I Grandi Classici – “Il Barone Rampante”, Calvino tra Illuminismo e attualità oscurantista

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Il Barone Rampante
Da un albero all’altro, per tutta la vita

La vita, si sa è questione di istanti, di fili rossi e di barriere insormontabili quanto la buccia della cipolla, tanto che quando si crede di aver acquisito una certezza è senz’altro il momento di cambiare posizione e considerare la cosa da una diversa prospettiva. Forse. Ma senza forse, questa azione, di ribellione o rivolgimento che dir si voglia, deve essere un modus vivendi, e non un’alzata d’ingegno una tantum, ché altrimenti il passo da una forma di ottusità ad un’altra è ben breve, come il transito da coerenza & tenacia ad ottusità & testardaggine. O da nobile rampollo a Barone Rampante.

Italo Calvino scrive il secondo elemento del trittico dei Nostri Antenati nel 1957, in mezzo al Visconte Dimezzato ed al Cavaliere Inesistente nell’ordine: è la storia appunto di un giovane figlio di barone, Cosimo Piovasco di Rondò, che a seguito di un litigio col padre a causa del proprio rifiuto di mangiare una zuppa di lumache (e come dargli torto, del resto?) sale su un albero del giardino della magione familiare, giurando nel contempo di non scendervi mai più. L’intera narrazione, che avviene in terza persona per bocca del fratello del protagonista, quindi narratore interno e onnisciente,  scaturisce dal fatto che il giovane Cosimo manterrà in effetti la promessa, riuscendo però nel contempo a vivere un’esistenza a suo modo piena, compresa di viaggi ed amori, esistenza che addirittura terminerà nel segno di questa fraintesa coerenza. Ormai vecchio, stanco e malato, infatti, il Barone Rampante si appenderà ad una mongolfiera e sparirà nel cielo, senza essere mai ritrovato e quindi senza lasciare alla terra nemmeno le proprie spoglie.

“Il Barone Rampante” in una Edizione Einaudi

Come per gli altri due elementi della trilogia, il Barone Rampante lancia inquietanti segnali d’allarme per l’uomo contemporaneo, qui inquadrato in un prospettiva illuminista come si evince dalla precisa ambientazione storica: la storia inizia infatti nel 1767 e termina nel 1820, attraversando quindi tutto il fenomeno della Rivoluzione Francese, e sono punti nodali del racconto sia il rapporto epistolare con Voltaire che l’incontro con Napoleone Bonaparte. Nondimeno, il massimo interesse ha l’ottica della rivendicazione dell’individualità umana, che è nel contempo anche un discorso sulla libertà e la natura dell’artista, presentato secondo un modello operativo: non un misantropo (Cosimo, visto all’inizio come un fenomeno da baraccone, finisce al contrario per essere apprezzato ed integrato nella comunità: libertà è partecipazione) bensì un uomo che vuole seguire una regola autoimposta («La prima lezione che potremmo trarre dal libro è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui si ribella»), perché senza di questa non avrebbe un’identità da presentare a se stesso e agli altri. Però, la regola è talmente eccentrica che non può essere applicata erga omnes: se è vero che Cosimo capisce che «per essere con gli altri veramente, la sola via era d’essere separato dagli altri», allora Cosimo non è tanto un paradigma dell’uomo contemporaneo, quanto piuttosto dell’artista.

Si trova scritto, qua e là, che il tema del romanzo è l’ostinazione; si trova anche scritto da qualche parte che la coerenza è l’ossessione delle piccole menti: ma Calvino, certamente, non era una piccola mente, né ossessionato dalla coerenza o tampoco dall’ostinazione:

È chiaro che oggi viviamo in un mondo di non eccentrici, di persone cui la più semplice individualità è negata, tanto sono ridotte, a una astratta somma di comportamenti prestabiliti. Il problema d’oggi non è ormai più della perdita d’una parte di se stessi, è della perdita totale, del non esserci per nulla.

La zuppa di lumache, macguffin del Barone Rampante

Pur valendo senza dubbi l’orientamento de Il Barone Rampante quale trait d’union tra impianto neorealista e fiabesco, non si può non notare che a stretto rigor di termini di fiaba non si tratta, poiché manca in realtà l’elemento fantastico: Cosimo non è alla stregua di un’armatura vuota che agisce per fittizia vita o un uomo che sopravvive pur diviso a metà da una palla di cannone. Calvino stesso dice, in una prefazione firmata sotto pseudonimo, «Il vero modo d’accostarci a questo libro è quindi quello di considerarlo una specie di Alice nel paese delle meraviglie o di Peter Pan o di Barone di Münchausen, cioè di riconoscerne la filiazione da quei classici dell’umorismo poetico e fantastico, da quei libri scritti per gioco, che sono tradizionalmente destinati allo scaffale dei ragazzi», ma per quanto improbabile quel che accade al barone Cosimo Piovasco di Rondò non è impossibile, ed è proprio in questa non impossibilità che il romanzo perde universalità per rivolgersi alla figura dell’artista.

Ma in ogni caso, il Barone Rampante è foriero di vaste riflessioni sulla contemporaneità generale e sulla natura umana: non solo, vi è molto di applicabile anche alla nostra attualità in senso stretto: ad una considerazione di carattere generale, e che come molte altre fa capire come la collocazione nello scaffale per ragazzi da parte dello stesso Calvino sia una sorta di mimesis ingannevole («Si sa che i rivoluzionari sono più formalisti dei conservatori») seguono altre che rendono conto del valore universale in quanto sguardo sulla natura umana di questo Barone Rampante (che è, comunque, effettivamente coerente e ostinato come solo un homo sapiens può essere), ed  infine della sua stupefacente attualità prometeica:

Ora io non so che cosa ci porterà questo secolo decimonono, cominciato male e che continua sempre peggio. Grava sull’Europa l’ombra della Restaurazione; tutti i novatori – giacobini o bonapartisti che fossero – sconfitti; l’assolutismo e i gesuiti rianno il campo; gli ideali della giovinezza, i lumi, le speranze del nostro secolo decimottavo, tutto è cenere.

Dovete solo sostituire ventunesimo a decimonono.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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