Il Giappone fluttuante: Hiroshige in mostra a Roma

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Ritorna a Roma, dopo l’ultima esposizione del 2009, l’artista Utagawa Hiroshige (Edo,1797-1858) proiettandoci nella magia del Giappone, un luogo fiabesco che ha sempre incantato il mondo Occidentale. I colori, le vedute e la lunga tradizione giapponese con tutta la sua sacralità così seducente, sono raccontati nella mostra Hiroshige – Visioni dal Giappone, dal 1 marzo al 29 luglio alle Scuderie del Quirinale, come un lungo viaggio, un cammino silenzioso nel Paese del Sol Levante.

Pensata per omaggiare l’anniversario dei 150 anni dei rapporti bilaterali Italia-Giappone, la monografica con circa 230 opere – alcune anche inedite che per la prima volta lasciano gli Stati Uniti – si articola in 10 sale come tappe di un itinerario completo. Le iniziali xilografie dell’artista, esercizio sui ritratti della popolazione, fanno da preludio ai suoi più famosi capolavori: le vedute delle stazioni di posta del Tokaido e Kisokaidole principali vie di comunicazione che collegavano Edo, quella che oggi si chiama Tokyo, a Kyoto. Hiroshige trasforma la natura ed il paesaggio nel soggetto principale delle proprie opere, disegna luoghi reali, le strade che portavano all’antica capitale, apprezzati e riconosciuti da tutti tanto da trasformarsi come antiche cartoline in ricordi che ogni viaggiatore voleva portare con se, o come meta da raggiungere e visitare. Sembrano schizzi immortalati dagli occhi di un esploratore che non si lascia sfuggire nessun dettaglio, sia della strada che passava dalla costa sia della strada che fronteggiava le montagne. Il suo sguardo fotografico è un tratto innovativo del linguaggio artistico dell’epoca.

Gufo su un acero sotto la luna piena, 1832

Non mancano i protagonisti di questi luoghi, i samurai con le loro spade e pose minacciose, gli uomini affaccendati dalla routine quotidiana, i lavoratori delle risaie, e addirittura prostitute in attesa di accogliere i clienti nelle locande. Il Giappone reale, dell’Ottocento, che fuoriesce dal tratto di Hiroshige è “fluttuante”, un immaginario vivo, naturale, dal movimento lento che esplode in tutta la sua bellezza proprio come l’Hanami, la caratteristica fioritura dei ciliegi. Attraversando le sale ci vien voglia di partire, osservando tutte le tappe del percorso intimo e stilistico dell’artista, perché la sensazione che si avverte è quella di un Paese rimasto integro, come è stato raccontato, che aspetta solo di essere scoperto. Nelle vedute successive, di luoghi lontani, possiamo immaginare l’atmosfera che si respira attorno ai luoghi sacri e celebri, come nelle visioni del monte Fuji, dal formato verticale, lungo e stretto.
Hiroshige fu considerato già dai suoi contemporanei, infatti, come grande innovatore e pittore moderno. Scelse in alcune opere l’asimmetria compositiva e un formato che influenzò gli artisti occidentali. Amava posizionare l’oggetto della sua attenzione in primo piano, pronto per essere osservato in ogni dettaglio, rilegando sullo sfondo i grandi tratti dei suoi monocromi.

Whirlpool at Naruto,1855

L’efficacia più di impatto del nuovo taglio prospettico ingigantiva e rendeva interessanti anche soggetti pittorici quali fiori, piante ed animali, che spesso Hiroshige accompagnava anche da versi poetici, che ne raccontavano la leggenda o il significato simbolico tradizionale che ne dava la sua cultura. Infine nell’ultima sala un’altra innovazione: le sue pitture su rotoli, commissionategli dai Clan, e i rari dipinti su seta che completano la produzione del “maestro della pioggia e della neve“.
Vi invito a farvi avvolgere dalla profonda serenità ed armonia che traspare da ogni opera dell’artista giapponese, dai colori vivaci e dai dettagli di una fiaba moderna, a viaggiare con la fantasia all’interno della vita, delle tradizioni e dei divertimenti popolari del Giappone fluttuante di Hiroshige.

Hiroshige – Visioni dal Giappone
A cura di Rossella Menegazzo e Sarah E. Thompson
Scuderie del Quirinale, Roma
dal 1° marzo al 29 luglio 2018

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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