“Ottant’anni dalle Leggi Razziali in Italia”: il fumetto al servizio della memoria

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17 settembre 1938: uomini, donne e bambini sono andati a letto da italiani e la mattina si sono svegliati ebrei. Perseguitati, emarginati e poi deportati per il solo fatto di esserlo». Questa una delle diapositive che compare sullo schermo posto al fondo del lungo corridoio dell’Ex Carcere Le Nuove di Torino; corridoio che fino al 2003 conduceva alle celle dei detenuti e che oggi, invece, apre le porte blindate alla mostra intitolata 1938 – 2018: Ottant’anni dalle Leggi Razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricordano l’orrore dell’antisemitismo.

Si tratta di una mostra organizzata da RAI Com in collaborazione con ARF e inaugurata nell’ambito della ventiduesima edizione del Festival Cartoons on the Bay. È stata allestita grazie alle opere di circa 200 fumettisti e maestri dell’animazione, che hanno messo la loro arte al servizio della memoria. Accanto a loro anche alcune opere di scuole specializzate in disegno e fumetto, come l’Accademia Belle Arti di Bologna, la Scuola Internazionale di Comics, la scuola Romana dei Fumetti e molte altre, che hanno voluto dare ai propri allievi la possibilità di mettersi in gioco su una tematica cronologicamente distante dalle nuove generazioni, ma che proprio per questo necessita di essere trattata in ogni occasione.

Oggi più che mai, viviamo in un contesto multiculturale che favorisce l’incontro con persone dalle provenienze più lontane. Pensare che solo ottant’anni fa il “diverso” o l'”ebreo” erano fuori legge, fa rabbrividire.

La mostra ha sicuramente un impatto emotivo molto forte: il tema e l’ambientazione si sposano perfettamente e permettono al pubblico un’immedesimazione a 360 gradi. Le opere sono, infatti, disposte all’interno di quelle stesse celle che fino al 2003 ospitavano i detenuti della città di Torino, e che presentano ciascuna un titolo e un tema legato alle illustrazioni esposte all’interno.
Tra i vari artisti troviamo Giorgio Cavazzano, la cui opera è stata scelta come locandina dell’evento, Cinzia Leone, che ha voluto ricordare come sua madre avesse vissuto l’incubo delle Leggi Razziali, Bruno Bozzetto, Daniele Bigliardo, Claudio Calia e moltissimi altri.

Nonostante siano passati ottant’anni, il tema resta sempre di grandissima attualità: molte le vignette satiriche che ritraggono personaggi moderni (tra i favoriti ovviamente Donald Trump e Matteo Salvini, dipinti come i pionieri di un Fascismo 2.0) intenti a discriminare questa o quella etnia. Tante anche le opere, profondamente toccanti e drammatiche, che ritraggono una realtà appartenuta a 8 decenni fa, che fa ancora accapponare la pelle. I più ritratti, indubbiamente, i bambini: le vere vittime dell’insensatezza di quelle terribili leggi razziali, che imponevano agli studenti ebrei l’espulsione dalle scuole. E ancora, il ricordo tremendo della chiusura di molte attività gestite da ebrei, o l’espulsione di questi ultimi dai “negozi ariani”, accessibili solo alle persone di “razza pura”.

Il vero punto di riflessione, sul quale questa mostra ci invita a soffermarci, però, è un altro: nonostante tutta l’attenzione e la dedizione che la società odierna rivolge alle tematiche legate all’antisemitismo e al razzismo, ottant’anni dopo l’inizio di questo crimine umano, il nostro modo di guardare l'”altro” è davvero cambiato?

1938 – 2018: Ottant’anni dalle Leggi Razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricordano l’orrore dell’antisemitismo
A cura di RAI Com in collaborazione con ARF
Museo del Carcere le Nuove, Torino
Dal 12 aprile al 1° giugno 2018

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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