“Madri, comunque”: uno sguardo su cosa significa essere donna e madre oggi

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Madri, comunque (Fandango Editore) è il titolo del primo libro della giornalista Serena Marchi che racconta, con sguardo diretto e disincantato, il mondo della maternità tramite l’esperienza di una trentina di donne (ma anche uomini) madri. Il messaggio che l’autrice trasmette è semplice ma, proprio per questo, a volte trascurato: vi sono diversi modi di essere madri e tutti hanno pari valore e dignità.

Serena Marchi

Serena Marchi ci connette con il mondo della maternità vissuto nella sua completezza ed intimità. Oltre lo stereotipo idilliaco del “miracolo della vita”, mostra che non vi è un modo giusto o sbagliato di essere madre o anche, se vogliamo, di non esserlo. Per questo, nel suo libro l’autrice riporta le esperienze di chi si è ritrovata madre senza volerlo e se ne pente e chi, al contrario, ha viaggiato a lungo per adottare un figlio. Si legge di chi si è trovata ragazza madre e di chi ha deciso di abortire. Trovano spazio anche le madri che restano accanto ad un marito violento per amore dei figli e quelle che hanno deciso, consapevolmente, che madri non vogliono esserlo e non lo saranno mai. Non vi è alcun giudizio da parte dell’autrice, madre anche lei, nessuna predica o morale, solo la messa in scena dell’essere madre e, dunque, donna, nella sua bellezza sì, ma anche nella sua estrema difficoltà.

Il libro si muove all’interno di una tematica sempre attuale e che oggi, anche alla luce dei recenti dibattiti politici è tornata ad essere oggetto di discussione e confronto tra chi sostiene la maternità in tutte le sue forme, da quella all’interno di coppie omosessuali a quella delle madri surrogato, e chi ribadisce fermamente il ruolo atavico della madre di famiglia di vecchio stampo.

Ma esiste davvero un unico modo di essere madre?

Questa è la domanda, privata di qualunque accezione politica, che Serena Marchi, pone a se stessa e a tutte noi.

È giusto pensare di avere il diritto di giudicare la scelta di una donna (anche quando rifiuta la maternità) e imporle un certo stereotipo di madre solo perché questo aderisce al proprio senso morale? La risposta suggerita dall’autrice è che no, non esiste un unico modello di madre né un modo giusto o sbagliato di esserlo e che ognuna deve sentirsi libera di considerarsi una madre, a prescindere dalla propria scelta.

È vero, però, che oggi essere madre è una scelta coraggiosa. Viviamo in una società dove i tassi di assunzione femminile sono tra i più bassi d’Europa, spesso, a parità di ruolo, una donna è pagata meno del proprio collega uomo e, se resta incinta, rischia di perdere il posto di lavoro. L’ipocrisia politica di chi ci vuole madri ma ci priva dell’assistenza necessaria, spesso funziona da contraccettivo e la maternità è una sfida con se stesse e contro il mondo. Ma Serena Marchi non vuole dipingere le donne madri come eroine perché, sostiene, crescere un figlio è un atto d’amore che nulla ha a che fare con l’istinto materno (che, secondo l’autrice, non esiste).

Madri, comunque. Non è solo il titolo di un libro, ma si presta anche ad essere il riassunto di tutto ciò che oggi può essere associato al mondo femminile, perché in fondo siamo tutte un po’ madri, ed un inno alle madri diventa anche un inno alla donna e alle sue potenzialità.

Serena Marchi con la madre, a cui il libro “Madri, comunque” è dedicato

Si è madri comunque in una società dove essere donna equivale a dovere per forza generare un figlio.

Si è madri comunque in una società che non investe nelle donne e meno che mai nelle madri, che garantisce loro pochi diritti e quasi nessun servizio.

Si è madri comunque in una società dove una donna che non vuole figli viene additata come una “snaturata” ed una che non può averne è una “poveretta”.

Si è madri comunque in una società dove avere al proprio fianco un’altra madre, anziché un padre, è motivo di vergogna.

Si è madri comunque anche se non ci si sente tali perché essere madre è anche essere donna e viceversa, ma non sempre l’essere madre coincide con l’avere un figlio.

Ogni donna è anche, ed inevitabilmente, una madre. Comunque.

Veronica Morgagni per MIfacciodiCultura

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