Isaac Newton, un genio scientifico tra alchimia e razionalità

0 1.596

Isaac Newton (Woolsthorpe-by-Colsterworth, 4 gennaio 1643 – Londra, 31 marzo 1727) è stato un celebre fisico e matematico noto a tutti per le sue eccezionali scoperte.

Isaac Newton
Isaac Newton

Il genio sbadato a cui cadde una mela in testa nacque orfano di padre, un agricoltore facoltoso, e quando la madre si risposò venne affidato alle cure dei nonni. La sua istruzione, al contrario di quanto si possa pensare, non fu particolarmente brillante e non si distinse per i suoi successi accademici. Al raggiungimento della maggiore età, non volendo occuparsi della fattoria e possedimenti agrari lasciati dal padre, insistette per andare al college. Dal momento che la volontà del ragazzo non era corrisposta dalla famiglia, Newton dovette mantenersi da solo lavorando come inserviente in alcuni locali.

Presso il Trinity College studiò matematica, fisica e astronomia. Scampato alla peste che lo costrinse a tornare al villaggio natio tra il 1665 e il 1667, si ritirò in quasi assoluta solitudine per dedicarsi esclusivamente ai suoi studi e proprio in questi anni formulò la maggior parte delle sue scoperte.
Ricordiamo le sue ricerche più importanti: in campo di ottica i suoi studi sulla natura della luce lo portarono a scardinare completamente la precedente teoria di Hooke, secondo il quale i colori derivano dalla rifrazione sui diversi materiali; ebbene Newton arrivò alla conclusione che il colore è una caratteristica e una componente della luce stessa, non dei corpi che colpisce. La teoria corpuscolare (secondo la quale la luce è formata da microscopiche particelle emanate dalla sorgente in ogni direzione a notevole velocità) e altre scoperte in campo di rifrazione della luce, della capacità della luce bianca di essere scomposta nei sette colori che la compongono mediante prismi sono raccolte nei tre volumi di Opticks.

In campo matematico Isaac Newton introdusse il calcolo differenziale e integrale che lo portarono a vivere un’animata controversia con Leibniz riguardo la priorità di questa invenzione.
Per quanto riguarda la meccanica si basò sui grandi predecessori Leonardo da Vinci e Galileo e Newton stesso ammise:

Se ho visto più lontano è perché stavo sulle spalle di giganti.

Per quanto riguarda invece la formulazione della teoria della gravitazione universale ebbe effettivamente un ruolo centrale la mela caduta dall’albero che, però, non gli cadde affatto in testa.

Nonostante i suoi studi fossero basati su un’estrema razionalitá, Newton coltivò anche la passione per l’alchimia e le profezie bibliche, passioni che tenne ben nascoste: la rivoluzione scientifica si stava imponendo (siamo agli albori dell’Illuminismo) e la distinzione tra chimica e alchimia era sempre più netta, per cui la paura di essere deriso o attaccato lo portò a una chiusura emotiva e sociale che rischiarono di affossase tutto il lavoro scientifico antecedente. Fu il matematico Edmond Halley ad insistere affinchè Newton pubblicasse i suoi studi sul moto dei corpi celesti e da questa insistenza nacquero i Principia Mathematica che lo riportarono, almeno in parte,  nella societá scientifica. Pare che le esalazioni di mercurio e altri metalli con cui armeggiava contribuirono ad aggiungere un elemento di delirio alla depressione che lo avvolse negli anni ’90 del Seicento.

Un altro aneddoto sulla realtà di questo genio solitario e misogino lo vede dipinto come una persona distratta, che poco si curava del mondo circostante. Si narra che, quando era immerso nelle sue riflessioni scientifiche, si dimenticasse di mangiare e di provvedere a qualsiasi bisogno del suo corpo, portando lui ad ammalarsi mentre il suo gatto a diventare obeso.
Insomma, che sia stato per noi uno scoglio insormontabile negli anni del liceo oppure un modello inarrivabile, siamo tutti concordi con le parole incise sulla sua tomba:

Possano i mortali gioire del fatto che un così grande ornamento dell’umanità è esistito.

E in ultimo apprezziamo il commovente epitaffio dedicatogli dal fisico inglese Alexander Pope, suo contemporaneo: «La natura e la sua legge giacevano nascoste nel buio. Dio disse, Newton sia, e tutto fu luce».

Mariachiara Manzone per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.