Donatella Versace: la vita di un’icona del successo italiano

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Donatella Versace (Reggio Calabria, 2 maggio 1955) è senza dubbio un’icona italiana per moltissime ragioni: è una donna-imprenditrice, un  simbolo di successo e talento, è un’istituzione della moda ma soprattutto è una delle maggiori rappresentanti del Made in Italy nell’età contemporanea. Anche se il fondatore del celebre brand è l’indimenticabile e compianto fratello Gianni, Donatella, dal 1998 ad oggi rimane il simbolo indiscusso di uno dei marchi di moda più celebri ed apprezzati del fashion system.

Donatella Versace

Il talento del resto non le manca e lo fa emergere chiaramente fin dal principio della sua carriera; è lei la designer del vestito verde che Jennifer Lopez sfoggia sul red carpet dei Grammy Awards 2000, capo d’abbigliamento tra i più chiacchierati e citati dai mezzi di comunicazione di massa, tanto che, nelle prime 24 ore dopo lo show, l’abito indossato dalla cantante portoricana è stato visualizzato su internet circa 600.000 volte (un vero Guiness record se si pensa che correva l’anno 2000 e non esistevano i social network o connessioni di rete come noi oggi le conosciamo). Questo capolavoro di chiffon, dal valore di 15.000 dollari, viene incoronato Dress of the year.

L’abito, provocante ma non volgare, particolare ma essenziale nella sua fantasia e geometria, rappresenta perfettamente la personalità della Versace che dopo i Grammy del 2000 è ufficialmente entrata a far parte dell’Olimpo della moda, che durante la sua carriera ha dominato – e domina tutt’ora – come regina indiscussa. Del resto la sua arte non sta certo solo nel saper disegnare abiti: il mondo della moda, specialmente quella italiana, è ancora prevalentemente maschile (si pensi ai grandi marchi: Dolce e Gabbana, Armani, Valentino, Gucci, Trussardi…); trovare una maison completamente diretta da una donna, che ne è la responsabile non solo amministrativa ma anche e soprattutto artistica, non è certo cosa facile. Una donna che disegna, lavora e produce per le donne.

Jennifer Lopez con il famoso abito Versace nel 2000

La vita di Donatella Versace non è fatta però solo di successi e glorificazioni ma anche di momenti bui e scivoloni. Donatella non ha mai conosciuto la sua sorella maggiore Tina, morta prima che lei nascesse, a causa delle complicazioni di una peritonite. Ha avuto una famiglia solida alle spalle, con i fratelli Gianni e Santo e con la madre Franca che non aveva potuto realizzare il suo sogno di diventare medico perchè il padre glielo ha impedito (in quanto non era una professione adatta ad una donna) ma che grazie a questo divieto aveva aperto una sartoria che si proponeva come una valida alternativa all’eleganza impostata di marchi quali Chanel, portando in quel di Reggio Calabria una ventata di avanguardia ed anticonformismo che tutt’oggi distinguono il marchio Versace.

Donatella ha sempre avuto un rapporto speciale con il fratello Gianni, una sorta di empatia, una connessione emotiva che Goethe definirebbe affinità elettiva. Per questo è nota la loro grande complicità fin da quando erano bambini, quando Gianni disegnava di nascosto da sua madre dei cartamodelli in cui emergeva già tutto il suo talento, e Donatella controllava che la madre non arrivasse, facendo da angelo custode all’amato fratello. La loro complicità li accompagna nell’adolescenza, quando Gianni va a studiare moda a Firenze e Donatella lo segue, acquisendo insieme quelle competenze e quelle vibrazioni  provenienti dal design e dall’arte che li accompagneranno durante tutta la loro carriera. La loro complicità durerà fino all’ultimo giorno di vita di Gianni, il 15 luglio 1997, quando il fondatore del marchio viene assassinato davanti alla sua villa a Miami Beach.

Sfilata Versace Primavera-Estate 2018

Da quel tragico giorno che ha sconvolto la vita di molti – Gianni Versace aveva stretto amicizie con grandi personalità della storia a lui contemporanea, dalla Principessa Diana a Franco Zeffirelli passando per Naomi Campell – Donatella è caduta in un baratro in cui uno sconvolgente dolore può far precipitare le persone più deboli: quello della cocaina. Oggi ne è uscita e non nasconde la dipendenza che l’ha posseduta per anni, anzi rilascia interviste in cui senza filtri nè timori racconta l’unico capitolo della sua vita che vorrebbe cancellare. Anche da questo si vede la forza di carattere di una donna certamente non comune, che ha vissuto tutti i colori della sua vita, da quelli scintillanti delle copertine patinate e dei red carpet  a quelli bui del dolore e della perdizione.

Oggi Donatella è un’istituzione, un esempio di successo e talento, una donna che ce l’ha fatta e un marchio di garanzia dell’ottima qualità del Made in Italy. Per questo le dobbiamo tutti qualcosa, e certamente le auguriamo che la sua stella continui ancora a brillare a lungo e ci faccia sempre più essere orgogliosi di essere italiani.

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

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