Buona la prima: i film di Sirio Luginbühl a Palazzo Pretorio di Cittadella

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Sirio Luginbühl

È stata inaugurata sabato 14 aprile, alla Fondazione Palazzo Pretorio di Cittadella, la mostra Sirio Luginbühl: film sperimentali. Gli anni della contestazione, curata da Guido Bartorelli e Lisa Parolo. L’esposizione conferma la linea di condotta delle mostre organizzate presso la Fondazione Palazzo Pretorio Onlus che, ancora una volta, ha promosso un argomento ricercato e sempre attuale.

Sirio Luginbühl: film sperimentali. Gli anni della contestazione, è infatti il risultato del progetto di digitalizzazione e preservazione del fondo filmico privato del grande film-maker veronese.

Il giorno dell’inaugurazione, nella cornice dello storico Palazzo Pretorio, si è svolta la presentazione della mostra e si è dato il via alla visita delle sale del piano terra e del piano nobile. Il famoso film di Sirio Luginbühl, Amarsi a Marghera (Il bacio) del 1970, accoglie i visitatori nell’androne centrale, dove è stato allestito un proiettore che riproduce in loop la sua ristampa in 16mm.

Il luogo era una discarica, i cumuli pulverulenti avevano colorazioni che andavano dal bianco abbacinante, al violetto, al rossiccio. I personaggi ancora una volta un ragazzo e una ragazza che non si erano mai visti prima di quell’occasione, entrambi avvenenti e che non erano al corrente di quel che avrebbero dovuto fare. Doveva essere una sorpresa anche per loro e così è stato. Chiedemmo ad entrambi di spogliarsi e di baciarsi. Accettarono. E in un silenzio tombale, carico di tensione cominciammo a girare su una collinetta di residui. I ragazzi iniziarono a baciarsi circondati da operatori, fotografi e qualche giornalista. Era una giornata di luglio caldissima, si sentiva solo il ronzio della cinepresa, il clic dei fotografi e i latrati dei cani in lontananza. Ci si poteva amare in un ambiente così ostile e violento?

Sirio Luginbühl

Sirio Luginbühl, Nello Studio Fotografico Progetto di Film, 1970 .Courtesy of Archivio Privato Antonio Concolato, Padova

Nei locali utilizzati come celle carcerarie durante la dominazione austro-ungarica, è stato allestito uno spazio didattico, in cui sarà possibile organizzare laboratori e attività e dove, insieme ad un vecchio proiettore, sono esposte cineprese e materiale informativo che consentirà al pubblico di scoprire il funzionamento di strumenti obsoleti che fanno parte del patrimonio cinematografico del secolo scorso, apprezzato dai nostalgici e sconosciuto dai più giovani.

Raggiungendo poi il piano nobile del palazzo, si potranno inoltre ammirare gli affreschi che creano un ambiente suggestivo, reso ancor più coinvolgente dalle luci soffuse e dalle proiezioni che ne occupano le sale.

I capolavori su pellicola del film-maker padovano restituiscono chiaramente l’immagine della figura di Luginbühl (1937-2014) che non solo si è rivelata di grande rilievo nel panorama del cinema sperimentale, ma che è diventata anche rappresentativa del periodo degli anni Sessanta-Settanta.

Parole chiave del cinema del regista sono avanguardia, ironia ed erotismo, che rispecchiano il fermento politico, artistico e culturale di quegli anni, caratterizzato dalla liberazione sessuale, dalla lotta di classe e dal femminismo.

Il nostro è un cinema che si differenzia, un cinema che vuole essere un ritorno alla natura, che vuole suscitare una valida tematica nell’animo dello spettatore, che vuole ricominciare di nuovo .

Sirio Luginbühl

Il regista esordisce a metà degli anni Sessanta con alcuni spettacoli teatrali ed organizza happenings che “sconvolgono” la benpensante borghesia padovana; tuttavia sarà nella pellicola che troverà la sua massima espressione artistica.

Sirio Luginbühl, Crepacuore, 1969. Courtesy of Archivio Privato Antonio Concolato, Padova

Il contesto rivoluzionario tra gli anni Sessanta e Settanta in Italia, è infatti segnato dalla messa in discussione delle forme artistiche tradizionali ed anche Padova trova esponenti di grande interesse: Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi, daranno vita al Gruppo N.

Il clima attivista e il ritrovato impegno politico e sociale affidavano all’arte, come anche alla filosofia, alla scienza e alla sociologia, un ruolo fondamentale nella comprensione del mondo circostante. Alberto Biasi è un esempio tra tutti e proprio Palazzo Pretorio di Cittadella ha ospitato nel 2016 una mostra a lui dedicata, dal nome Alberto Biasi. Gli ambienti.

La sperimentazione di Luginbühl si inserisce in questo contesto variegato e operoso e porta avanti questioni ed ideali, simbolo di un epoca intramontabile.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 luglio 2018 e presso il bookshop del piano terra sarà possibile acquistare il ricco e interessante catalogo, curato da Guido Bartorelli e Lisa Parolo. 

Sirio Luginbühl: film sperimentali. Gli anni della contestazione
A cura di Guido Bartorelli e Lisa Parolo.
Fondazione Palazzo Pretorio, Cittadella (PD)
Dal 15 aprile al 15 luglio 2018

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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