“Tra il grano e il cielo”: la vita di Van Gogh nuovamente al cinema

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Tra il grano e il cielo

Tra il grano e il cielo (2018) è il film-evento su Van Gogh proiettato nella sale italiane dal 9 al 11 aprile 2018. La sceneggiatura è stata scritta da Matteo Moneta con la consulenza scientifica di Marco Goldin. La realizzazione è stata a cura della Nexo Digital e 3D con la regia di Giovanni Piscaglia. La voce narrante è quella dell’attrice Valeria Bruni Tedeschi, protagonista anche delle scene girate nella chiesa di Auvers-sur-Oise, soggetto di uno dei dipinti più importanti dell’artista, ora al Musée d’Orsay.

Dopo il successo di Loving Vincent (2017) torna quindi sul grande schermo l’imponente arte dell’incompreso artista olandese.

Il regista racconta la vita di Van Gogh utilizzando lo sguardo di Helene Kröller-Müller sua collezionista e grande ammiratrice. L’attuale collezione Kröller-Müller conta circa trecento opere tra dipinti e disegni che sono conservati presso il museo olandese di Otterlo. Helene e Vincent non si sono mai conosciuti: lei aveva solo ventuno anni quando il pittore morì nel 1890, ma nonostante ciò i due hanno condiviso la ricerca di una dimensione spirituale e artistica non inquinata dalla società.

Trova rilevanza, nel racconto della vita di Van Gogh, la mostra allestita nella Basilica Palladiana di Vicenza curata dallo storico dell’arte Marco Goldin e da poco conclusasi. Ben quaranta dipinti e ottantacinque disegni esposti nella città veneta provenivano proprio dalla collezione Kröller-Müller. Al viaggio interno alla mostra si affianca quello per i luoghi-simbolo dell’arte vangoghiana, come la chiesa di Nuenene, spesso soggetto degli anni olandesi di Vincent, l’Accademia Reale delle Belle Arti di Bruxelles, nelle cui aule il pittore non trascorse molti mesi, le strade di Parigi: a Rue Lepic 54, dal marzo 1886, visse per due anni, fino al Moulin de la Galette e alla vigna di Montmartre.

La chiesa di Auvers-sur-Oise

Il film ha coinvolto diversi esperti: Lisette Pelsers, la direttrice del Kröller-Müller Museum di Otterlo; Leo Jansen, studioso che ha curato l’edizione critica delle lettere di Van Gogh; Sjraar van Heugten, storico dell’arte tra le maggiori autorità mondiali sul lavoro di Vincent; Eva Rovers, autrice della biografia di Helene Kröller-Müller; Georges Mayer, professore onorario di Storia dell’arte all’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles; lo scrittore e docente di Storia dell’arte all’Università Paris 8, Pascal Bonafoux.

Tra gli argomenti trattati trova spazio la vita di questo artista diventato celebre anche per la sua esistenza tormentata. Emerge la figura eccentrica di Van Gogh come il pittore che non ha venduto nemmeno una delle sue opere: tra i tratti caratteristici del film appaiono evidenti  la frustrazione dell’artista per non esser riuscito a seguire le orme del padre, il forte legame con il fratello Theo, la vita vissuta ai margini, gli spostamenti alla ricerca di differenti paesaggi. Era indubbiamente il colore a sedurlo: proveniva da una pittura scura e tenebrosa che col tempo abbandonò. A differenza degli Impressionisti riteneva il disegno disciplina fondamentale per un buon pittore e a Parigi si impossessò del suo stile. Nei dipinti di Van Gogh si respira quella bellezza e devozione all’arte che non hanno paragoni. Lo spettatore, del film come quello delle sue opere, viene coinvolto da un vortice di luoghi e riflessioni che penetrano l’inconscio.

Helene Kroller Muller

Tra il grano e il cielo si pone come una raccolta di suggestioni che risultano esaltare aspetti su cui poche volte si è posto l’accento: la collezione Kröller-Müller in questo senso riveste un ruolo rilevante nello studio della critica su Van Gogh.

Il film tende a scivolare sul finale in un racconto cronologico di quella che è stata la vita dell’artista. Probabilmente è difficile inserire tutti i punti salienti in un unico racconto senza fare confusione. Sarebbe stato conveniente soffermarsi su un singolo aspetto della vita di Vincent, su un singolo dipinto o su un singolo particolare in esso per non banalizzare il tutto.

Mino Guarini per MIfacciodiCultura

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