Lezioni d’Arte – Francis Picabia il camaleonte del Novecento

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Come un camaleonte Francis Picabia (Parigi, 1879–1953) ha cambiato stile attraversando ogni fase creativa, in modo sfuggente, ironico, senza prendere troppo sul serio l’arte e senza adottare uno stile in particolare. Non a caso il MoMA di New York gli ha dedicato l’anno scorso una grande retrospettiva intitolata: Le nostre teste sono rotonde così i nostri pensieri possono cambiare direzione.

Cena Dada, 1922

La citazione del poeta statunitense Allen Ginsberg si adatta perfettamente alla poetica dell’artista che cambia pelle entrando in ogni corrente, esplorando ed adattandosi ad ogni nuova “avventura” artistica: attraversò la fase impressionista, futurista, cubista, dada, astratta, figurativa, d’avanguardia! Una personalità veramente eclettica e per questo difficile da afferrare. D’altronde lui stesso scrisse intorno al 1922 che «per avere idee pulite bisogna cambiarle come le camicie».

Con questa stessa leggerezza bisogna avvicinarsi alle sue opere, la sua personalissima reazione al mondo statico e noioso che si trovava davanti.

Per mezzo dei dipinti deride l’accademia esponendo a Parigi al Salon d’Automne quadri enormi, dalle vernici brillanti invece che dei tradizionali oli, che non rappresentano nulla di conosciuto. Sembrano grandi enigmi che lo spettatore deve comporre e indovinare. Lo stile con cui venne realizzata questa serie di opere destò molto scandalo nell’istituzione in cui furono esposte.

Picabia è tra le personalità più irriverenti del Dada, pane per i suoi denti, un movimento divertente e celere che nasce in risposta allo stallo causato dalla grande guerra e con l’obiettivo di non fermarsi se non per creare. La nuit espagnole – manifesto ideale di questo momento creativo – è una tela divisa a metà da due bande in cui due sagome leggermente sovrapposte emergono dal fondo: la donna dal nero e l’uomo dal bianco. Figure difficili da interpretare.

Man Ray, interior of William N. Copley’s home, 1979

Il nuovo stile proposto manifesta il ritorno al nudo con la predilezione per le silhouette e la netta opposizione fra bianco e nero. L’indagine del rapporto fra uomo e donna ritorna in molti suoi disegni di quegli anni, qui è presentato in modo ambiguo e fortemente sessuale. La donna è vestita dai bersagli colorati, come in attesa di essere trafitta e colpita. Al suo fianco l’uomo balla, alza le braccia, ma potrebbe anche essere il lanciatore di freccette.

Le figure stanno compiendo una danza sensuale o si stanno facendo del male?!

Lìopera entrerà nella collezione privata di William N. Copley, che è un grande estimatore di Picabia. Man Ray ne fotografa l’appartamento in Francia in cui troneggia nel salotto proprio la tela della Nuit Espagnole. Copley è ispirato dalla libertà creativa di Picabia e lo omaggia nel corso della vita. Nel 1978 inizia una serie di dipinti ispirati proprio alla Nuit con la contrapposizione fra due parti simmetriche del dipinto, fra uomo e donna, fra staticità e movimento in uno stile pittorico che richiama al surrealismo e alla Pop Art.

Picabia ha lasciato il segno, con la sua sfacciataggine e la sua joie de vivre ritornando imperterrito in opere di artisti non solo a lui contemporanei ma anche successivi. Un modello da seguire per chi vuole inserire quell’ironia di fondo nelle opere d’arte.

Se vuoi essere seguito devi correre più veloce degli altri.

Francis Picabia

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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