“Social Facts” di Susan Hiller sono fatti sociali, fatti reali

0 765

OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino ospitano fino al 24 giugno 2018 Social Facts, mostra personale dell’artista Susan Hiller, curata da Barbara Casavecchia.

Artefatti circolari

L’artista, nata negli USA nel 1940, attualmente vive e lavora a Londra ed è una delle personalità artistiche più apprezzate del momento: in cinquant’anni di carriera, la Hiller si è cimentata in diverse attività, dalla realizzazione di installazioni video a opere sonore, partendo da “ricerche di gruppo” per poi inscenare performance. Non ultimo è il suo interesse per la scultura, la fotografia e i progetti interattivi online, oltre alla saggistica che rimane la sua passione. Numerosi artisti hanno messo la loro genialità al servizio di una ricerca atta a scandagliare la natura sociale delle cose o dei fatti, offrendo nuovi stimoli intellettuali e chiavi di lettura innovative dell’esperire umano. Il termine “social” non è da intendersi come un mero aggettivo, bensì fa riferimento a quegli artefatti culturali che influenzano le dinamiche collettive e i sistemi di valori delle nostre società. Nessun oggetto è neutro, in quanto sempre inserito in un contesto peculiare in cui lo spazio è allestito secondo determinati pensieri e talune logiche mai casuali. Ogni spaccato di realtà non rientra nell’anonimato, perché si esprime sempre attraverso testi materiali, cimeli, architetture e ordini precisi. Con Social Facts, la Hiller vuole inoltre far riflettere su quanto gli artefatti culturali non siano unicamente entità passive esposte in qualunque abitacolo ma, al contrario, influenzano attivamente le dinamiche collettive e i sistemi valoriali che ogni giorno scandiscono il vivere comune. La corrente culturale dominante alle volte presenta dei monili perfettamente congegnati, mentre diverse altre si rivela nella scarsa rilevanza di particolari o nella complessità, difficile da sviscerare a livello logistico. Tutto questo, secondo l’artista, non è mai casuale perché vi è un rispecchiamento, negli oggetti, del subconscio individuale e dell’inconscio collettivo.

Cartoline illustrate, sogni, telepatia, scritture automatiche, lingue scomparse, avvistamenti di oggetti volanti non identificati, è tutto un cammino tra il possibile e l’impossibile, il certo e l’incerto dello scibile e dell’immaginato umano. Senza regole, solo coscienze momentanee e fuggevoli. Social Facts si propone anche come strumento d’indagine per determinare quale e quanto rilievo abbiano i mass media nel plasmare idee, oltre a interrogarsi su quanto i nuovi mezzi di comunicazione siano ormai fabbriche di personalità vanitose, bisognose non di amore ma di ammirazione. Anche questo, all’insegna della mutevolezza, che trascina tutto via con sé, coinvolgendo emozioni, valori, i sentimenti, le emozioni, la concretezza delle capacità e la bellezza dell’imperfezione, allestendo spettacoli sul nulla per poi chiudere lo spettacolo con un Sé ormai vinto e boriosamente finto. E vuoto.

Il pubblico individua, legge e assimila a seconda di una personale percezione del reale e di convinzioni strutturate su esperienze o idee. Hiller sostiene:

So che la nostra cultura nega molte cose. Il nostro “sistema operativo” di esseri umani probabilmente ci impedisce di conoscere gran parte di ciò che è reale, e ogni linguaggio pone dei limiti. Ma talvolta alcuni sperimentano delle scoperte. Il mio approccio nei confronti di tutto ciò è politico. E risiede nella convinzione che è solo nei momenti di liminalità che può accadere qualcosa di nuovo. Che si tratti di un’idea, un’azione politica, un’invenzione – tutto nasce sempre dove funzioniamo in modo creativo. Questo è ovviamente molto importante nella pratica artistica, ma anche socialmente e politicamente.

Artforum, aprile 2017

La mostra si apre con una spettacolare video proiezione: Illuminazioni (2018, 30 minuti). Le voci narranti sono le testimonianze di una serie di esperienze misteriose e inspiegabili, con incontri ravvicinati con fenomeni luminosi, accompagnate da immagini astratte ritraenti le sfumature dell’azzurro turchese della lunghezza d’onda con la quale viaggia la luce ai margini dello spettro del visibile. Le voci umane si combinano con una serie di suoni, con i quali le strumentazioni scientifiche traducono le radiazioni luminose cosmiche in viaggio attraverso spazio e tempo, a partire dal Big Bang. In alcuni momenti, si avverte una trasmissione in codice Morse, registrata nel corso di un esperimento di sogno lucido, dove il soggetto ripete: «Sto sognando, sto sognando».

Scelte prive di sostanza, sterili e appariscenti nella loro superflua meccanicità stanno lì a simboleggiare che oggi ci si comporta da consumatori del niente più che da sognatori, quasi ignorando quella primordiale originalità che è ovunque dentro e fuori di noi.

Beh, sono sempre stata interessata ai sogni: mi hanno sempre colpita quegli stati intermedi tra ciò che la nostra società descrive come realtà — e quello che la realtà effettivamente è.

Susan Hiller. Social Facts
A cura di Barbara Casavecchia
OGR – Officine Grandi Riparazioni
Dal 30 marzo al 24 giugno 2018

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.