Al MASI di Lugano “uno sguardo differente” su Pablo Picasso

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uno sguardo differente
Pablo Picasso

Il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) di Lugano ospita fino al 17 giugno 2018 la mostra Picasso. Uno sguardo differente a cura di Carmen Giménez, studiosa dell’artista spagnolo da oltre trent’anni e curatrice di numerose mostre su di lui. Riguardo Picasso (Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973) sembra che ormai sia stato detto tutto: le sue opere sono esposte nei maggiori musei del mondo, la sua arte e la sua vita sono raccontate in innumerevoli articoli, pubblicazioni, foto e  filmati. Eppure di un artista così eclettico e prolifico è ancora necessario parlarne, approfondire e cercare; questo è quanto si propone la mostra, che rivela in maniera nuova l’evoluzione del linguaggio di Picasso.

Si tratta del più grande artista del Novecento, ma anche di uno tra i più misteriosi ed enigmatici del suo tempo: ha sempre dipinto da uomo libero con passione ed amore e la sua produzione artistica raccoglie i ricordi di una lunga vita, con opere che rappresentano un diario intimo, testimonianze di un percorso privato, ma anche della storia di un secolo.

«Siamo ciò che conserviamo» affermava Picasso. In effetti egli conservava di tutto nelle sue diverse case e ville, come ben sappiamo dal Musèe national Picasso di Parigi, depositario della più completa collezione dell’artista.

Pablo Picasso, Coppia e uomo con la pipa, 1966

Dopo la sua morte, quando vennero aperte le porte di Villa California a Cannes e delle sue tante altre case, lo storico Maurice Rheims, incaricato dagli eredi di catalogare e far ordine della  preziosa eredità (ben 60.000 opere inedite), dovette affrontare un lavoro enorme durato ben sette anni, per la gran quantità di oggetti, appunti, schizzi, dipinti e sculture trovate.

Le 120 opere esposte a Lugano sono state eseguite nel periodo compreso dal  1905 al 1967: quindici di queste  sono sculture, il resto per lo più opere su carta eseguite  in un arco di tempo molto ampio, con le tecniche più diverse, dall’acquarello al collage, dall’uso dei pastelli al carboncino, dai gessetti all’inchiostro. Disegni semplici che a volte rappresentano la genesi di alcuni capolavori ben noti che Picasso trasferirà su tela,  o che altre volte rimarranno semplicemente lì dove l’artista li aveva creati.

Pablo Picasso, Bicchiere, bottiglia di vino, pacchetto di tabacco, giornale, 1914

La mostra percorre cronologicamente la vita e le diverse fasi dell’evoluzione artistica di Picasso fin da quando, trasferitosi a Montmartre, al numero 13 di Rue Ravignan, nello studio soprannominato “Le Bateau Lavoir”, intrecciò una relazione con la sua modella Fernande Olivier. Fernande sarà rappresentata in oltre sessanta ritratti e sculture come la Tête de femme del 1909, presente alla mostra insieme a Tête de femme del 1962, dedicata a  Jaqueline Roque, sua ultima moglie: il confronto tra le due opere permette di cogliere l’evoluzione artistica di Picasso che, superando la tradizione classica e attraversando il cubismo e  la tecnica del collage, approda al gusto Pop.

La mostra Picasso. Uno sguardo differente apre uno spaccato inedito dell’artista, che viene svelato nella sua più intima espressività e nella sua continua ricerca della perfezione.

Io non faccio discorsi. Io parlo con la pittura.

Picasso. Uno sguardo differente
A cura di Carmen Giménez
Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI), Lugano
Dal 18 marzo al 17 giugno 2018

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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