#perlaGloria – La TV dignità, questa sconosciuta

#perlaGloria - La TV dignità, questa sconosciuta.

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Non accendo la TV da un paio di anni. Non perché sia radical chic o intellettuale, solo perché è un contenitore dove non trovo mai, ma davvero mai, qualcosa che valga la pena guardare.

A inizio settimana, quando si scelgono i temi da trattare in questa rubrica, mi è stato chiesto di parlare degli ultimi avvenimenti del Grande Fratello: atti di bullismo in diretta, violenza gratuita e aggressioni verbali. Così, gratis, spiattellate in diretta su una delle più importanti reti nazionali.

Sapevo poco e niente per i motivi di cui sopra, quindi ho cercato il video della scena su Google.

Il quadro può essere così descritto : un branco di gente, apparentemente orrenda e di dubbio gusto, che vessa in massa una tizia più o meno della stessa categoria. Ovviamente, mentre assistevo attonita al siparietto, mi sono venute in mente parole molto più colorite per descrivere personaggi e situazione. Non le riporto qui, non per pudore o per qualche sorta di buona educazione, ma perché pubblicamente non mi va di perpetrare quello che sembra essere la norma degli ultimi tempi: la mancanza totale di pensiero prima dell’azione.

L’episodio ha scatenato la rivolta popolare. C’è chi grida al bullismo dilagante e chi sostiene che il bullismo c’è sempre stato, solo che prima avevamo meno strumenti per farlo veicolare sotto gli occhi di tutti. Entrambi i pensieri sono veri.

Quello che però non è passato è che far schifo, comportarsi nel modo peggiore possibile, è ormai una consuetudine pienamente sdoganata. Tutti abbiamo qualcuno che non sopportiamo, di cui parliamo deliberatamente male dietro le porte di casa nostra, al quale dedichiamo insulti gratuiti o meno. La differenza è che prima avevamo il pudore, la consapevolezza che vomitare tutte le parole peggiori che ci sgorgano dalla testa addosso al malcapitato non è civile e nemmeno intelligente. Sbrodolare turpiloqui pubblicamente, senza senno nè argomenti era cosa di cui vergognarsi. A ragione.

Dire quello che si pensa per me è la base fondamentale dell’esistenza per non vivere con il Malox in tasca, dirlo a offese sterili però, ti rende idiota ed è pure inutile.

Oggi invece travasare la bile in piazza è un trend senza precedenti. Si fa proprio così, candidamente, senza remore. Anzi più insulti e sei violento più forte sei, più potente, più incisivo, più applaudito. E forse fai pure alzare lo share.

Così anche tutti i mezzi di comunicazione che ci sono messi a disposizione si intasano di violenze varie, senza remore né responsabilità (rieccola che torna questa sconosciuta), come se l’insultato e l’insultante si depersonalizzassero, smettessero di essere persone creando il terreno per far si che valga tutto.

Internet ormai è una giungla, lo dicono tutti con mesto rammarico. La TV invece? Quella che dovrebbe essere regolata, gestita, controllata e creata da gente messa lì apposta, cos’è? È fuori controllo o ha scelto scientemente di far schifo al pari di chi ci alloggia, di chi si legge nei peggiori commenti su Facebook, di chi vessa il professore di turno?

Qualunque sia la risposta, il messaggio che passa è che tutto è lecito, anzi, peggio, GRADITO.

Il Grande Fratello è un format trash con un vastissimo pubblico e non sono tutti imbecilli analfabeti come ci piace pensare.

La TV sì è dimenticata di avere una responsabilità, esattamente come ce lo scordiamo ogni giorno un po’ di più noi.

Se questa è la direzione si può solo spegnere il televisore, farlo diventare un soprammobile vintage e cercare la definizione di dignità sul vocabolario.

Così, giusto per aver qualcosa di intelligente da dire al suo funerale.

Gloria sacchi per MIfacciodiCultura

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