Un gesto d’amore postumo: l’apertura del Musée Jacqueline et Pablo Picasso

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Immaginate di camminare in un edificio pieno di opere d’arte di uno dei più grandi artisti del ‘900, poi di uscire da una di queste stanze e sentire i profumi tipici della Provenza. Immaginate ancora per poco, per l’esattezza fino al 2021, perché poi tutto ciò sarà possibile con l’apertura del Musée Jacqueline et Pablo Picasso. Un progetto che trasmette curiosità, emana fascino, amore e soprattutto arte che è stato anticipato l’anno scorso da Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacquline, la seconda moglie di Picasso, quando intervistata dal quotidiano regionale francese La Provence spiegò con queste parole la genesi del suo progetto:

Mia madre è morta nel 1986. Dopo la successione, non ho mai smesso di prestare e circolare ciò che mi appartiene. Questa è la missione che ho dato a me stessa: e non ho una vocazione economica, non sto cercando di fare soldi, ma solo di condividere quello che ho ricevuto.

L’edificio che farà da culla a questo sogno divenuto realtà fu in passato un convento dei predicatori di Aix-en Provence a breve distanza dal Castello di Vauvenaques, dove il pittore e la sua seconda moglie sono seppelliti. Questa esperienza artistica sarà possibile grazie a più di 2000 opere sparse su diversi piani: un percorso artistico ed espositivo permanente di 1500 metri quadrati più uno spazio di 500 metri quadri destinato a mostre temporanee, il centro di ricerca Picasso e laboratori di ceramica e incisione. Potrete trovare ed ammirare, opere rare, opere sconosciute al pubblico, opere appartenenti alla collezione privata di Catherine Hutin-Blay tra i quali: dipinti, disegni, sculture, ceramiche e fotografie.

Il Musée Jacqueline et Pablo Picasso aggiunge un tassello fondamentale nella presentazione della genialità e della biografia dell’artista del ‘900. Un tassello che rappresenta le opere dell’ultimo periodo (sostanzialmente dal 1952 al 1973, anno di morte dell’artista) e che completa un puzzle ed un percorso formato dalle opere già presenti nei musei di Barcellona, Parigi, La Coruña, Malaga e, in Costa Azzurra, ad Antibes, Monaco e Vallauris. Un mosaico che illustra il suo genio proliferante che ha annesso tutto ciò che gli è stato utile: dai lineamenti classici sino alle continue evoluzioni avanguardistiche a lui contemporanee.

Per Janie Cohen, esperta di Picasso e direttore del Fleming Museum of Art presso l’Università del Vermont, il Musée Jacqueline et Pablo Picasso è un dono, perché documenta il lavoro tardivo dell’autore:

La maggior parte delle opere non sono state né esposte né pubblicate in precedenza. Sono opere che sono rimaste con l’artista per tutta la vita.

Abbiamo quindi finalmente la possibilità di comprendere e conoscere un genio e tutta la sua carriera artistica compresa la più intima e privata.

L’artista di Malaga non è l’unico protagonista di questo regno artistico, infatti soffermandoci sul titolo dedicato a questo museo, vediamo che a lato del nome di Picasso appare un nome femminile: quello di Jacqueline. Nata il 24 febbraio 1926 nella Hauts de Seine, Jacqueline fu l’ultima moglie, compagna e musa di Picasso. Conosciuti nel 1952 durante un periodo turbolento per entrambi, si sposarono nel 1961 ed il loro rapporto venne spezzato solamente nel 1973 per la morte del pittore. Sin da subito, la donna diviene per Picasso una dea, lo stesso Picasso scrisse delle donne dicendo che «esistono solo gli zerbini e le dee»Lei divenne Musa ispiratrice e punto di riferimento per l’arte in continua evoluzione e movimento di Pablo. Raffigurò la bellezza e l’eros, un ritorno improvviso di alcune tematiche più passionali espresse negli anni passati. Così coinvolgenti erano le sensazioni ed i sentimenti che nutriva Picasso per la sua donna che nell’anno 1963 si stima che la figura di Jacqueline venne disegnata più di 160 volte. Questa figura femminile rimase fissa e costante tanto che in questi anni di matrimonio e di unione, Picasso continuò a rappresentarla. L’artista di Malaga dipinse più di 400 ritratti di Jacqueline, che potrete ovviamente ammirare, rendendola immortale mediante la sua arte.
Un vero e proprio inno all’amore, alla vita e alla creazione che l’artista dedica alla sua sposa continuamente.

Vi consiglio quindi di prenotare il prima possibile una visita al Musée Jacqueline et Pablo Picasso che diverrà fondamentale ed eterno. Un luogo di culto, un locus artistico e di poesia. Un gesto postumo di un amore, un’esperienza senza eguali per comprendere o cercare di comprendere uno dei più grandi volti del panorama artistico e la donna che sino alla morte dell’artista lo fece sentire continuamente vivo.

Gianmaria Turco per MIfacciodiCultura

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