#EtinArcadiaEgo – Harry Potter: come ha plasmato una generazione

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Uno dei criteri con cui si dichiara conclusa un’epoca o un periodo storico è l’inizio degli studi a riguardo. D’altronde, la conclusione di ogni esperienza richiede una summa dei risultati, per valutarne l’impatto e il significato. Per la letteratura è esattamente lo stesso; pochissime esperienze culturali (forse solo il rinascimento) avevano la consapevolezza reale di quello che stavano portando avanti. Di solito, il mito della letteratura tende a nascere postumo, anche per una completezza di analisi. Un vero e proprio mito letterario ha vissuto questi ultimi anni e se prima era vissuto, oggi ne possiamo valutare le (ottime) conseguenze. Si parla ovviamente della saga che ha sfidato Il Signore degli Anelli per lo scettro del fantasy: la storia del mago Harry Potter.

Se l’ultimo Ottocento ha rappresentato la Belle Époque francese, nulla ha lasciato di più negli anni 2000 di Harry Potter: il mago adolescente inglese è stato letteralmente l’infanzia per tantissimi ragazzi in tutto il mondo, che hanno trovato nella scuola di Hogwarts il loro posto nel mondo.

Era il 1997 (per altro anno della mia nascita) quando la piccola casa editrice inglese Bloomsbury decise di accettare l’idea della giovane Joanne, già cestinata da ben dodici editori. L’allora trentasettenne di Yale vide pubblicato il proprio figlio di carta e inchiostro, a condizione che accettasse di farsi chiamare J.K. e non Joanne, poiché la casa editrice temeva che un’autrice donna non sarebbe stata apprezzata nel mondo fantasy. Il seguito è la storia del più clamoroso successo editoriale (probabilmente) della storia: il libro per bambini di una esordiente e uscito per una piccola casa editrice scalò le classifiche in maniera vertiginosa, facendo le fortune della Bloomsbury. La casa editrice Scholastic ne acquistò i diritti per l’America ad alto prezzo, e tutto il mondo cominciò a conoscere il mago con la saetta. Il resto è decisamente storia.

Oggi, a vent’anni dall’uscita in Italia dello storico primo libro, Harry Potter e la Pietra Filosofale, l’indagine Doxa ha provato a fare il già citato punto della situazione, partendo dall’annosa domanda “come Harry Potter ha influenzato la vita di tutti noi?”. Il primo dato che emerge è l’incremento dell’abitudine alla lettura: leggere è prima di tutto un passatempo divertente, e anche se molti sembrano averlo dimenticato, questo non si può dire per coloro che sono cresciuti con le avventure del Bambino-Che-È-Sopravvissuto: la prima cosa che emerge dall’indagine Doxa è l’alto numero di lettori, dato che ben il 73% del campione intervistato ha letto Harry Potter. Il 43% è classificabile come lettore forte (più di 4 libri), mentre il restante 30% dichiara di aver letto tra uno e tre libri (lettori deboli). E non è tutto: dei lettori di Harry Potter (46% lettori forti e 7% deboli), quelli forti sono diventati da adulti lettori più curiosi e aperti al nuovo, con gusti eterogenei rispetto a chi ha letto pochi libri della saga o non ne ha letti. La ricerca Doxa viene proposta a 20 anni dal lancio in Italia, nel 1998, del primo volume della saga, Harry Potter e le Pietra Filosofale di cui finora sono stati venduti nel nostro Paese oltre 12 milioni di copie e 500 milioni nel mondo. Si presenta inoltre come una delle tante iniziative con cui Salani festeggia questo fenomeno editoriale unico al quale la casa editrice del maghetto dedica anche uno dei party più esclusivi, che promette molte sorprese, nei giorni della Fiera del Libro per ragazzi, a Bologna.

Spesso si sente dire che Harry Potter è rivoluzionario: perché? Perché una storia sulla magia scritta per un pubblico di pre-adolescenti ha lasciato un’orma così profonda nella letteratura?

Joanne Rowling è riuscita a fare qualcosa che nessuno era mai riuscito a fare: inventare un nuovo concetto di fantasy. Prima di lei Tolkien era la personificazione del fantasy, il padre unico e imitabile del genere, e di fronte al quale ogni scrittore non era che un misero epigono. La Rowling invece ha guardato alla lezione del suo grande amico Lewis, padre del mondo di Narnia, che per primo ambientò una storia di spirito fantasy nel mondo contemporaneo. I lettori di Harry Potter si sono sentiti per anni rappresentati dal giovane mago, che viveva nel loro mondo, solo allargandolo a qualcosa di più. Ed è stata la saga che più forse ha saputo crescere con il suo pubblico: nel momento più emozionante del primo libro, il personaggio di Hermione dice che nella vita amicizia e coraggio sono ciò che più è importante. Un messaggio che ha saputo evolversi e svilupparsi man mano che i libri passavano, accompagnando spesso giovani nel loro percorso per diventare uomini, e ora li saluta per mano come vecchi amici dall’alto dello scaffale della camera

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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