#screwthescale, care ragazze la bellezza non ha peso

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L’era dell’estetica della magrezza ha le ore contate o perlomeno così sembra sul web, dove è virale l’hashtag #screwthescale: molte donne tornano con decisione ad amare le proprie forme ed a difendere la propria taglia (finalmente!). A pari passo si muove anche la moda, decisa più che mai ad abbandonare taglie impossibili che spesso hanno condizionato e rovinato la vita di moltissime donne, soprattutto le adolescenti.

L’ossessione per la perfezione, che di perfezione ha soltanto il nome, ha dato vita ad uno stereotipo di bellezza costruita ad hoc per adattarsi alle leggi del mercato e della moda. Uno stereotipo che per decenni ha portato sulle passerelle modelle talmente lontano dalla realtà al punto da condizionare quelle donne che invece la realtà la vivono quotidianamente: mamme, lavoratrici, studentesse sono però ora le protagoniste di un cambiamento culturale iniziato negli ultimi anni, decidendo di dire basta e di non vergognarsi più di qualche chilo di troppo o di qualche forma fuori dagli standard degli stilisti. Eppure, nonostante i passi in avanti e la consapevolezza di molte donne, quel chilo di troppo per alcune ragazze deve pesare davvero troppo, al punto da decidere di uccidersi, con l’assurda convinzione di essere troppo grassa e quindi non adatta a questo mondo, non sentendosi accettata solo perché qualcuno ha imposto dei patetici target di bellezza che molte persone decidono di seguire.

#screwthescale allora, al diavolo la bilancia, al diavolo la perenne ricerca di accettazione, al diavolo quell’inadeguatezza che ha distrutto la vita di molte persone, ultima la povera Beatrice di Torino, gettatasi sotto ad un treno proprio perché grassa (secondo lei). Una ragazza come tante altre che aveva dei sogni, degli obiettivi degli ideali che di colpo sono spariti, spariti sotto il peso di non sentirsi all’altezza, di non sentirsi accettata, è questa forse la vera morte che spinge poi a gesti irreparabili.

Yamamay ha scelto come testimonial la modella Kate Upton, lontana dai classici canoni delle modelle: segno dei tempi che cambiano oppure no?

Care ragazze, la bellezza non ha peso, mettetevelo in testa. Hanno peso invece la vostra intelligenza, il vostro relazionarvi con il mondo e con chi ci vive, le vostre capacità, i vostri talenti. Nei tempi che corrono tutti ci sentiamo in dovere di essere accettati ma accettati poi da chi? Da cosa? Dall’idea che qualcuno si è fatto, al punto da preferire i personaggi alle persone i manichini fatti col copia-incolla alla realtà; ognuno è differente ed è questo che ci rende unici.

La campagna #screwthescale è stata sposata oltre che da centinaia e centinaia di donne e ragazze normali, anche da persone di successo. Sono state loro le prime a dare l’esempio, a postare on line le loro foto dove mostrano orgogliose le loro forme diverse dagli standard e magari qualche diversità del loro corpo.

Diverso non significa necessariamente sbagliato, diverso vuol dire unico e spesso la diversità è un valore aggiunto e non qualcosa di cui vergognarsi al punto tale da rinunciare a vivere. Le donne sono il motore della nostra società, sono i pilastri su cui tutti poggia. Non possono e non devono farsi intimorire da stereotipi marziani che alludono ad una perfezione che non esiste. Siate voi stesse, siate libere di essere ciò che siete: è questa la vera perfezione.

Giammarco Rossi per MifacciodiCultura

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