Il castello di Fontainebleau: uno tuffo nella storia dall’epoca medievale al Secondo Impero

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Galleria François I

Meno noto e visitato di quella di Versailles, il castello di Fontainebleau è un’antica reggia reale situata nel comune di Fontainebleau, a sud-est di Parigi. La sua costruzione risale almeno al 1137, anche se di questa epoca sussiste soltanto un torrione: il castello deve la sua fama, legata al suo sfarzo, all’intervento voluto da  Francesco I. Il re, che regnò dal 1515 al 1547, trovò a Fontainebleau non solo un sito ideale per dedicarsi alla propria passione per la caccia, ma anche una struttura dove poter far rivivere il suo amore per l’Italia e per l’arte rinascimentale. La galleria che prende il suo nome fu infatti progettata da Rosso Fiorentino e, con le sue pareti affrescate, costituisce un luogo unico in Francia. Dopo Francesco I, furono molti i sovrani che soggiornarono a Fontainebleau, tra cui lo stesso Carlo V.

Nel corso del Settecento, la reggia continuò a conservare la propria funzione importante nella vita reale, soprattutto perché costituiva un luogo in cui vigevano in modo minore le regole dettate dall’etichetta reale rispetto a Versailles. Fontainebleau era soprattutto un luogo di svago in cui dedicarsi alla caccia, alle passeggiate, ai giochi, agli spettacoli. Il castello ospitò inoltre eventi importanti come la rappresentazione della commedia Le Devine du village di Jean-Jacques Rousseau il 18 ottobre 1752.

Abbandonato e depredato in seguito agli eventi della Rivoluzione francese, il castello riprenderà la propria funzione durante il Primo Impero con Napoleone, che si occuperà di riammobiliarlo completamente. Nel castello di Fontainebleau fu inoltre tenuto prigioniero papa Pio VII in seguito alla sua decisione di scomunicare Napoleone e al suo rifiuto di rinunciare al proprio potere temporale.

Ad oggi è possibile visitare nel castello non solo gli appartamenti reali, le gallerie e le cappelle, ma anche ben quattro musei: il museo cinese dell’imperatrice, dove è possibile ammirare una collezione di oggetti dell’Estremo Oriente dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III; vi è poi il museo di Napoleone I, nel quale sono in esposizione gli oggetti e i documenti appartenuti alla famiglia imperiale, nonché immergersi in una rievocazione di Napoleone imperatore e dei suoi fratelli sovrani in tutta Europa. Infine la galleria della pittura e la galleria dei mobili.

Grande parterre

Oltre al palazzo, ciò che Fontainebleau conserva di impressionante per il visitatore moderno sono i giardini: il piccolo giardino di Diana, che era riservato unicamente alla Regina, il giardino inglese e il Grande Parterre. Il Grande Parterre fu fatto costruire da Luigi XIV e fu progettato dai suoi maggiori giardinieri: André Le Nôtre e Louis Le Vau. Si tratta di un tipico giardino alla francese, con una struttura geometrica e regolare che dona alla vista un’ampia prospettiva permettendo allo sguardo di abbracciarlo interamente. Il giardino all’inglese, fatto costruire invece tra il 1810 e il 1812, rileva un gusto estetico completamente differente: è costituito da tanti piccoli sentieri dall’andamento sinuoso e irregolare che, se non permettono una prospettiva ampia, invitano invece a soffermare lo sguardo su piccole scene pittoresche come una fontana o un ponte. Esso risponde infatti al gusto di fine Settecento, per una natura non più regolata dall’uomo ma che nella sua spontaneità (anche se in realtà spesso artificiosa) offre tutta una serie di piaceri: visivo, tattile, olfattivo…

Visitare Fontainebleau significa quindi calarsi non in un’altra epoca, bensì in tante altre epoche. A costituire il fascino del luogo è proprio la varietà di stili che lo caratterizzano, i quali permettono di distinguere le differenti epoche in cui è stato abitato e ristrutturato.

Consuelo Ricci per MifacciodiCultura

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