#perlaGloria – Femminismo e altre leggende

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C’è una gran voglia di femminismo nell’aria. Un femminismo decisamente pop, brandizzato, top e una serie di altre etichette che non saprei dove andare a pescare perché non ne so nulla di questi trend. Ne so quanto ne sa di femminismo chi ne parla in questi termini. Per capirci.

Ma poco ci importa capire davvero quale sia il significato della parola, l’importante ora è che se non sei femminista non sei amica delle donne, sei sottomessa al sistema e al potere maschile. Non sei “cazzuta” e non sei manco glamour, per giunta.

Il femminismo firmato Dior

Ok. Facciamo che della determinazione del termine, più o meno aderente al vocabolario o alla storia, non ci freghi nulla per davvero.

Ci serve realmente un’altra etichetta dentro la quale essere circoscritte?

No, perchè mi era parso che fosse proprio questo perpetuo catalogarci a crearci problemi nel corso degli anni.

Siamo donne.

Questo ci rende diverse dagli uomini per una serie di caratteristiche di genere. Fisiche e non.

Fino a qui ci siamo tutti, direi. Ed è esattamente qui che dovremmo arrivare e fermarci.

Non c’è altro che dovremmo preoccuparci di dimostrare.

Invece viviamo nell’affanno constante di essere o non essere qualcosa.

Niente casalinga servizievole anni ’50, ma non troppo distaccata dalla famiglia.

Forte e caparbia, ma senza apparire acida e spietata.

Bella, ma non cretina.

Intelligente, ma non cessa.

Femminile, ma non succube.

Sensuale, ma non compiacente.

Femminista, ma non invasata.

Insomma, un’ansia continua.

Diamo l’impressione di dover sopperire a una menomazione, come se fossimo nate svantaggiate e dovessimo quindi  sforzarsi per non restare indietro. Come se l’essere donne fosse il nostro deficit da superare. O mascherare.

E anche quando ci battiamo per far ammettere al mondo che in quanto femmine siamo migliori, dieci passi avanti agli uomini, in realtà ci danneggiamo.

La nostra presunta supremazia di genere ci si rivolta contro.

Perchè da noi quel mondo si aspetterà sempre di più. Non ci perdonerà errori, sviste e debolezze da esseri umani come gli altri.

Gli uomini la useranno come alibi per giustificarsi. Loro sono uomini, hanno le loro debolezze, le loro imperfezioni così sdoganate. Non è colpa loro, è che sono uomini.

Anche noi li giustificheremo spesso. E se dovremo scegliere qualcuno contro cui puntare il dito sceglieremo una donna. Perchè da lei, anche noi, ci aspettiamo sempre di meglio.

Stiamo attuando un meccanismo che ci sta incatenando in altri stereotipi altrettanto malati.

Le donne non sono migliori.

Ne esistono di stupide, immature, invidiose, scorrette.

Esattamente lo stesso vale per gli uomini.

Eppure su di noi tutto pesa il doppio.

Che siano doti positive o negative poco conta.

Questa è la disparità di genere che dobbiamo combattere riuscendo a definirci e valutarci sull’unica base dell’essere semplicemente individui.

Gloria Sacchi per MIfacciodiCultura

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