esistenziale, che ci guida da osservatori nella mente di un ventiquattrenne che ha venduto la propria vita; e grazie alla storia del suo protagonista permettendo di assaporare meglio la nostra di esistenza, anche la parte più monotona di essa, immaginandosi qualcuno che la viva al posto nostro.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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