Lezioni d’Arte – Il racconto della “nuova America” di John Sloan

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Six o’clock, winter,1912

Nell’arte di primissimo ‘900 in America la pittura è legata alla città e alla sua rapida trasformazione. Gli artisti dipingevano quello che sentivano, vedevano, quello che era reale. John Sloan (Lock Haven, 1871 – Hanover, 1951) cresce tra le fila degli illustratori, reporter giornalistici che scendevano in strada con il loro taccuino e annotavano con schizzi e disegni tutto ciò che osservavano. Una presa diretta della vita vera, concreta e reale del nuovo assetto urbano. Con la loro matita veloce ma soprattutto con una formidabile memoria, un gruppo di artisti come lui, rientrati nei loro studi elaborano quei disegni vivaci e raccontano sulla tela, trasformandosi in pittori, la vita moderna del continente americano.

La pittura americana fino a quel momento si era sempre basata sui paesaggi ed episodi di storia: campagne rurali, l’oceano, il lavoro nei campi dei contadini. Il pubblico a New York, unico centro vitale degli Stati Uniti dell’epoca, è però ben diverso. La città era diventata una metropoli con un brulicare di grattacieli, ponti, fabbriche e nuove costruzioni, e stava vivendo un vorticoso fenomeno d’immigrazione. Gli uomini che la abitavano erano ricchi borghesi ed operai che terminato l’orario di lavoro volevano godersi il tempo libero con i nuovi divertimenti che offriva la modernità. Quello che ci racconta John Sloan è proprio la nuova America, notturna, come non era mai accaduto prima. Locali per il gioco d’azzardo, gli incontri di boxe, la folla in strada a passeggiare sotto la luce soffusa dei lampioni, ballerine che fanno spettacolo, il caos vivace davanti ai banconi del bar o in tram. Un tema nuovo, realistico, quello della vita vera che sicuramente non sarebbe stato accettato nei Salon dell’Ottocento.

Sunday, Women Drying Their Hair

Un gruppo di artisti ed amici insieme a John Sloan, George Luks (1867-1933), William Glackens (1870-1938) ed Everett Shinn, si era trasferito a New York dalla Pennsylvania dove lavoravano nelle redazioni giornalistiche dei quotidiani locali. Sono tutti autodidatti, si avvicinano all’arte come conseguenza naturale della loro attenta osservazione. Si riuniscono nello studio di Robert Henri (1865-1929) a New York e danno vita ad un nuovo movimento artistico americano, a metà fra l’impressionismo e il realismo. Il primo direttore del MoMA Alfred Barr chiamerà John Sloan ed i suoi amici i pittori dell’Ashcan school, la scuola del cesto della spazzatura, facendo riferimento alle tematiche intraprese dal gruppo fino a quel momento mai approfondite perché considerate di basso livello. Il loro è un nuovo modo di raccontare la città partendo dal basso, dai suoi abitanti spesso immigrati, poveri o lavoratori affaticati. Protagonisti di molti quadri sono piccoli adolescenti afroamericani che vendono giornali per strada invece di andare a scuola o bulli di quartiere che nelle zone più periferiche della città creano disordine. Ma anche donne nell’intimità delle proprie stanze, ristoranti, parchi, la vita di un lavoratore di porto.

The picnic grounds, 1907

John Sloan è il più divertente di tutta l’Ashcan school, perché assume un linguaggio popolare, diretto, fortemente legato all’illustrazione. Nelle sue opere si avverte quel suo senso di vicinanza per ogni tipo di classe sociale, dai borghesi che omaggia ritraendoli durante le feste, alle donne che asciugano panni e capelli al vento, sui tetti dei palazzi americani, fino ad arrivare ad ogni tipo di lavoratore che mostra semplice ed umile. Sloan vuole che l’arte sia vicina al giornalismo, che dia voce a tutti, soprattutto ai più deboli. Per questo la sua arte è così vera, un racconto sincero intriso di ideologia socialista. McSorley’s Bar (1912 – immagine di copertina), forse la sua tela più emblematica, è la ripresa dell’interno di una celebre taverna irlandese nel cuore di New York, nell’odierna zona dell’East Village a Manhattan. Era un bar per soli uomini con cimeli storici appesi alle pareti e la presenza di chi, dopo le fatiche quotidiane del lavoro, voleva rifugiarsi tra amici a bere e a chiacchierare liberamente, qualcuno spesso anche a fumare la pipa.

L’entusiasmo con cui questi pittori ritraggono la “nuova America”, questo gruppo di artisti indipendenti, contro l’accademismo tradizionale, contribuisce a creare uno stile autoctono americano imponendo il presente come soggetto artistico.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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