Collezionismo ed evasione fiscale: sequestrate 65 opere d’arte

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Un’operazione della Guardia di Finanza di Vicenza ha portato al sequestro di sessantacinque opere d’arte contemporanea per un valore totale di 1,9 milioni di euro.

C’è chi con la crisi cerca di sopravvivere come può inventandosi i lavori più disparati e c’è chi invece decide di evadere il fisco intraprendendo un commercio illecito di opere d’arte. Questa è stata la scelta di una coppia di coniugi residenti sull’Altopiano di Asiago (Vicenza), lui, la mente dell’organizzazione, un ex imprenditore fallito. I due all’apparenza sembravano condurre una vita piuttosto modesta ma con la passione per l’arte ed il collezionismo. Era proprio grazie alla vendita di alcune opere della propria collezione che, stando a ciò che l’uomo dichiarava, la famiglia si sostentava. La realtà era però ben diversa: da anni i due avevano intrapreso una vera e propria attività commerciale illegale di compravendita di opere d’arte mascherata da hobby, che una volta smascherata è  costata alla coppia piuttosto cara. La proficua attività dei due coniugi non è però passata inosservata alla Guardia di Finanza di Vicenza che seguiva da tempo i loro movimenti finanziari e dopo accurate indagini ha scoperto la frode.

La coppia, che al fisco risultava essere nullatenente, aveva un patrimonio di circa 14 milioni di euro. Pare, infatti, che tale attività andasse avanti dal 2013 e che nulla fosse stato mai dichiarato al fisco. Ad insospettire gli investigatori è stato lo stile di vita dei due coniugi che non risultava essere per niente modesto ed in linea con la loro dichiarazione dei redditi, e i numerosi accrediti di ingenti somme di denaro, derivanti appunto dal commercio di opere.

Dietro alle vendite si nascondeva un articolato sistema di evasione fiscale: le opere d’arte di proprietà dell’indiziato venivano custodite in alcuni magazzini a Verona, mentre alcune somme di denaro ricavate dal commercio illegale venivano accreditate su conti correnti intestati ad altre persone complici, così da non insospettire le autorità. L’uomo infatti si definiva un collezionista, e giustificava le entrate a suo favore come il tornaconto della cessione di alcuni pezzi unici del suo patrimonio di famiglia, che era costretto a cedere per far fronte ad una situazione economica non propriamente rosea.

Sembrava filare tutto liscio e i due risultavano così insospettabili, ma dietro a quello che poteva sembrare un semplice hobby c’era una precisa organizzazione Le opere erano accuratamente imballate e riposte in scaffali all’interno dei magazzini veronesi, con tanto di catalogazione e stima del valore fatta dal commerciante stesso. I galleristi interessati alla vendita di una delle opere venivano accompagnati da persone incaricate dal titolare per la consegna e il ritiro della stessa.

Le opere d’arte sequestrate preventivamente dalle Fiamme Gialle di Vicenza portano la firma di famosi artisti contemporanei internazionali come Emilio Vedova, Anish Kapur, Arnaldo Pomodoro, Yang Fudong, Ugo Rondinone. Opere che, nel caso in cui il procedimento penale si chiudesse con la condanna dell’indagato, saranno confiscate definitivamente.

Chissà se il gioco ne è valso la candela!

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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