#EtinArcadiaEgo – Quadernini: la storia scritta sui banchi di scuola

0 390

A livello di studi, esiste una distinzione fra due visuali della storia, che si intrecciano fra loro continuamente per costruire un quadro completo degli eventi: la Grande Storia, che racchiude gli eventi cardine del passato, materia di libri, convegni e riflessioni; e poi abbiamo la storia quotidiana, ovvero quella che riguarda gli usi e costumi di tutti i giorni, spesso della gente umile ma anche delle classi medie. Se la prima ha il compito di fissare i cardini della nostra coscienza storica, l’altra tocca la quotidianità delle vicende umane, e aiuta a capire come davvero le persone vivevano in un dato periodo storico. Molto spesso sono gli oggetti più umili e di semplice uso a darci le informazioni più interessanti, perché raccontano la realtà meglio di qualunque documento d’archivio. Una fonte spesso troppo trascurata in questo senso sono i quaderni di scuola, divenuti dagli anni ’20 in poi un vero status symbol dello scolaro, fra righe diverse per ogni anno scolastico e copertine storiche. Dell’importanza che possono avere queste umili fonti per l’analisi storica si sta occupando ormai da tempo l’associazione culturale Quaderni Aperti, il cui progetto Quadernini è letteralmente esploso sui social.

L’onnipresenza dell’oggetto quaderno nell’ambiente scolastico lo ha reso per anni un qualcosa di triviale. Jorge Luis Borges notava nei suoi studi che il triviale viene spesso tralasciato, perché dato essenzialmente per scontato. Se il grande intellettuale argentino aveva espresso il concetto parlando della scarsa presenza dei cammelli nel Corano (la cui base culturale si allargava in un territorio ricchissimo di questi animali), Quadernini punta invece a conferire dignità storica a un oggetto davvero comune. Chi, studente elementare, non ha dovuto fare i conti con il quaderno di diario personale? O con le righe di seconda elementare, così poco naturali in confronto ai quaderni a righe normali?

«Giorni or sono non sapendo cosa fare salii in solaio e mi posi a guardare tutte le antichità tra cui molti abiti. Vi erano anche dei vecchi mutandoni della nonna! Svelta me li provai. Mi arrivavano sino ai piedi. Scoppiai in una risata continuando a vestirmi». L’autrice di questo passo, una bambina del bergamasco, descrive un avvenimento divertente che le è capitato qualche giorno prima sul proprio quaderno di scuola. Nel seguito, la giovane scolara ritrova anche una giubba da garibaldino, che indossa con risultati nuovamente esilaranti. La data dello scritto, il 1944, ci mostra uno spaccato quotidiano lontanissimo dai grandi eventi che stanno sconvolgendo il mondo: l’Italia è allo sfascio, le forze alleate stanno forzando le ultime resistenze repubblichine e i tedeschi cercano di fermare le avanzate nemiche, cedendo sempre più il passo al nemico.

Oltre a portare a galla i contenuti, Quadernini propone anche un’occhiata artistica verso il quaderno: sono spesso le stesse copertine a conquistare. Scampoli di storia della grafica editoriale scorrono, tra la passione per certi caratteri, forme o colori, l’iconografia diffusa e lo stile del tempo. Si passa così dallo stile del ventennio, con motivi inneggianti al regime, alle decorazioni fluo degli psichedelici anni ’80, con i cartoni giapponesi a dominare la scena. Gli utenti sbirciano, leggono, s’incantano, spiluccano storie, commentano, ricordano, salvano testi e figure, ritrovandosi dentro a una macchina del tempo fatta di carta, pastelli, matite, inchiostro e pennini.

Quadernini ha ormai raggiunto un ottimo seguito sui social, piattaforma principe di diffusione del progetto: su Facebook, ad esempio, si è da poco abbattuta la barriera dei 12mila like e stanno aumentando soprattutto le relazioni con il pubblico Qualche volta, tra i post, si accendono dibattiti fra gli utenti, come nel caso del “quaderno delle canzoni” di una bambina alsaziana del 1941, scritto in alfabeto sütterlin, in cui un brano dal titolo Heilig Deutschland (Santa Germania) è decorato con croci uncinate e bandiere naziste, in un contrasto abbastanza inquietante fra canti dittatoriali e motivi infantili, che si allungano fra pagine coloratissime e vivaci.

La storia di tutti i giorni che esce dai quaderni: l’obiettivo di Quadernini è di unire l’utilità degli spaccati storici dati dai contenuti con lo sguardo estetico. Un progetto interessante, vivace e moderno, che ricorda a tutti che De Gregori aveva ragione: la Storia siamo davvero noi.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.