“Genesi”: Sebastião Salgado e la bellezza della Terra alla Venaria Reale

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Fino al 16 settembre, la Venaria Reale di Torino ospiterà una retrospettiva su Sebastião Salgado e tra le Sale dei Paggi sarà possibile destreggiarsi tra le opere del grande maestro della fotografia in bianco e nero, colui che ha immortalato con la sua arte e bellezza il pianeta Terra. Il suo ultimo lavoro, Genesi, è il protagonista della mostra allestita da Civita Mostre e curata da Lèlia Wanick Salgado, moglie dell’artista, su progetto di Contrasto e Amazonas Images. 

Kafue National Park, Zambia, 2010 © Sebastião Salgado, Amazonas Images, Contrasto

Più di 200 immagini trasportano in un viaggio fotografico chiaro e scuro creando un sortilegio di grande magia, in una narrazione volta a descrivere la bellezza del prezioso patrimonio di cui disponiamo: il nostro pianeta. Uno sguardo straordinario ed emozionante è rivolto alle peculiarità della natura, in cui è possibile avventurarsi fin nel cuore delle  delle foreste tropicali dell′Amazzonia, del Congo, dell′Indonesia e della Nuova Guinea fino a inerpicarsi su per i ghiacciai dell′Antartide, in esplorazione dalla taiga in Alaska per poi passare nei deserti dell′America e dell′Africa fino a ritrovarsi tra le montagne dell′America, del Cile e della Siberia. E’ un itinerario studiato, ricercato e accuratamente allestito per esporre all’uomo la grandiosità della realtà che da sempre lo ha accolto, nutrito e amato. Vista la crescente pericolosità derivante dall’inquinamento e dalla deforestazione selvaggia con conseguente sconvolgimento degli habitat naturali, l’uomo è invitato, da carnefice stesso, ad osservare il disordine conseguente alle sue azioni. Sebastião Salgado riesce abilmente a trasmettere il messaggio, arrivando a far percepire l’intenzione di voler eternare una realtà più antica della storia stessa, che corre il rischio concreto di deteriorarsi irreparabilmente nel giro di pochi anni. Da questo volere e dall’incontro straordinario con le meraviglie del pianeta, nasce Genesi, che altro non è che una voce tesa a sottolineare la necessità di salvaguardare il  pianeta in cui viviamo, cercando di rivedere il personale stile di vita assumendo atteggiamenti più consoni di rispetto verso la natura, fonte di inesorabili meraviglie e dai così tanti luoghi nascosti da dover essere tutelata.

Nella mia vita, lo scopo principale è stato quello di cercare di comprendere la nostra società e di raccontarla. Ho studiato da economista e ciò mi ha portato a realizzare La mano dell’uomo: questo lavoro voleva essere un ritratto della classe lavoratrice.

Con queste parole, Sebastião Salgado riporta alla memoria Jules Verne e il suo breve viaggio di soli ottanta giorni e, anche se quello del fotografo brasiliano è stato indubbiamente più lungo (dieci anni di peripezie), emerge in maniera evidente in entrambi il sentore limpido del dover osservare tutto quello che è intorno, in una contemplazione estaticamente genuina, proprio perchè «circa metà del pianeta è rimasto esattamente come nel giorno della Genesi».

Brasile, 2005 © Sebastião Salgado, Amazonas Images, Contrasto

La fotografia dell’artista è una composizione che nasce dall’equilibrio tra la sobrietà della visione e lo spessore delle scatto che riesce ad apparire estremamente nitido inserendosi con perfezione nel contesto. L′uso del bianco e del nero garantisce la riduzione ai minimi termini degli artifici tecnici, restituendo una sensazione di autenticità assoluta. Quelli rappresentati sono scenari inviolati e sacri, luoghi che costituiscono uno spaccato antropologico in cui l’estetica del corpo e dell’ornamento sono minimi ed essenziali, in un’armonia primordiale con l’ambiente, governato dai riti e dalle credenze. Spazi ma anche uomini che li abitano, persone capaci di adattarsi a qualsiasi condizione arrivando a confondersi perfettamente con le caratteristiche dell’ambiente, in un′esistenza che è una commistione tra frugalità e senso di comunità. Sebastião Salgado è il cantore dello stile di vita di queste popolazioni eteree, probabilmente vicine anch’esse all′estinzione proprio come le straordinarie creature incontrate nelle floride foreste pluviali o nei freddi mari del Sud. Genesi è il frutto di anni di ricerca sul campo, con un un’esposizione finale in cui l’arte non può essere unicamente un’espressione fine a se stessa, ma deve farsi portatrice di un messaggio che supera la semplice celebrazione estetica per rendere consapevoli e spingere verso un intervento attivo volto alla salvaguardia di quel patrimonio dalla bellezza non indifferente che è la terra in cui viviamo.

Sebastião Salgado. Genesi
A cura di Lélia Wanick Salgado
Venaria Reale, Torino
Dal 22 marzo al 16 settembre 2018

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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