Music & Poetry – “Strada facendo”, l'”On the road” italiano di Baglioni

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Di aforismi e metafore sulla vita ne è pieno il mondo, lo sappiamo. Potremmo partire da una delle frasi più celebri, quella di Forrest Gump, che paragona la vita ad una scatola di cioccolatini: “non sai mai quello che ti capita” e arrivare persino a scomodare l’eterno Dandy, che ebbe a dire: «La vita è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più». Non siamo qui però a snocciolare frasi ad effetto e concetti presi a nolo che, lungi da noi denigrare la sottile arte del comporre massime, ma, a volte, lasciano il tempo che trovano. Gli aforismi sono un’arma a doppio taglio, perché consentono a persone prive di qualsivoglia profondità di passare per figure di spessore. In fondo, è il principio della leva del terzo millennio: datemi un sito di aforismi, un pubblico sordo e vi solleverò il mondo (siamo su una pagina di musica&poesia, altrimenti vi direi di gettare uno sguardo alla politica nostrana per conferma).

La copertina dell’LP, pubblicato nel 1981

Al di là di tutto questo, c’è una metafora che più di tutte proietta nella nostra mente l’idea della vita: la strada. Quante strade sono state descritte, di quante strade si è parlato nella musica e nell’arte tutta. Le infinite autostrade di Springsteen, la Starway to Heaven dei Led Zeppelin, le malinconiche strade di campagne di John Denver. E ancora, come non citare la My Way di Sinatra, che altro non è che l’idea della vita come di una strada che pare infinita, ma che alla fine presenta il conto.

Oggi siamo qui per parlare di uno dei nostri artisti, se di “nostro” esiste realmente qualcosa. Anche Claudio Baglioni ci ha parlato di una strada. E l’ha fatto come solo un vero Signore può fare. L’ha fatto con la classe dei grandi maestri del tempo, con il passo sicuro di chi può segnare pochi mesi o decennio, di chi sa che tutto può durare un secondo o una vita intera.

Strada facendo è uno di quei pezzi che può valere una carriera. Baglioni di canzoni eterne ne ha fatte molte, ma anche se avesse scritto solamente questa, sarebbe bastato. Strada facendo ha tutto, non le manca niente. Parla dei nostri occhi, che crescono con noi e ci guardano sbagliare; parla di ricordi che grazie al cielo non se ne vanno, l’ultimo anelito di speranza a cui continuiamo ad aggrapparci; parla di tramonti, di anima piene di rabbia, che di questa vita non si accontentano mai; parla di visi, di visi troppo dolci per restare, troppo belli per pretendere di avere per sempre con noi. E parla di addii, di addii che non avremo (grazie al cielo) mai il coraggio di pronunciare.

Una strada e un cuore che batte

Strada facendo è per tutte quelle persone che si sentono piccole. Troppo piccole per questo mondo che sembra così grande e di cui non vediamo la fine. «La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?» Una canzone non può cambiare la vita, dice Baglioni. Ed è vero, non può. Però può accompagnarla. E allora lasciatevi accompagnare dalla vostra strada, pensate che siete qui, nonostante tutto.

Siete qui a battere e combattere, magari a disperarvi, perché vi sembra di non aver amato mai abbastanza, però siete qui.
La prossima notte sarà la vostra.
O quella dopo.
O quella dopo ancora.
Ma arriverà una Notte.
Arriverà la strada giusta.

Claudio Baglioni oggi

Strada Facendo è per tutte quelle persone che si sentono piccole. Troppo piccole per questo mondo che sembra così grande e di cui non vediamo la fine. «La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?» Una canzone non può cambiare la vita, dice Baglioni. Ed è vero, non può. Però può accompagnarla. E allora lasciatevi accompagnare dalla vostra strada, pensate che siete qui, nonostante tutto.
Siete qui a battere e combattere, magari a disperarvi, perché vi sembra di non aver amato mai abbastanza, però siete qui.
La prossima notte sarà la vostra.
O quella dopo.
O quella dopo ancora.
Ma arriverà una Notte.
Arriverà la strada giusta.


Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme
Con l’anima smaniosa a chiedere di un posto che non c’è
Tra mille mattini freschi di biciclette
Mille e più tramonti dietro i fili del tram
Ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me

Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto
Ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via
E ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
Larghe e vuote di un’estate di città
Accanto alla mia ombra lunga di malinconia

Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello
Col viso sopra il petto a leggermi i dolori ed i miei guai
Ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
E dentro un senso di inutilità
E fragile e violento mi son detto tu vedrai…
Vedrai…
Vedrai…

Strada facendo vedrai
Che non sei più da solo
Strada facendo troverai
Un gancio in mezzo al cielo
E sentirai la strada far battere il tuo cuore
Vedrai più amore…
Vedrai…

Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c’è al mondo
Io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai
E ho corso in mezzo a prati bianchi di luna
Per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
E giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai…
Vedrai…
Vedrai…

Strada facendo vedrai
Che non sei più da solo…
Strada Facendo troverai
Anche tu, un gancio in mezzo al cielo…
E sentirai la strada far battere il tuo cuore
Vedrai più amore…
Vedrai…

È una canzone e neanche questa potrà mai cambiar la vita
Ma che cos’è che mi fa andare avanti e dire che non è finita
Cos’è che mi spezza il cuore tra canzoni e amore
Che mi fa cantare e amare sempre più
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…

Strada facendo vedrai…
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…

Strada facendo vedrai…
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…
Strada facendo vedrai…
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…
Strada facendo vedrai…
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…
Strada facendo vedrai…
Perché domani sia migliore
Perché domani tu…

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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