“Il Padrino”: la saga cult firmata Francis Ford Coppola

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Il 15 marzo 1972 usciva nelle sale il primo dei tre film che costituiranno la saga de Il padrino. The Godfather è stato girato da Francis Ford Coppola, così come Il padrino – Parte II del 1974 e Il padrino – Parte III del 1990. La trilogia è stata ispirata all’omonimo romanzo di Mario Puzo (1920 – 1999) pubblicato nel 1969.

Marlon Brando, vincitore del Premio Oscar come miglior attore, è stato il protagonista della prima pellicola insieme ad altri interpreti di livello internazionale. Tra questi: Al Pacino, Robert De NiroRobert Duvall e Diane Keaton.

Il padrino è ambientato a New York nell’immediato dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e la metà degli anni ’50. Brando interpreta don Vito Corleone, capo di una pericolosissima famiglia mafiosa. Il boss rimane vittima di un attentato da parte di un clan rivale e suo figlio Michael Corleone, interpretato da Al Pacino, comincerà a intraprendere l’ascesa che gli consentirà di diventare il nuovo padrino. Don Vito è un immigrato siciliano che gestisce un giro illegale di gioco d’azzardo. Dopo il matrimonio della figlia Connie, il capo famiglia riceve un noto trafficante di droga che si fa chiamare ”Il turco”. Quest’ultimo gli chiede protezione e sostegno economico per ampliare il proprio traffico: Corleone non accetterà la proposta e scoppierà una faida tra le due famiglie a cui proverà a trovare rimedio il figlio Michael. Egli ucciderà ”Il turco” e per evitare di essere arrestato o ucciso a sua volta, si trasferirà in Sicilia.

Dopo la morte di Santino, il figlio maggiore, don Vito convocherà una riunione cercando di mettere fine a questa guerra. La pellicola si conclude con i preparativi per la partenza per il Nevada, luogo in cui il mercato del gioco d’azzardo si sta espandendo velocemente.

Il padrino – Parte II è il sequel del primo film, vincitore di cinque Golden Globe e soprattutto di sei Premi Oscar: miglior regia (a Coppola), miglior sceneggiatura non originale (a Coppola e Puzo), miglior film, miglior scenografia, miglior colonna sonora e miglior attore non protagonista a Robert De Niro.

Tieniti stretti i tuoi amici e i tuoi nemici ancora più stretti. 

Il padrino – Parte II

Queste sono le parole che Michael Corleone rivolge, in una celebre scena, a Frank Pentangeli, appartenente ad un pericolosissimo clan rivale.
La pellicola  del secondo capitolo de Il Padrino parte dall’infanzia di don Vito, interpretato da Robert De Niro, in una New York dei primi anni del Novecento e ne racconta gli esordi nel mondo criminale. Egli, durante gli anni Cinquanta, lascia il comando della famiglia al figlio Michael, che scamperà ad un attentato e cercherà di incastrare il presunto attentatore. Il nuovo boss però arriverà a scoprire che nel tentato omicidio è immischiato il fratello Fredo. Nel mezzo della vicenda Michael dovrà anche affrontare un processo in cui un pentito testimonierà inizialmente contro di lui, ma grazie ad un ricatto gli farà cambiare idea. Il film finirà malinconicamente con il nuovo boss che si ritirerà in una casa sul lago, lasciato solo dalla moglie, continuando a pensare alla propria infanzia vissuta col fratello.

Ventidue anni dopo il film che ha aperto la saga, esce nelle sale Il padrino – Parte III: negli anni ’70 M. Corleone (Al Pacino) si ritrova invecchiato e adotta Vicent, il figlio illegittimo del fratello Santino (chiamato anche Sonny) poiché deve trovare un successore. Il comando della famiglia passa quindi a suo nipote, interpretato da Andy Garcia. Nel film si fa riferimento anche all’episodio della morte di Papa Luciani (28 settembre 1978).

La trilogia si chiude con la morte di Michael Corleone enfatizzata in sottofondo dalle note della Cavalleria Rusticana.

Il padrino – Parte III

Francis Ford Coppola mette in scena dei gangster movie con l’obiettivo di fornire un insegnamento morale. Racconta il prototipo del delinquente, che poi finirà comunque per soccombere, come a voler mettere in guardia gli uomini dall’essere attratti da strade sbagliate. Coppola non segue le linee guida dettate da Hollywood e utilizza un tipo di regia talmente differente che la potente industria cinematografica cercò di mettere le mani sul promettente progetto per stravolgerlo imponendo come interprete nel ruolo del padrino Robert Redford al posto di Marlon Brando.

Don Vito rappresenta la vecchia mafia ed i suoi interessi che stanno per essere surclassati dal nuovo commercio della droga mentre Michael Corleone è colui che lavora dietro le quinte per divenire il padrino del futuro e che saprà rivoluzionare il concetto di mafia nella terza parte. Egli, rimanendo all’inizio nell’ombra, tesse una rete mafiosa partendo dal basso, ma il suo lavoro verrà sopraffatto dall’ira e dall’avidità con cui desidera accaparrarsi il potere totale a tutti i costi. Verrà punito dalla solitudine morendo solo in modo differente rispetto a quello che ci si sarebbe aspettati da un uomo potente.

Francis Ford Coppola, dunque, rappresenta un comune dramma famigliare spacciandolo per un gangster movie.

Mino Guarini per MIfacciodiCultura

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