“Piero della Francesca. La seduzione della prospettiva”: la Resurrezione odierna del Rinascimento

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La seduzione della prospettiva
La seduzione della prospettiva

Nel periodo in cui l’arte contemporanea è arrivata ai massimi livelli di astrattezza (basta notare il grande successo della Biennale di Venezia di quest’anno, teatro di una esibizione di concetti lontani anni luce dalla immediatezza semantica delle tele rinascimentali), la prospettiva minuziosa di Piero della Francesca può ancora stupire? La risposta può soltanto essere affermativa. Durante una comune domenica di marzo sono stati riscossi 3000 visitatori per la mostra Piero della Francesca. La seduzione della prospettiva: un grande numero considerando la capienza del Museo Civico di Sansepolcro, paese di nascita del pittore. È il Primo Cittadino del paese aretino ad ammettere di essere emozionato nel «vedere una così nutrita partecipazione da parte degli abitanti di Sansepolcro. Sono venuti in massa ad ammirare l’opera. In città si respira un’aria positiva carica di entusiasmo per questo prestigioso obiettivo raggiunto». Il percorso espositivo è diviso in 8 sezioni, tutte incentrate sul De Prospectiva Pingendi, trattato che presenta le basi per gli studi di Leonardo da Vinci. Ciò che si vuole mettere in luce in tutta la mostra è la convivenza di Piero pittore raffinato e di Piero erudito matematico: queste due identità insieme hanno dato forma ad un lavoro prezioso e capace di ammaliare ancora ai giorni nostri.

Piero della Francesca (Borgo Sansepolcro, 12 settembre 1416/17 circa – Borgo Sansepolcro, 12 ottobre 1492) è stato il personaggio emblema del Rinascimento. Egli è conosciuto principalmente per aver coniugato razionalità e estetica ponendole sullo stesso piano e rendendole indissolubili: ciò che è dotato di spazialità realistica, è anche simbolo del bello. Il pensiero rinascimentale non lascia nulla al caso, ma fa suo il linguaggio matematico per codificare il mondo attorno a sé. È grazie agli studi geometrici che Piero della Francesca è riuscito a convogliare immagini dotate di una prepotente forza evocativa: è così reale che ti sembra che esca fuori dal disegno.

Dettaglio di una zona espositiva della mostra

Tutto questo è ciò che sta alla base dell’affresco Resurrezione di Cristo, grande protagonista della mostra. Dopo 3 anni di restauri attenti e dettagliati, «il quadro più bello del mondo» come direbbe Aldous Huxley, potrà essere ammirato in tutto il suo splendore. Lo sguardo del Cristo, il quale si erge da terra con fierezza, possiede una potenza così travolgente, da cui non si riesce a staccare gli occhi, ma al contempo risulta essere molto delicato, come se i suoi occhi volessero cullare l’animo del fruitore. Solo un essere umano reale è capace di risvegliare sensazioni così contrapposte, ma Piero della Francesca c’è riuscito comunque con un semplice affresco.

Questo capolavoro è finalmente fruibile da tutti nella mostra ma non solo: una particolare illuminazione permette di poter vedere l’affresco anche dalla strada adiacente fino alle mezzanotte, grazie all’utilizzo di una illuminazione calda verso le ore serali. Tutto per cogliere al meglio i dettagli del restauro, impreziosendo in questo modo la già ricca esposizione aretina.

Piero della Francesca, La Resurrezione

È comune vedere il duomo di Firenze adornato più che da opere d’arte da una infinità di turisti o semplici osservatori che cercano di trarre ispirazione dalle magnificenze architettoniche del capoluogo per eccellenza del Rinascimento. La grande affluenza di visitatori per la mostra intitolata a Piero della Francesca è un ottimo segno: significa che il pubblico ricerca ancora nel 400 un ideale di bellezza. Tutto ciò è simbolo di una sensibilità ancora attenta al passato.

Questa “Resurrezione” del Rinascimento e dei suoi ideali è specchio dell’epoca in cui viviamo: le tecnologie di cui disponiamo ci permettono di rivivere al meglio anche opere d’arte di un passato che, in fondo, ci appartiene ancora a pieno.

Piero della Francesca. La seduzione della prospettiva
A cura di Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro
Museo Civico di Sansepolcro (Ar)
Dal 25 marzo 2018 al 6 gennaio 2019

Elisa Tiboni per MifacciodiCultura

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