Il CIFA di Bibbiena celebra i 70 anni della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

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Fino 3 giugno, al Centro Italiano Fotografie d’Autore (CIFA) di Bibbiena, in provincia di Arezzo, si tiene la mostra Viaggio nella fotografia italiana, allestita in occasione del settantesimo compleanno della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF).

Stanislao Farri, Nudo metafisico, 1985

La FIAF, nata nel 1948 a Torino, ha il compito di coordinare e gestire le associazioni fotografiche italiane affiliate, oltre che di divulgare l’attività delle più di quarantamila persone che circolano e vitalizzano la scena italiana. Proprio per questo la mostra è articolata su due livelli, dislocata sugli altrettanti piani dell’ex carcere, sede del CIFA, voluto proprio proprio dalla Federazione nel 2005. Al primo piano, quattro celle sono dedicate all’attività editoriale del FIAF, in due spazi sono messi in mostra i cataloghi dedicati ai grandi autori della fotografia e ai vari progetti promossi dalla Federazione; nelle altre due la star è Il Fotoamatore, ovvero la rivista che recentemente si è evoluta in Fotoit, in formato digitale. Altri due spazi sono dedicati al fenomeno del portfolio: esso è l’analogo del curriculum vitae, utilizzato per raccogliere le proprie creazioni – non viene usato solo dai fotografi – con lo scopo di presentarle in maniera esteticamente interessante a chi fosse in cerca di una figura a cui chiedere il soddisfacimento delle proprie esigenze. Recentemente anche questa forma di editoria si sta convertendo al digitale, molto più comodo e facilmente aggiornabile. L’ultima coppia celle sono dedicate alle mostre organizzate dal FIAF, nonché agli annuari.

Carlo Morra, Teatro

È al piano terra che si svolge però la sezione più succulenta della mostra. Infatti tutte le celle sono adibite all’esposizione di fotografie realizzate dagli appassionati in questi settant’anni della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, divisi per tematiche. Ecco che quindi possiamo godere di quel delicato ed enigmatico nudo di Stanislao Farri, Nudo metafisico: il seno è in mostra per giocare con l’istintualità sessuale dello spettatore, il volto è oscurato come a chiedere di scoprire a chi appartenga; la ricerca è però inconcludente, infatti la ragazza è stata ormai tradotta in un linguaggio bidimensionale e quell’immagine non ha più un collegamento con il suo referente, perciò il suo volto è proprio la macchia d’ombra. Questa foto dovrebbe essere vista da molti sedicenti fotografi affinché diano ai loro modelli (maschili e femminili) un po’ di dignità.

Giuliana Traverso, Senza Titolo

E che dire di quei corpi plastici immortalati da Carlo Morra in Teatro? il paragone più istantaneo è il gruppo del Compiato sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca: qui la passione è più edulcorata nella prossemica, eppure il contrasto tra le figure in secondo piano, danzanti e cantanti, con la coppia in primo piano, crea una tensione quasi barocca.

Quasi barocca è anche la fotografia di Giuliana Traverso: se il soggetto iniziasse a muoversi, quel velo farebbe un turbinio berniniano, che i panni trasformava in fiamme, o in nuvole; le ballerine di Incoronata di Cillo (immagine di copertina) invece sono paragonabili ad un quadro di Degas accelerato dal Bragalia, fotografo futurista.

Lo spettatore quindi si troverà in un mondo popolato da fotografi che non fanno certo parte del jet set fotografico italiano, eppure non sono da disdegnare. Sicuramente, usciti dalla mostra si potrà dire di aver osservato al microscopio un mondo per certi versi dato per scontato.

Viaggio nella fotografia italiana
Centro Italiano Della Fotografia D’Autore, Bibbiena (AR)
Dal 7 aprile al 3 giugno 2018

Alex D’Alise per MIfacciodiCultura

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