#ArtSpecialUNESCO – I Siti palafitticoli preistorici nell’arco alpino

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Tra i siti patrimonio dell’umanità presenti in Italia ce ne sono alcuni più conosciuti (pensiamo al Centro Storico di Roma, alla Reggia di Caserta, alla Valle dei Templi di Agrigento o al Cenacolo di Leonardo Da Vinci) e altri meno conosciuti (ad esempio l’insediamento industriale Crespi d’Adda o il Monte San Giorgio. Tra questi ultimi di certo dobbiamo considerare anche quello di cui abbiamo deciso di parlare questa settimana, ovvero i Siti palafitticoli preistorici nell’arco alpino, patrimonio dell’umanità dal 2011.

Palafitta del sito preistorico del Lago di Varese in Lombardia

Primo dato da tenere in considerazione: come il Monte San Giorgio, le Foreste primordiali dei faggi e la Ferrovia Retica, anche il sito UNESCO di questa settimana ha carattere transnazionale. I 111 siti palafitticoli più noti tra i 1000 rinvenuti sono, infatti, dislocati lungo tutto l’arco alpino trovandosi contemporaneamente nei diversi Stati europei dell’Italia, della Svizzera, della Austria, della Francia, della Germania e della Slovenia.

Databili tra il 5000 ed il 500 a.C. i siti palafitticoli in questione rappresentano un’eccezionale testimonianza di insediamenti umani della preistoria raccontandoci molto della civiltà europea vissuta tra l’età neolitica e l’età del bronzo e del rapporto che i nostri antenati intrattenevano con il territorio.

Ubicate lungo i corsi dei fiumi o in prossimità di laghi, le palafitte, costruite con materiali provenienti dalla natura e dunque biodegradabili, conservano ancora oggi straordinariamente la loro integrità. In Italia, 19 sono le aree archeologiche che ospitano le palafitte della preistoria, localizzate nelle Regioni della Lombardia, del Veneto, del Piemonte, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino – Alto Adige.

Affascinanti risultano allora le capanne di paglia e altri materiali ecologici che, poggiate su piattaforme in legno, sono sorrette da pali issati nel fondo o nella riva dei fiumi, per lo più in ambienti paludosi. Tutte abbastanza simili tra loro, le palafitte dell’arco alpino si differenziano per le tecniche di costruzioni utilizzate per realizzarle e variano le loro forme in funzione del terreno su cui furono edificate. Si può quindi distinguere la tipologia della palafitta su bonifica, che poggia su terreno asciutto, dalla palafitta aerea, eretta su esili strutture immerse nell’acqua.

Villaggio dell’età del bronzo, presente in Germania e sito UNESCO dal 2011

Secondo l’UNESCO «la serie dei villaggi palafitticoli è una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l’Età del Bronzo in Europa in generale e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare» (IV criterio d’iscrizione).

Stando invece al V criterio d’iscrizione «la serie dei siti palafitticoli ha fornito una visione straordinaria e dettagliata sull’assetto insediativo e territoriale delle comunità preistoriche tenuto conto del fatto che le prime società agrarie lacustri hanno vissuto nelle regioni alpine e subalpine per un periodo di circa 5000 anni. Le testimonianze archeologiche individuate hanno permesso una conoscenza unica del modo in cui queste società hanno interagito con il loro territorio grazie alle nuove tecnologie e, ugualmente, a fronte dell’impatto dei cambiamenti climatici».

Insieme all’arte rupestre della Val Camonica in Lombardia, primo sito italiano ad essere stato iscritto nella World Heritage List nell’anno 1979, i Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino ci raccontano dell’evoluzione dell’uomo in un periodo temporale molto esteso (dal 10.000 fino al 500 a.C. circa) dandoci la possibilità di fare luce sul modus vivendi delle società europee vissute lasso di tempo intercorrente tra l’età della pietra e l’età del ferro.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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