Alle Gallerie d’Italia l’arte si schiera a sostegno dell’autismo

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L’Arte risveglia l’anima è il titolo della mostra ospitata alle Gallerie d’Italia di Milano, visitabile sino al 3 giugno, che raccoglie una sessantina di opere realizzate da persone affette da disturbi di autismo. Il progetto è portato avanti dall’Associazione Autismo Firenze, che nasce nel 2003 con lo scopo di tutelare le necessità dei cittadini con questa patologia per giovani e i giovani adulti. Periodicamente l’associazione tiene dei corsi per la formazione di figure professionali nel settore ed è sempre molto ricettiva in ambito culturale e sociale.Vengono infatti organizzati dei percorsi mirati per l’inserimento dei ragazzi affetti da autismo nel mondo del lavoro, oltre alla programmazione di eventi legati all’arte e allo spettacolo.

Il Fumatore, da Paul Cezanne, Tempera su tela, 2017, 50X70, Keiko Araki

La mostra si pone come mezzo per la sensibilizzazione sul tema della malattia, concentrandosi sull’arteterapia, già nota alle più eminenti riviste scientifiche e al pubblico come strumento che, tramite le molteplici forme d’arte esistenti, si adopera per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Recentemente questo strumento è stato utilizzato in diversi ambiti, non limitandosi unicamente a quello artistico, nel quale è indubbiamente efficace, ma estendendosi anche altrove.

Incontrare le esigenze del pubblico è diventato, negli ultimi anni, una questione fondamentale, nell’ottica della creazione di progetti specifici diretti a un utente particolare, in un’ottica multidisciplinare e sempre pronta all’aggiornamento. Il MoMA di New York è solo una delle tante istituzioni che si sono mosse in questa direzione, ma anche l’Italia sembra essere interessata a partecipare attivamente. Nello specifico, la Toscana e la Lombardia nell’ottica della cooperazione si sono mosse in un’ottica di rinnovamento, dando vita a dei progetti concreti. Un caso specifico, per esempio, riguarda la sezione che nella mostra è dedicata ai malati di Alzheimer, concepiti come esseri umani che hanno dei rapporti diretti e spesso troppo complessi con le istituzioni, quando queste dovrebbero adoperarsi per agire concretamente per aiutarli.

La Toscana, nello specifico, è una delle due regioni, assieme alla Lombardia, fautrici della mostra itinerante esposta alle Gallerie d’Italia, dimostrando di essere un vero centro per la cultura, con in particolare il polo di Intesa San Paolo che da sempre è sensibile a queste tematiche. Dall’estero, sono intervenute strutture come il museo dell’Ermitage, con il direttore Mikhail Piotrovski che è stato l’ideatore del progetto, rinsaldando ancor più i rapporti con il panorama culturale italiano.

Automobili, inchiostro a penna su carta, 2016, 50X70, Daniele Bertanzetti

Le opere esposte sono state eseguite da 18 persone, tra uomini e donne di diverse età provenienti da tutta Italia, ma è osservando i dipinti che è possibile conoscere la personalità nascosta degli autori, con anche l’aiuto di un catalogo che racconta i diversi vissuti individuali. I differenti approcci adottati dagli artisti aprono all’occhio dell’osservatore innumerevoli scenari sul rapporto che si può instaurare tra l’arte e l’autismo. Cristina Bucci è stata in grado di allestire un’esposizione che propone un’eterogeneità di tipologie artistiche, spaziando dalle tele pittoriche per arrivare a oggetti provenienti dal laboratorio di ceramica del MIAC; si incontra poi l’opera Fratelli, parte del polittico Believe di un collettivo a Roma, per concludere il ciclo espositivo con un’installazione multimediale realizzata da Roberta Biondini dal titolo Medium.

Il progetto è un tentativo di far percepire l’autismo in modo diverso, permettere a chi non è “del mestiere” di entrare in quel mondo affascinante e pieno di sorprese, scoprire le abilità inaspettate che possono manifestarsi in campi diversi. Ci auguriamo possa contribuire a cambiare la percezione diffusa della condizione autistica.

Manuel e Mondrian IV, Collage su carta, 2016, 30X29,5, Manuel Falcone

Le parole della coordinatrice scientifica del progetto Anna Maria Kozarzewska sottolineano quanto questi disturbi siano un territorio inesplorato dal sistema comunitario. Un ragazzo che non riesce a comunicare oralmente o per iscritto, può trovare nell’arte una forma di espressione, che poi altri possono incontrare quando si approcciano alle opere. Questa mostra si rivela un indicatore fondamentale per scavare sotto la superficie di un problema non abbastanza conosciuto, dimostrando quando la capacità creativa possa essere fondamentale per comunicare con se stessi e con gli altri. Inoltre, questo può rivelarsi di grande importanza in quanto i soggetti affetti da autismo tendono a perdere gradualmente o in maniera totale l’immaginazione fantastica. Raccogliendo tutti i tasselli, si intuisce con chiarezza quale importantissimo ruolo possono rivestire i musei e l’intero sistema dell’arte, in un’ottica di adattamento all’innovazione e all’accettazione e alla cura delle peculiarità di ognuno.

L’Arte risveglia l’anima
A cura di Cristina Bucci
Gallerie d’Italia, Milano
Dal 30 marzo al 3 giugno 2018

Carolina Cammi per MIfacciodiCultura

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