Eadweard Muybridge, padre del concetto moderno di fotografia

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Eadweard Muybridge (Kingston upon Thames, 9 aprile 1830 – Kingston upon Thames, 8 maggio 1904) è stato l’eccentrico e geniale padre della fotografia in movimento. A lui dobbiamo l’ispirazione per quello che diverrà il cinema, cambiando per sempre il corso della storia dell’uomo.

Eadweard Muybridge

Nato in un borgo nei pressi di Londra, nel 1852 lascia l’Inghilterra per trasferirsi negli Stati Uniti d’America dove, dopo qualche iniziale impiego nel campo dell’editoria, finisce ben presto per appassionarsi alla fotografia, realizzando nel 1869 un suggestivo reportage all’interno del parco di Yosemite. Gli anni successivi vengono trascorsi da Muybridge esplorando in lungo e in largo il continente americano, riuscendo ad immortalare e a restituirci la poetica potenza di paesaggi di Alaska, Messico e Panama, tanto diversi da quelli europei.

Il suo approccio alla fotografia cambia radicalmente quando, nel 1872, il governatore della California Leland Stanford, la cui amicizia peraltro giocò un ruolo fondamentale nel proscioglimento delle accuse di omicidio dell’amante della moglie pendenti su Muybridge, gli pone un provocatorio quesito. Stanford chiede infatti all’amico se secondo lui un cavallo al galoppo fosse in grado di sollevare contemporaneamente tutte e quattro le zampe.

Da questo momento in poi le energie di Muybridge si focalizzano nella realizzazione di ingegnosi meccanismi tramite cui poter congelare l’istante del movimento. Egli utilizza ben ventiquattro fotocamere collegate ad altrettanti fili, disposte lungo un percorso, riuscendo in questo modo ad ottenere una sequenza di immagini capaci di descrivere tutti i singoli movimenti compiuti dal cavallo in corsa, dimostrando così come esso non sia mai totalmente sollevato da terra.

Zoopraxiscopio

Muybridge era quindi riuscito per la prima volta nella storia a mostrare l’illusione ottica che si genera osservando un corpo in movimento. Ovviamente queste novità attirarono le attenzioni dei pittori impressionisti che si stavano anch’essi dedicando alla scoperta di nuove soluzioni per la rappresentazione di quei precisi attimi vissuti dal mondo che li circondava.

Per consentire la visione dinamica dei suoi scatti, il fotografo inventa e propone un innovativo strumento, chiamato zoopraxiscopio (simile all’antichissimo zootropio), che grazie a un sistema di dischi e specchi rotanti consentiva di osservare i singoli fotogrammi in sequenza, offrendo così l’illusione del movimento. Fu sicuramente questa invenzione ad ispirare i Fratelli Lumière nella realizzazione del primo cinematografo, pochi anni più tardi, nel 1885.

I suoi studi furono appassionati e decisamente proficui. La produzione di Muybridge conta infatti più di 20.000 collotipie (stampe realizzate da una matrice di cristallo), comprendenti soggetti di ogni tipo, dal mondo animale all’analisi dell’anatomia e delle distorsioni che avvengono in un corpo umano in movimento.

Oltre che per le avanguardie tecnologiche di cui Eadweard Muybridge si fa ideatore (tra cui possiamo individuare anche l’invenzione del flash, grazie al suo uso di luce elettrica durante gli scatti), il suo impegno è stato di grande utilità anche in campo scientifico e biomeccanico. Non si possono non individuare inoltre citazioni del lavoro di Muybridge all’interno del movimento Futurista, specialmente per quanto riguarda gli studi di Balla sul dinamismo e la velocità.

Muybridge è stato per questo un uomo fuori dal comune, un talentuoso scapigliato che ha saputo gettare le basi per la modernità in ambito fotografico e cinematografico, riuscendo ad influenzare però anche tutto il panorama contemporaneo e futuro delle arti visive, e a cui il cinema e la fotografia dei nostri giorni devono ancora tanto.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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