Oskar Schindler: la “spia” tedesca che salvò migliaia di ebrei

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Oskar SchindlerFra le tante pagine che compongono la nostra storia non può certo essere dimenticata quella di Oskar Schindler. Imprenditore tedesco che, con le sue capacità diplomatiche e una forte sensibilità, riuscì a salvare circa 1.000 ebrei dallo sterminio nazista.

Schindler nacque a Zwittau (Svitavy) il 28 aprile 1908 all’epoca città austro-ungarica, trascorse però la maggior parte della sua vita a Cracovia, dove acquistò una fabbrica a basso costo che produceva pentolame e successivamente munizioni.

La Deutsche Emaillewaren-Fabrik (nome della sua fabbrica) è passata alla storia perché durante il suo periodo di attività aveva circa 1.200 lavoratori ebrei, salvati dallo stesso Schindler. Da ragazzo il giovane imprenditore lavorò come impiegato presso alcune banche e nell’azienda del padre; i suoi problemi con l’alcol però lo portarono a perdere molti lavori e ad avere una situazione economica piuttosto altalenante.

Prima della seconda guerra mondiale sposò la connazionale Emilie Pelzl, nel 1928, matrimonio mai stabile per via dell’infedeltà di Oskar. I suoi problemi con l’alcol ed economici lo portarono in questo periodo all’avvicinamento con il partito nazista, dove ricopriva il ruolo di spia visti i suoi continui spostamenti tra Cecoslovacchia e Germania. Ciò avvenne in un periodo buio della sua vita: il padre alcolizzato anch’esso nel 1935 abbandonò la moglie e dopo poco tempo morì.

Oskar Schindler
Oskar Schindler

Il 18 luglio 1938, Schindler venne arrestato dal governo ceco per spionaggio, e venne incarcerato; la sua permanenza in prigione durò poco e venne rilasciato perché ritenuto prigioniero politico in base al trattato di Monaco.

Tornato in Germania fece richiesta per l’iscrizione al partito nazista, iscrizione che fu accolta soltanto nel 1939. Salito di grado nell’Abwehr e trasferito con sua moglie a Ostrava, sul confine tra la Repubblica Ceca e la Polonia, viene coinvolto in affari di spionaggio: si fa aiutare da Emilie raccogliendo e nascondendo documenti segreti nel suo appartamento.

Nel 1942 assistette ai rastrellamenti di Cracovia, dove migliaia di ebrei vennero prima umiliati e selvaggiamente picchiati e poi successivamente portati nel campo di concentramento di Plaszow. Dopo queste orribili visioni sfruttò al meglio le sue capacità di mediatore, e visti i buoni rapporti che aveva con Amon Goeth, comandante di Plaszow, riuscì a trasferire circa 900 ebrei nella sua fabbrica, tenendoli al sicuro delle barbarie tedesche.

Oskar SchindlerIl piano tuttavia non andò come sperato. Con l’invasione dell’Armata Rossa i tedeschi iniziarono a uccidere tutti gli ebrei presenti nei campi e quelli che erano nascosti nelle varie città. Schindler fortunatamente riuscì a trasferire ancora una volta tutti i suoi Schindlerjuden, («gli ebrei di Schindler») portandoli al sicuro a Brunnlitz, in Cecoslovacchia, dove vennero nascosti in un’altra fabbrica.

Dopo la seconda guerra mondiale e la morte di Hitler, Oskar si trasferì in Argentina dove cercò senza successo qualche attività imprenditoriale. Tornato in Germania ottenne il divorzio dalle moglie Emile e nel 1958 cercò ancora una volta di svolgere qualche attività lavorativa. Nel 1961 si recò in viaggio in Israele, dove fu accolto in maniera festosa da molte persone sopravvissute all’olocausto.

Morì di infarto il 9 ottobre 1974 a Hildesheim. La sua salma venne trasferita nel cimitero francescano cattolico di Gerusalemme. L’epitaffio della sua lapide riporta “Giusto tra i giusti“.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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