Karole Vail, sulle orme della nonna Peggy Guggenheim

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È trascorso circa un anno da quando Philip Rylands, direttore per trentasette anni della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, ha passato il testimone a Karole Vail, nipote di Peggy. Il museo di arte contemporanea più visitato in Italia, con oltre 427 mila visitatori, si affaccia sul Canal Grande: la sua sede è il Palazzo Venier dei Leoni, edificio in cui dal 1948 Peggy Guggenheim creò la sua dimora veneziana e dove visse per circa trent’anni, fino alla sua morte. Il palazzo, con la sua preziosa collezione di arte contemporanea, è dunque oggi la sede della Peggy Guggenheim Collection.
Alla morte della famosa mecenate statunitense, avvenuta nel Natale del 1979, la collezione di arte contemporanea venne affidata a Philip Rylands che riuscì a trasformare la casa in un vero e proprio museo, armonizzando ambienti privati in sale dotate di impianti di illuminazione e climatizzazione adeguati, realizzando un progetto architettonico finalizzato alla conservazione e fruizione del pregevole patrimonio artistico della Fondazione.

Oggi a far da regista alla straordinaria collezione veneziana è nuovamente una donna, Karole Vail. La nipote di Peggy, che per vent’anni ha fatto parte dello staff del Solomon R. Guggenheim Museum a New York, è ritornata a Venezia, città in cui aveva trascorso alcuni anni della sua infanzia. Quando la piccola Karole andava a trovare la nonna Peggy nella sua casa a Venezia, girava tra le opere dei più grandi artisti del Novecento e, come oggi ricorda, provava spavento davanti ad alcuni quadri surrealisti, come quello di Max Ernst, appeso in camera da letto.

Grazie a mia nonna ho conosciuto e amato fin da bambina la collezione, il palazzo e il giardino. Ora voglio portare avanti il suo sogno.

Karole Vail

Karole Vail mai si sarebbe immaginata di ricoprire il ruolo di nuova custode della Peggy Guggenheim Collection, ma nonostante questo si è rivelata davvero determinata e professionale nel suo lavoro. L’incarico di gestire un museo di portata internazionale, in una delle città più importanti al mondo, non è l’unica sfida da affrontare: il legame affettivo e la responsabilità di occuparsi della collezione della nonna Peggy, sicuramente rappresentano un vincolo a migliorare sempre più l’offerta, per essere all’altezza del compito assegnatole da Richard Armstrong, direttore del Museo e della Fondazione Solomon R. Guggenheim. Dare maggiore voce alle artiste donne, rendere sempre più vivace e partecipato il museo tramite collaborazioni ed eventi, coinvolgere prima di tutto i visitatori veneziani, facendoli sentire a casa, sono solo alcuni degli obiettivi che si è proposta di raggiungere la nuova direttrice.

Il 2019 sarà l’anniversario dei 40 anni della scomparsa di Peggy e sono in cantiere una serie di iniziative per celebrare questa grande donna.

La nostra attività in realtà è sempre legata al suo nome e alla sua opera, ma sarà l’occasione per approfondire la conoscenza e la visione della sua collezione.

Peggy Guggenheim nel padiglione greco della XXIV Biennale d’Arte di Venezia

Ma, la stagione di mostre per ricordare la fondatrice del museo, inizieranno già dal 25 maggio 2018, con l’esposizione 1948: la Biennale di Peggy Guggenheim, che vuole essere un omaggio alla Biennale e a Peggy; sarà infatti ricostruito l’ambiente del padiglione dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim alla XXIV Biennale di Venezia. Inoltre, dal prossimo 19 maggio sarà allestita un’altra mostra intitolata Josef Albers in Messico, che anticipa il vasto programma di mostre per l’anno successivo. Insomma, la Peggy Guggenheim Collection ha pronto un calendario di eventi imperdibili grazie all’impegno e all’amore della nuova custode del museo.

È stato chiesto a Karole Vail quali artisti preferisse tra quelli presenti nel Palazzo Venier dei Leoni ma la direttrice, dopo aver iniziato ad elencare alcuni nomi come Picasso, Braque, Delaunay, Pollock e Magritte, si è arresa esprimendo l’oggettiva difficoltà a sceglierne uno in particolare di fronte ad una collezione così straordinaria.

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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