Loro di Roma – Crono: il più giovane e feroce dei Titani

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Vi raccontiamo il sanguinoso mito di Crono, il terribile Titano padre di Zeus.

Il mito

Vasari

Dall’unione tra Urano, dio del cielo, e Gea, dea della terra, nacquero i Titani ed il più giovane era Crono. Il padre, ossessionato dall’idea che i figli potessero sottrargli il dominio dell’universo, li fece imprigionare, fin quando Crono lo evirò, riuscendo così a liberare tutti i fratelli. Con Crono la terra prosperò felice fino a quando una profezia sconvolse la mente del dio: fu predetto che il suo regno sarebbe finito per mano di uno dei suoi figli. Unitosi con la sorella Rea, generò infatti diversi figli tra cui Poseidone, Ade, Era e Demetra ma terrorizzato, per cercare di cambiare il destino, li divorò tutti alla nascita, tenendoli prigionieri nelle proprie viscere. Quando però Rea stava per dare alla luce l’ultimo figlio, Zeus, decise di ingannare il marito, consegnandogli al suo posto una pietra avvolta in fasce, che subito Crono ingoiò. Zeus fu quindi affidato alle cure della capra Amaltea e poté crescere sano e in forza. Divenuto adulto, decise di vendicarsi del padre, facendogli bere con l’inganno una bevanda che subito lo indusse a vomitare i propri figli. Iniziò così la tremenda guerra, che durò ben 10 anni, tra Crono alleato ai Titani e Zeus e i suoi fratelli, a cui poi si unirono anche i Ciclopi. Non è certa la fine che toccò a Crono, ma sappiamo che i Titani furono tutti incatenati nel Tartaro.

Crono nell’arte

Un racconto così violento non poteva che essere rappresentato più volte nel corso dei secoli. Tra le immagini più antiche vi è quella del vaso greco a figure rosse attribuito al pittore Nausicaa datato al V secolo a.C. e oggi al Metropolitan Museum of Art di New York. Qui si fissa l’attenzione sul momento dell’inganno, quando cioè Rea consegna al marito la pietra. Molto più violenta la tela di Pieter Paul Rubens del 1636 dal titolo Crono divora il figlio, soggetto poi ripreso nell’Ottocento anche da Francisco Goya nel suo Saturno che divora i suoi figli (immagine di copertina), in cui la scena risulta essere ancor più cruenta. Altra rappresentazione particolarmente d’impatto è l’affresco Saturno mutila il Cielo che Giorgio Vasari realizza nel Cinquecento nella Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio a Firenze, straordinario esempio di pittura manierista. Anche in scultura si è riusciti a cogliere perfettamente quel misto di violenza e cupezza del mito, come ben dimostra il Saturno divora uno dei suoi figli realizzato da Simon Hurtrelle nel 1699 ed oggi esposto al Louvre, in cui il dio sembra abbracciare teneramente il neonato, se non fosse che in realtà lo sta per divorare!

Il significato del mito

Hurtrelle

Il mito di Urano, Crono e Zeus serve a spiegare la genesi dell’ordine divino, dato che con esso inizierà la generazione degli dei olimpici. Queste origini violente interesseranno tutta la mitologia greca e i conflitti tra padre e figli saranno riproposti anche nella tradizione successiva. Il mito è incentrato sulla paura di perdere il proprio ruolo e di essere sostituito, poco importa se i contendenti siano i propri figli o nemici esterni. È questa una delle più antiche paure dell’uomo che forse i Greci già ben conoscevano, rendendo di fatto la divinità carica delle medesime emozioni quale espressione dei desideri, delle passioni e delle debolezze umane.

L’Asino d’Oro – Associazione Culturale per MIfacciodiCultura

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