Georges Pierre Seurat, i colori e la magia del puntinismo

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Torre Eiffel, 1889

Georges Pierre Seurat è considerato il maestro del puntinismo e l’artista che ha rivoluzionato la pittura con le teorie sui colori, rinnovando l’impressionismo in chiave scientifica.

Il pittore nacque il 2 dicembre del 1859 a Parigi e la sua formazione artistica fu molto travagliata: nel 1876 si iscrisse alla scuola municipale del disegno perché molto interessato sia all’arte che alle nuove teorie cromatiche, soprattutto alle reciproche influenze esercitate dai colori. Iniziò studiando le copie degli affreschi di Piero della Francesco, Delacroix, Veronese e molte altre opere presenti al Museo del Louvre, tanto che due anni dopo continuerà gli studi artistici presso il prestigioso École des beaux-arts. Nel maggio del 1879 Seurat visitò la IV Mostra degli Impressionisti, in avenue Opéra, ammirando le opere di pittori più affermati come Edgar Degas, Claude Monet, Camille Pissarro e molti altri. Da quel momento, convinto che gli studi accademici non fossero abbastanza, il giovane artista non frequentò più l’École e si dedico allo studio incessante, la sperimentazione e la ricerca. Le occasioni non tardarono ad arrivare e, qualche tempo dopo, nel 1883, Seurat partecipò alla mostra al Salon con due disegni. Purtroppo ne venne accettato solo uno. I primi quadri del pittore risentono fortemente della corrente dell’impressionismo, della pittura en plein air e del naturalismo, ma fu chiaro che l’indole era diversa. In questi anni, infatti, il clima artistico parigino era fervido ed il giovane artista conobbe l’artista e teorico Paul Signac ed iniziò a dedicarsi ai rapporti cromatici.

Un dimanche après-midi à l'Île de la Grande Jatte, 1886
Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte, 1886

Nel 1884, Seurat fu respinto dalla giuria del Salon ed aderì al Gruppo degli artisti indipendenti che inaugurarono il famoso Salon des Artistes Indépendants dove presentò Une baignade à Asnières, vero e proprio manifesto del puntinismo e prima opera significativa del pittore. Nel quadro è rappresentata la quotidianità parigina, i bambini e gli operai che si godono il meritato riposo: nessuno però sembra interagire con gli altri, gli sguardi sono statici, le espressioni lontane. Per il quadro, il pittore non dipinse all’aria aperta ma realizzò numerosi bozzetti preparatori, per poi ricreare interamente l’opera nel suo studio. Non si nota più, infatti, l’istante degli impressionisti ed il colore, per la prima volta, ha una resa del tutto diversa che lega l’arte con la scienza.

Seurat capì che ciascun colore è influenzato da quello che ha accanto e per questo non dev’essere mescolato ma accostato, solo così non perde intensità. Applicando il primo criterio cromoluminare del chimico Chevreul, che aveva teorizzato il contrasto simultaneo, accostò sulla tela i colori complementari puri con piccole e giustapposte pennellate, che donavano luce e brillantezza alla rappresentazione. L’occhio dello spettatore, posto ad una distanza opportuna, non vede più i puntini ma una tinta uniforme e brillante, grazie alla melange optique, ossia la mescolanza ottica.

Il circo, 1890-91
Il circo, 1890-91

Tra il 1884 ed il 1886 dipinse Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte, in cui è rappresentata la società borghese ed industriale dell’epoca, colta in un momento di assoluto relax, una domenica, nell’isola di Grande Jatte, sulla Senna. Nella tela, la cui genesi fu lunga e travagliata, dal momento che si contano ben trenta tavolette preparatorie, trovano posto quaranta persone, colte in momenti semplici quotidiani, con pose statiche e ieratiche. Ma è il colore, tramite piccole pennellate alternate a puntini, a creare armonia nella tela, con l’accostamento di giallo e viola, rosso e verde, azzurro e arancio. Questa nuova tecnica, che lo stesso Seurat definì divionismo perché il suo fine era dividere il colore, influenzerà tutta la l’arte del ‘900. 

Seurat morì il 29 marzo 1891, a soli trentuno anni, rivoluzionando la pittura e concretizzando il rapporto tra arte e scienza.

Estetica. L’Arte è Armonia. Armonia significa analogia dei contrari, analogia degli elementi similari di tono, di colore, di linea, considerati in rapporto alla loro dominante e sotto l’influenza della luce, in combinazioni che esprimono gioia, serenità o dolore.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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