Bobby Sands, quando la causa vale più della propria vita

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Bobby Sands, quando la causa vale più della propria vitaQuella di Robert Gerard Sands, conosciuto semplicemente come Bobby Sands (Belfast, 9 marzo 1954 – Long Kesh, 5 maggio 1981) è senza alcun dubbio una storia da raccontare e soprattutto da non dimenticare. Per molti era ed è semplicemente un terrorista dell’IRA, per altri invece è un martire, un uomo che ha perso la vita per un amore superiore a qualsiasi altra cosa: quello per la propria gente, per la libertà.

Iniziò fin da giovanissimo a combattere per la causa dell’Irlanda del Nord. La linea della Lady di Ferro, Margaret Thatcher, era durissima: i prigionieri politici non avevano nessun diritto e venivano giudicati da un tribunale speciale, Diplock Courts, privi di giuria e con un solo giudice competente che aveva il potere di svolgere il suo compito senza alcun tipo di impedimento.

La causa per cui si batteva l’IRA era di forte impatto in tutta l’Irlanda del Nord e nella Gran Bretagna. Molti attivisti, studenti e persone di ogni tipo si schierarono contro il governo inglese, tuttavia furono pochi quelli che scelsero linee estreme come quella di Sands e dei membri dell’IRA. I terroristi venivano rinchiusi in carceri-lager noti come gli H-Blocks, luoghi infernali in cui venivano negati loro ogni genere di diritto e le condizioni di vita erano davvero pessime.

I detenuti chiedevano che venisse riconosciuto loro lo stato di prigionieri politici: richiesta però sempre ignorata. Le risposte erano durissime: si rifiutavano di indossare gli abiti carcerari, ricoprivano le pareti delle celle con le loro feci e soprattutto iniziarono due pesantissimi scioperi della fame.

Bobby Sands, quando la causa vale più della propria vitaIn carcere Sands divenne scrittore, giornalista e poeta, fu eletto come OC (Official Commanders), ufficiale comandante dei prigionieri IRA detenuti a Long Kesh. Il primo sciopero della fame fu iniziato da Brendan Hughes, portato avanti per 53 giorni; terminò quando uno dei membri dell’IRA era ormai in fin di vita e la Thatcher promise cambiamenti esemplari a favore dei detenuti.

La Lady di Ferro non rispettò mai il patto stipulato con i carcerati.

Il secondo fu quello più duraturo e drastico: iniziò il 1° marzo del 1981 direttamente da Bobby Sands, che invitò tutti i membri dell’IRA a fare lo stesso. L’importanza, soprattutto mediatica, di questo secondo sciopero fu notevole: in Irlanda del Nord tutti ne parlavano, grazie anche agli articoli che di nascosto Sands faceva pubblicare con lo pseudonimo di Marcella.

Durante lo sciopero, Sands venne eletto membro del Parlamento irlandese: la Gran Bretagna però annullò la sua vittoria, emanando una legge che impediva ai detenuti la candidatura. Questa vittoria fece di Sands il più giovane deputato anglosassone in carica, ribatezzato Baby of the House.

Dopo 66 giorni di sciopero della fame, Sands morì nell’infermeria della Long Kesh; lo seguirono dopo pochissimo tempo altri nove membri dell’IRA. Furono oltre 100.000 le persone che accompagnarono Bobby Sands nel suo ultimo viaggio: venne sepolto nel cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i volunteers dell’IRA.

La storia di Sands è un classico esempio di come una causa possa essere tanto amata e desiderata da una comunità.

La sua voglia di libertà, di giustizia e soprattutto di equità sociale lo portarono a compiere scelte estreme, che gli fecero scegliere un tragico martirio. Il suo eco dopo la morte fu di risalto mondiale: tutti parlavano di Sands come di un eroe. Un eroe che aveva sacrificato la propria vita, insieme ai suoi fedeli compagni per la libertà del proprio Paese. Probabilmente un idealista, forse un illuso, ma sicuramente un uomo con grande speranza.

La speranza che prima o poi l’Irlanda si ricongiunga e che tutti possano vivere nel pieno della libertà, come lui e gli altri prigionieri degli H-Blocks hanno sempre desiderato e purtroppo mai ottenuto.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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