Picasso, Braque e Cocteau alla Galleria Salamon di Torino

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Dal 12 aprile la Galleria torinese Elena Salamon ha allestito una mostra, visitabile sino al 26 maggio, avente per oggetto una selezionata serie di litografie realizzate da Picasso, Braque e Cocteau, artisti di fama mondiale che vengono qui riuniti in una chiave personale e intima.

Picasso

La Galleria Salamon è divenuta con gli anni un’istituzione per la città di Torino specializzandosi nelle stampe d’artista. Di piccola grandezza nasce negli anni Cinquanta da Ferdinando Salamon, agente di cambio e collezionista, e con il tempo riesce a consolidare la propria posizione di centro culturale dando lustro al nome di famiglia e realizzando mostre aventi come protagonisti artisti del calibro di Dürer, Mantegna e Hokusai. Esperti di stampe dell’Ottocento e Novecento, la Salamon aggiunge al proprio repertorio anche influenze più contemporanee, per approdare sino a silografie giapponesi. Un vero e proprio viaggio attraverso opere non usuali come le stampe, tecniche troppo a lungo considerate di seconda classe. La galleria ha saputo comprendere invece quanto magia possa essere racchiusa in queste tecniche artistiche, che in alcuni casi si mostrano come opere finite, mentre in altri costituiscono il frutto primigenio e materico di un’idea. Le stampe rappresentano inoltre la sfera più intima di un artista, mostrando gli studi e le ricerca, svelano i tratti più umani e di conseguenza anche più fragili che si celano dietro le opere universalmente riconosciute.

La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente.

Braque, Compotier (1912)

Le parole di Picasso rappresentano la summa dei pensieri di un’epoca, costellata da un profondo spirito di rinnovamento culturale e caratterizzata da un mutamento nell’osservazione della realtà. Sentimento che ha condotto alla nascita dell’espressionismo, nel quale l’arte non viene composta imitando la realtà bensì promuovendo un’esternazione della personale percezione del visibile. Ciò si pone in contro tendenza con le correnti del passato come l’impressionismo, che vedevano nell’imitazione del reale la propria ragion d’essere.

Il sorgere del secolo Novecento ha spalancato le porte ad una rivoluzione, covata con diligenza sino a quel momento, che ha avuto modo di scatenarsi grazie al cambiamento della generale situazione sociale. Si sgretolano le antiche convinzioni secondo le quali l’accademismo imperava e la complessità umana era un fenomeno di marginale rilevanza. Alcune voci si levano sopra le altre manifestando i bisogni e le necessità di una società satura di omologazione, che percepisce ormai come troppo stringenti i rigidi confini dell’Ancien Régime.

Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973), come altri seppe cogliere lo spirito dell’epoca e unendo il proprio personalissimo punto di vista con quello Georges Braque (Argenteuil, 1882 – Parigi, 1963) diede avvio al Cubismo, una delle correnti più rivoluzionare del tempo.

La geniale intuizione che ebbero loro, ma che comprese anche tutte i movimenti coevi, è stata quella di cominciare a porsi delle domande tentando di fornire delle risposte attraverso le proprie opere. Una delle questioni chiave del Cubismo è stata proprio quella di chiedersi come fosse possibile rappresentare su tela un oggetto che nella realtà è tridimensionale, e che per sua natura possiede delle caratteristiche che all’occhio umano lo rendono reale e unico.

Instancabili creatori di idee rivoluzionarie, i due artisti portarono comunque avanti diversi studi e progetti individuali, uno di questi condusse Picasso a compiere più viaggi in Italia, dove ebbe modo di approfondirne la cultura e la storia artistica. Durante uno di questi viaggi nacque una collaborazione con l’amico Jean Cocteau (Maisons-Laffitte, 1889 – Milly-la-Forêt, 1963) per il quale realizzò la scenografia di Parade, spettacolo a tema circense scritto e diretto da Cocteau, coreografato da Massine, con le musiche di Erik Satie, le scene e i costumi di Picasso e i balletti russi di Diaghilev. Parade riunisce tutte le costanti artistiche di Picasso, dalla cultura circense alla ricerca psicologia dei singoli personaggi, a cui si intersecano magistralmente le più recenti scoperte su la cultura popolare italiana. La composizione racchiude al suo interno un fitto sottobosco di significati nascosti, frutto di un approfondito studio operato dall’artista che accomuna i messaggi escatologici ad una cultura più folcloristica e locale.

Parade

Analizzando la storia è possibile comprendere quanto un singolo uomo possa essere determinante per la vita di un altro e viceversa, approfondire il contesto oltre allo studio accademico del singolo artista costituisce un elemento essenziale per avvicinarsi ad una conoscenza più completa  di un dato periodo. È evidente quanto le personalità dei tre artisti abbiano avuto modo di intrecciarsi nel corso delle rispettive esperienze artistico-professionali, influenzandone l’operato e formandone la personalità adulta. Aspetto che è stato ampiamente sottolineato dalla Galleria Elena Salamon di Torino, e con questa rassegna ha saputo ridare vita ad un periodo cruciale per la storia dell’arte, rendendo fruibili alcune delle litografie che meglio rispecchiano lo stile di questi artisti straordinari. Dai soggetti a tema circense, e gli studi sulla figura umana di PIcasso ai Papier Collé di Braque, viene concesso allo spettatore di intraprendere un viaggio, scavando nell’intimo, alla scoperta di tre artisti straordinari.

Picasso, Braque e Cocteau a confronto
Elena Salamon – Arte Moderna, Torino
Dal 12 aprile al 26 maggio 2018

Carolina Cammi per MIfacciodicultura

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