Laurence Sterne: il viaggio esemplare e sentimentale

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Laurence Sterne (Clonmel, 24 novembre 1713 – Londra, 18 marzo 1768) fu autore britannico settecentesco. Se il suo nome probabilmente non ci dice nulla, di certo non si può dire lo stesso riguardo il fenomeno letterario cui è legato: la nascita del romanzo della modernità, evento fondamentale che segna il destino della cultura occidentale. In Inghilterra in fenomeno si sviluppò in maniera più rapida e accattivante che in Italia, ancora legata, a quel tempo, all’imitazione della tradizione passata.
51t0oqez0BL._SX312_BO1,204,203,200_Nel pieno del XVIII secolo hanno successo non solo i romanzi realistici e d’avventura alla Robinson Crusoe diDaniel Defoe, ma anche i filoni filosofici e satirici perseguiti da Voltaire, Montesquieu, Swift, e la linea umoristico-sperimentale di Sterne.

Laurence nasce in Irlanda, patria della madre, nel 1713. Intraprende la carriera ecclesiastica nel 1738 sostanzialmente per assicurarsi buone risorse economiche. Tre anni dopo, con fortuna, diventa vicario presso la Suttan on Forest Church e vi rimane per vent’anni. A causa dei numerosi impegni precedenti, la sua carriera letteraria comincia piuttosto tardivamente, anche se fin da giovane Sterne aveva mostrato interesse per la scrittura, già prettamente giornalistica, polemica e sarcastica.

Le opere che gli portano successo sono due: Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo e Viaggio sentimentale (A Sentimental Journey through France and Italy). I primi due volumi del primo romanzo sono editi nel 1760 e gli altri sette nei sei anni seguenti. Con la pubblicazione di questi scritti Sterne si pone soprattutto un obiettivo: desacralizzare il genere canonico del romanzo realistico. Avendo letto Montaigne, Cervantes e i grandi della letteratura e della filosofia, Sterne può concedersi molte libertà di scrittura, ottenendo comunque l’effetto sperato. Distrugge la figura dell’eroe tradizionale, dal momento in cui Tristram Shandy è di fatto un romanzo che procede per associazione di idee, senza seguire il normale intreccio della trama.

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Laurence Sterne

Riguardo a A Sentimental Journey, edito nel 1768, in primo luogo fondamentale è la tecnica: il racconto di un viaggio sotto forma di diario. Infatti Sterne, a causa della sua salute molto precaria e di gravi disturbi, viene invitato ad allontanarsi dal suo paese e così intraprende insieme alla moglie un viaggio in Europa. Ciò che spicca del romanzo è la sua contemporaneità: ci troviamo in pieno Settecento, l’epoca la cui fine traboccherà nel sublime e nel romantico. Sterne ci fa capire quanto conti il sentimento ancor più della ragione davanti alla bellezza di un paesaggio. La chiave sta nella contemplazione del paesaggio, nella sua ammirazione prima che nella sua comprensione materiale. Tutta questa commozione è espressa grazie all’alter-ego dell’autore, un certo Yorick.
Ugo Foscolo tradurrà in italiano nel 1813 questa famosa opera di Sterne, pubblicandovi in appendice Notizia intorno a Didimo Chierico, parodia letteraria proprio di A Sentimental Journey. In tale breve testo Foscolo si prefissa il proposito di creare una nuova immagine di sé, alternativa a quella presente nelle Lettere di Jacopo Ortis. Il vezzo che utilizza è lo stesso che riprenderà Manzoni per la redazione dei Promessi Sposi: finge di attribuire al suo personaggio la paternità della traduzione, e da ciò coglie l’occasione per raccontare la storia.

Il viaggio che Laurence Sterne compie in Italia è uno dei molteplici casi che indica l’esemplarità culturale, storica e paesaggistica del nostro paese. Non casualmente nel Settecento, tra neoclassicismo e romanticismo, si fa strada la riscoperta della bellezza classica, di cui le città d’arte italiane sono ricche. Basti pensare agli scavi di Pompei ed Ercolano che riportarono alla luce i tesori archeologici dell’antichità della Magna Grecia: proprio questi ritrovamenti fungeranno da ispirazione per la creazione della teoria del Bello Ideale di Winckelmann, archeologo e studioso della classicità. Egli, brevemente, sostenne che la bellezza antica fosse di “nobile semplicità” e di “quieta grandezza”, di cui solo i Greci erano capaci. Questo è uno dei motivi per cui i grandi intellettuali come Sterne sono spinti a visitare il paesaggio italiano.

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Villa Adriana, Tivoli

Ad esempio Goethe scriverà una raccolta di lettere intitolata Viaggio in Italia nel segno della classicità, fuggendo in Italia, appunto, a causa di un momento privato difficile della sua vita, alla fine del quale giungerà ad un’importante maturazione personale. In particolar modo l’autore tedesco rimane colpito dalla grandiosità di Roma, vista come un mondo in cui è facile smarrirsi, eppure come un universo da capire nel profondo per coglierne la parte migliore.

Perciò, dopo tutto questo, l’Italia nel Settecento appare più di una semplice meta di viaggio. L’Italia è il culmine del viaggio, è la metafora della bellezza e della ricerca per tutti i letterati del tempo che si cimentano verso nuovi orizzonti. Grazie alla nostra cultura questi uomini si sentono ancor più cosmopoliti, uomini di mondo. Tutto questo, attualmente, dovrebbe farci piacere, anche se non è un concetto così banale come potrebbe sembrare. Perché il nostro paese ha enormi potenzialità che gli intellettuali del passato capivano e valorizzavano, e sarebbe fantastico se questo, oggi più che mai, continuasse ad avvenire in modo costruttivo e corretto. Perché l’Italia, sì, è un paese sentimentale.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. chiara dice

    Buongiorno, sto studiando per l’esame sul Viaggio Sentimentale di Sterne tradotto da Foscolo. Non mi è chiaro, a livello di contenuto, perché Yorick dovrebbe andare in Bastiglia (all’inizio del II volume). Non solo, ma cosa lo spaventa? Perché richiede a monsieur le comte de B*** una soluzione?

    Grazie mille,
    Chiara

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