Street Art: il nuovo Rinascimento fiorentino

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La Street art è una corrente nata negli anni ’80 negli Stati Uniti, arrivata solo alle soglie del 2000 nelle più importanti città europee: Londra, Milano, Berlino, Madrid. Nasce come “denuncia” su importanti tematiche quali il pacifismo, la libertà sessuale, la presa di coscienza, la guerra e l’antiproibizionismo. Quando comincia ad essere presa sul serio, iniziando ad affermarsi come vera forma d’arte, le tematiche diventano più leggere ed i principi, non più tradizionalmente di denuncia, diventano meno impegnativi: si possono trovare graffiti e murales che ritraggono i Beatles (Milano) o disegni dalla chiara ispirazione pop o avanguardista. È proprio da questo settore che  nascono alcuni grandi nomi dell’arte contemporanea; Christo, Keith Haring, Jean Micheal Basquiat.

È spesso considerata una “sotto-categoria” dell’arte: certo, oggi rispetto a pochi anni fa c’è meno pregiudizio al riguardo, ma molti sono i perbenisti che ancora ritengono che inondare di colore muri e saracinesche sia un reato e che a commetterlo siano vandali. Sicuramente è bene precisare che in alcuni casi, purtroppo, è proprio così, ma, non è particolarmente difficile distinguere un’opera di street art da un atto vandalico. Lo sanno bene sempre più le amministrazioni  di città importanti, che hanno deciso di “creare” apposite aree – neanche troppo in periferia – per dare spazio ad una delle correnti artistiche più recenti e discusse; lo hanno fatto Roma, Bologna o Milano, alle quali da oggi si aggiunge un’inaspettata Firenze.

La capitale del Rinascimento addirittura mette online, sul sito ufficiale del comune, la mappa dei luoghi (circa una cinquantina!) in cui è possibile disegnare con stencil, bombolette spray e affissioni di varia natura.

Quello che colpisce è che i luoghi indicati sono tutt’altro che marginali; ci sono le saracinesche messe – consapevolmente – a disposizioni da molti negozianti, ci sono le mura della stazione, i sottopassi delle Cure e di piazza Alberti; non mancano poi percorsi tematici all’interno del parco delle Cascine e in piazza Nannotti.

Un nuovo modo insomma di approcciare questa forma artistica che, ammettiamolo, contribuisce anche al decoro della città. La street art è colore, allegria, trasformazione e per dirlo in termini urbanistici, riqualificazione. Trovare del colore dove prima c’erano solo mura grigie e tristi, dare possibilità a giovani artisti di esprimersi e farsi conoscere, intrattenere turisti e soprattutto offrire una finestra sulla contemporaneità in una città in cui ogni angolo ricorda il Rinascimento, è tanto di guadagnato per Firenze.

Nel capoluogo toscano si respira un’atmosfera magica; passando in alcuni incantevoli angoli della città, magari accompagnati da un abitante del luogo con il caratteristico accento, sembra veramente di respirare l’aria di Dante, Da Vinci, Brunelleschi. Ma è pur sempre vero che siamo nel 2000 e la generazione 2.0 è arrivata anche qui. E allora, come alcuni giornali locali hanno intitolato, per Firenze questa ondata di modernità, colore e anticonformismo, potrebbe essere un vero e proprio nuovo Rinascimento. 

Questo è quello che avviene in alcune zone d’Italia, ma il percorso è purtroppo ancora lungo per riuscire a  mettere tutti d’accordo su questo tema. La street art dovrebbe essere regolarizzata in tutte le città e al contempo, gli artisti dovrebbero sempre rispettare i luoghi a loro appositamente dedicati. La street art – quella vera –  è arte sotto ogni punto di vista; come si può vietare l’arte?

Ilenia Carbonara per Mifacciodicultura

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