Gianni Rodari: l’indimenticabile maestro della narrativa per ragazzi

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La narrativa per l’infanzia può essere considerata un sottogenere della letteratura mondiale, pur avendo un ruolo fondamentale: raccontare ai ragazzi l’essenza della vita, facendo nascere in parte anche una certa attrattiva per l’attività letteraria. Per questo è doveroso ricordare un celebre scrittore, pedagogista e poeta italiano: Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980). La sua fama è dovuta alla sua attività di interprete del “mondo fantastico” e di teorico dell’arte del creare storie.

Gianni Rodari
Gianni Rodari

Nato nel 1920 sul lago d’Orta, il padre è un fornaio che, sposatosi in seconde nozze con Maddalena Aricocchi, ha avuto i due figli Gianni e Cesare. A causa della morte del padre, dopo i primi quattro anni delle classi elementari si trasferisce a Gavirate. Sin da piccolo si rivela un bambino sensibile e poco incline a stringere amicizia con i suoi coetanei: si affeziona solo al fratello Cesare.
Nel 1931 entra nel seminario cattolico di San Pietro Martire di Seveso, anche se non termina qui gli studi. Nel 1934 si iscrive infatti alle magistrali, dove si diploma. Negli anni dell’adolescenza scopre la passione per la musica, per cui prende lezioni di violino, e per la letteratura. Leggendo le opere di Nietzsche, Schopenhauer, Lenin e Stalin si interessa al marxismo come concezione del mondo. Dal 1935 militerà inoltre nell’Azione Cattolica dove svolgerà anche la funzione di presidente.

L’attività di maestro comincia nel 1938, quando assume l’incarico di precettore in una famiglia di ebrei tedeschi. La sua formazione continua comunque nel 1939 con l’iscrizione alla Facoltà di Lingue all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, che però abbandona, senza laurearsi, dopo pochi esami. In quegli anni, infatti, assume i primi incarichi di supplente, anche se lui stesso ammetterà che la sua scuola inizialmente non fu “grandiosa”, complice la sua giovane età. Si rende comunque conto, con grande sorpresa, che i bambini di allora, con la fantasia, lo aiutavano a correggere le sue opere. Negli anni seguenti vince il concorso per diventare ufficialmente maestro.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale è esonerato dal servizio militare per la sua salute cagionevole. L’esperienza del conflitto gli causa inoltre un profondo dolore per la perdita di alcuni affetti: muoiono gli amici Nino Bianchi e Amedeo Marvelli, e il fratello Cesare, internato in un campo di concentramento.
Si unisce quindi alla Resistenza Lombarda e al Partito Comunista Italiano, e, dopo la liberazione, inizia la sua carriera giornalistica, con un incarico importante: dirige L’ordine Nuovo.
L’attività letteraria comincia in questi stessi anni con le pubblicazioni dedicate ai suoi primi racconti, sotto lo pseudonimo di Francesco Aricocchi.

Una delle sue prime composizioni, pubblicata nella rubrica La domenica dei piccoli su L’Unità nel 1947, è Susanna. Scritta su richiesta di una mamma per la sua bambina, qui Rodari pone al centro una dei tratti che saranno costanti nella sua produzione: il rapporto genitore-bambino, che, secondo l’autore, è fondamentale per entrambi i soggetti considerati. La poesia è infatti associata alla presenza materna.

Trasferitosi a Roma, nel 1950 fonda il giornale per ragazzi Il Pioniere, dove venivano proposti agli adolescenti temi sociali, suggerendo un nuovo modello di crescita con al centro gli adolescenti stessi. In seguito è pubblicato il primo libro pedagogico Il manuale del Pioniere (1951). L’opera gli vale però la scomunica da parte del Vaticano, che lo definisce “ex-seminarista cristiano diventato diabolico”.

Nel 1953 sposa Maria Teresa Ferretti, segretaria del Fronte Democratico Popolare. Nel contempo continua la sua carriera giornalistica, con la fondazione del quotidiano Avanguardia e, nel 1957, con l’ammissione ufficiale nell’albo dei giornalisti. Inoltre nel 1960 comincia a pubblicare per Einaudi: esce Filastrocche in cielo e in terra. Gianni Rodari si dimostra un vero maestro nell’arte di comporre versi memorabili: tramite essi presenta ai bambini personaggi bizzarri, protagonisti di favole dalle conclusioni inaspettate, che pongono al centro anche tematiche sociali. Le filastrocche intendono quindi stimolare appieno la fantasia del lettore affinché essa non sia mai separata dal potere dell’immaginazione e dalla voglia di conoscere il mondo e di migliorarlo.

Perciò, nel 1970 vince il premio Andersen, noto anche come Il Piccolo Premio Nobel della narrativa per l’infanzia. Si tratta infatti di un premio letterario internazionale, conferito come riconoscimento a un «contributo duraturo alla letteratura per l’infanzia e della gioventù». A tutt’oggi Gianni Rodari è l’unico autore italiano ad averlo ottenuto.

Il 1973 è l’anno di un’ulteriore svolta: è pubblicato il suo primo capolavoro pedagogicoLa Grammatica della Fantasia: introduzione all’arte di creare storie. Si tratta di un saggio di 45 capitoli indirizzato a insegnanti e genitori, dove sono proposti i suoi studi di letteratura fantastica.

Quello che io sto facendo è di ricercare le “costanti” dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell’invenzione […]. Il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.

Qui trova spazio una riflessione dedicata alle potenzialità pedagogiche dell’errore, dove secondo Rodari risiede la possibilità di conoscere una creazione autonoma dei bambini, utile ad entrare in una loro realtà sconosciuta. Il proverbio Sbagliando si impara dovrebbe infatti diventare Sbagliando si inventa.

Per arrivare ai bambini Rodari ritiene di dover innanzitutto dialogare con i genitori, le cui ordinarie preoccupazioni possono influenzare la crescita dei figli. Compone quindi scritti ironici, ricchi di satira sociale e politica. Per questo, nel 1977, dirige il Giornale dei genitori.

Dopo un viaggio in URSS, dove i suoi libri sono diffusi, nel 1980 viene ricoverato a Roma, per problemi circolatori. Muore il 14 aprile, per collasso cardiaco.

Con i suoi racconti e le sue filastrocche Gianni Rodari ha rivoluzionato il mondo della letteratura per ragazzi, dimostrando come storie apparentemente semplici possano aiutare i bambini a comprendere il mondo, osservandolo da punti di vista nuovi e mai considerati prima.

La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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