Dimmi che fiori regali e… l’alfabeto di Isabel Kranz ti dirà chi sei!

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Isabel Kranz – Le parole dei fiori

«M’ama o non m’ama?» Chi non ha mai pronunciato questa frase dal sapore amletico e per certi versi ancor più delicata del classico «essere o non essere»? Solitamente la domanda in questione viene rivolta alle povere margherite, fiori che hanno avuto la sfortuna di nascere con tanti petali, per altro non sempre associati ad altrettante risposte. Tale usanza ci dovrebbe far riflettere sull’importanza che diamo ai boccioli fin dalle tenera età, sui consigli che cerchiamo tra le corolle profumate e sui quesiti spesso legati a sentimenti amorosi che rivolgiamo loro, seduti nello sconfinato prato delle nostre insicurezze. I fiori sono dunque da sempre considerati messaggeri d’amore e simbolo di affetto, ma non tutti sanno che celano anche molti altri significati.  Chi volesse approfondire l’argomento può oggi trovare pane (o petali?) per i suoi denti sfogliando Le parole dei fiori. Un alfabeto della lingua delle piante di Isabel Kranz, appena uscito nelle librerie italiane. Un compendio dei miti e dei racconti che si nascondono dietro il nome di ogni pianta, nato per unire in un bouquet perfetto curiosità, storia e, perché no, un certo sentimentalismo. La parte da regina va come sempre alla rosa, protagonista indiscussa di imperiture immagini letterarie e cinematografiche: dalla compagna del Piccolo Principe nel fortunato racconto di Antoine de Saint-Exupèry, alla rosa de La Bella e la Bestia, fino ai bianchi petali che ne Le luci della città di Charlie Chaplin fungono da pretesto per il poetico incontro tra un sensibile vagabondo e una fioraia cieca. Come dimenticare poi l’immagine del corpo nudo di Angela Hayes velato solo da una cascata di rossissimi petali in American Beauty di Sam Mendes?  E proprio le rose ci insegnano quanto sia difficile dare un significato univoco ad un fiore, come lo è a volte per i sentimenti che proviamo. Per esempio le rose gialle vengono ricordate sia come simbolo di gelosia, sia come simbolo di infedeltà già a partire dal primo volume che tratta sistematicamente il tema del linguaggio dei fiori: The Floral Offering. A Token of Affection and Esteem; Comprising the Language and Poetry of Flowers di Henrietta Dumont, pubblicato nel 1851.

Il garofano non è da meno, a seconda del colore ci aiuta a veicolare idee completamente opposte tra loro: se il garofano bianco significa dolcezza, quello giallo rimanda allo sdegno; mentre il rosa ci mormora «non ti scorderò mai», il rosso simboleggia più tragicamente un cuore spezzato. Quindi attenzione, sbagliare colore potrebbe rivelarsi fatale! C’è però una notizia positiva per chi dovesse cadere in errore: ogni fiore ha varie definizioni, elencate in centinaia di libri e siti internet…in fin dei conti è forse il significato che vogliamo dargli noi ad avere l’ultima parola. Lo sostiene anche Isabel Kranz, sulla scia di Vanessa Diffenbaugh, autrice del caso letterario del 2011 Il linguaggio segreto dei fiori, romantica storia di una ragazza che riesce a comunicare le sue emozioni più profonde solamente attraverso petali e corolle. Dalla lettura del vocabolario personale della protagonista si evince che per alcune piante il significato è universalmente riconosciuto, come nel caso della mela, da sempre simbolo della tentazione in riferimento al peccato originale o del cipresso, legato al mondo dei morti ed emblema di lutto e immortalità grazie alla leggenda di Ciparisso, giovane amato da Apollo e trasformato in albero dallo stesso dio per sottrarlo al dolore di aver perso la propria cerva. Altri significati stupiscono invece di più: così il profumato basilico significa in realtà odio, mentre dolci frutti di bosco come il lampone e la mora nascondono sentimenti negativi quali rimorso e invidia.

“Il Piccolo Principe” e la sua rosa

Forse aveva ragione Molly McGee nella serie americana Fibber McGee and Molly con il suo motto: «Quando un uomo porta dei fiori a sua moglie senza motivo, un morivo c’è». La domanda a questo punto rimane una sola: il motivo dipenderà dal significato del bocciolo prescelto o dalla coscienza del marito? Ai fiori di Isabel Kranz l’ardua sentenza!

Erica Beccalossi per MIfacciodiCultura 

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