“#quellavoltache”: dall’hashtag al libro, storie di donne e di violenza

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#quellavoltache – Storie di molestie

Una settimana fa si è celebrata la famigerata data dell’8 marzo. Una ricorrenza che non si sa se sia meglio apprezzare, detestare, annullare; una ricorrenza che crea scompiglio solo per il fatto che esiste. Pur non essendo questa la giusta sede per fare da moralizzatori sulla Giornata Internazionale della Donna, tuttavia a volte bisogna guardare ai fatti, che purtroppo esistono e aumentano sempre più, provocando dolore e turbamento. Questi fatti, riguardanti la violenza subita dalle donne, sono stati raccolti recentemente grazie all’hashtag #quellavoltache, lanciato qualche mese fa sui social network, e,da questa iniziativa,  sono nate delle storie che Manifesto Libri ha deciso di pubblicare, previa selezione di tutti i messaggi inviati dalle interessate che ne hanno autorizzato la pubblicazione. Dunque, questo è #quellavoltache – Storie di molestie, un libro nato da un coro di voci femminili (per la precisione 285), da una necessità comune di donne più o meno giovani che vogliono sentirsi ascoltate, comprese.

La reazione più immediata di fronte a storie di questo genere è lo sdegno, il ribrezzo per le offese che esseri umani hanno affrontato, in maniera più o meno crudele, volgare. La reazione successiva però è di timore, paura, sconforto. Perché si deve sempre sperare che #quellavoltache non spetterà mai a noi raccontarla. Eppure, ci verrà comunque in mente #quellavoltache eravamo sul treno una domenica sera quando nelle carrozze adiacenti alla nostra non c’era anima viva; che stavamo camminando per caso per strada da sole in una città che non frequentiamo abitualmente e ci sembrava che qualcuno ci osservasse; che una determinata persona ci ha fatto un complimento sgradevole che non ci aspettavamo. Le insidie sono più o meno pesanti, ma non per questo meno invadenti. Tutto può darci fastidio se lede la nostra coscienza, la nostra privacy, il nostro corpo. E soprattutto, le persone innocenti e oneste che meritiamo di essere.

Il libro in questione non parla di donne che spiccano nel panorama dello spettacolo,come quelle che hanno avuto a che fare coll’acclamato caso mediatico Weinstein, di cui si è parlato forse anche troppo. Le donne, stavolta, sono quelle della vita comune, sono come noi : lavorano in ospedale, nelle scuole, nelle aziende, nelle redazioni di un giornale. Oppure, addirittura, sono ragazze così giovani che hanno subito molestie in università, al primo colloquio di lavoro, durante una lezione di guida. I casi possono essere molteplici e più che sfaccettati. Ognuno diverso dall’altro, ognuno drammatico allo stesso modo.

I guadagni delle vendite saranno devoluti alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, un luogo di per sé simbolico come istituzione storica della capitale dove molte associazioni cooperano tra loro per rendere questo ente il più efficiente possibile. La Casa si adopera grazie alle donne, con le donne e per le donne, combattendo per la loro salute e la tutela della maternità, per i loro diritti in ambito civile, lavorativo e politico. E tutto questo promuovendo la cultura del rispetto, contro la violenza di genere. Proprio per tutto questo, #quellavoltache è dedicato a loro, con l’invito di andare avanti, ogni giorno. Sempre.

Ero nel suo studio e lui mi stava offrendo un contratto. Non avevo esitato un attimo quando mi aveva invitata: mi fidavo del suo ruolo, della sua fama, non sospettavo niente.

tratto da uno dei messaggi della raccolta

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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