Nuova apertura per il campanile di San Celso a Milano

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Complesso di San Celso

Artspecialday prosegue la sua missione nel farvi esplorare, anche virtualmente, i luoghi di cultura e di arte che caratterizzano le belle città italiane. Questa volta ci troviamo a Milano, che tanto ha da offrire e da mostrare, al di là delle sue effimere caratteristiche commerciali. Infatti, se spesso si fa riferimento al capoluogo meneghino per le sue attrazioni museali o espositive, lo si fa per far riscoprire le sue bellezze culturali e turistiche anche attraverso gli angoli nascosti della città, per ridare vita al centro storico che merita di essere visitato nelle sue vie e nelle sue sfaccettature. Obiettivo da parte del Comune e delle istituzioni culturali milanesi è dunque proprio quello di regalare angolature di bellezza e di sorpresa anche laddove non ce lo si aspetta, tra una pausa caffè durante la giornata in ufficio o le lezioni universitarie nelle zone del centro.

Una nuova apertura – così come lo è stata per la Ca’ Granda – per il campanile di San Celso, adiacente al Santuario di Santa Maria dei Miracoli, in Corso Italia. La basilica è una delle chiese più storiche di Milano, dallo stile romanico e risalente all’incirca all’anno Mille; è situata in una zona rappresentativa, dove sono stati martirizzati San Nazzaro e San Celso, appunto, le cui ceneri furono collocate presso la Basilica di Sant’Ambrogio. Il suo campanile con centoventi gradini da percorrere – punto focale della visita – è il più antico della città. Una leggenda, o meglio un’usanza, è legata a San Celso: il fatto che le giovani spose salissero fino in cima al campanile per osservare la città dall’alto (a ben trenta metri d’altezza) e per depositare un bouquet di fiori, emettendo dei sospiri, pensando alla loro storia d’amore appena cominciata. Una sorta di rito, quello delle spose: un gesto scaramantico per augurarsi la felicità, per richiedere un po’ di fortuna, ma anche un gesto simboleggiante la preghiera e la fede di giovani donne, che affidavano a Dio il loro futuro. Ognuna con la sua storia personale e le sue emozioni saliva quei gradini: chissà cosa pensava durante il tragitto, quale desiderio passava per la sua testa. Non casualmente in riferimento a questa usanza, in città questo sito è conosciuto come il Campanile dei sospiri.

Grazie al restauro e alla nuova apertura sono ora possibili visite guidate di tre quarti d’ora ciascuna, con personale formato che racconti le vicende storiche e artistiche della basilica e del campanile stesso. Turisti o cittadini milanesi, o semplicemente fuori-sede o pendolari, può essere un’occasione di conoscenza da non sottovalutare – a maggior ragione che le visite sono prenotabili durante i weekend e alla sera. Sicuramente, la vista mozzafiato di Milano, una volta raggiunta la cima, è una conquista e una soddisfazione, che fa assumere una prospettiva diversa di osservazione di una città che abitiamo o frequentiamo abitualmente. Proprio la vista della città dall’alto, con un po’ di immaginazione, può far pensare a tutto quanto il campanile dei sospiri ha visto passare tra le sue mura: figure di spose, di santi, di cavalieri, o semplicemente di fedeli e passanti, che per motivi diversi si recavano in quest’area di Milano. La basilica di San Celso ha attraversato il Medioevo, l’età moderna e l’età contemporanea, e per certi versi sembra essere stata dimenticata. Allora è giunto il momento di ripagare questa vista, questa sintesi della storia milanese, e riaprire al grande pubblico un luogo che appartiene a chi per questa città vuole il meglio.

Campanile dei Sospiri – Corso Italia 37, Milano
Dal 24 marzo 2018, per iniziativa di MilanoCard

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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