Digitalizzazione e diffusione degli archivi fotografici di Milano

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La fotografia è l’occhio della memoria. Da qui l’importanza degli archivi fotografici: per questo Fondazione Fiera con Triennale di Milano e Afip International (Associazione italiana fotografi professionisti) si propongono, uniti, di creare l’archivio degli archivi della città di Milano. Le intenzioni sono quelle di acquisire da due a tre archivi ogni anno, digitalizzarli e costituire un progetto informatico che li possa rendere fruibili in tutto il mondo. Giovanni Gastel, presidente di Afip, ha dichiarato: «Non credo esista momento più devastante per un essere umano e per una società che lo svanire della memoria». Non possiamo che concordare e riflettere sulla suddetta affermazione.

1966. La sezione di un alternatore costruito dalla ercole Marelli in esposizione alla Fiera Campionaria

In Italia sono ancora troppi gli archivi di fotografi che vanno persi. Il grande valore della fotografia comprende la sua capacità di essere testimone di un tempo catturandone l’essenza visiva a livello culturale e sociale. Nell’epoca dei big data abbiamo l’illusione che tutto possa essere conservato in eterno grazie alla memoria digitale, ma senza una coscienza collettiva del patrimonio culturale e l’attenzione per la conservazione che ne deriva, l’archiviazione digitale risulterebbe non avere alcun senso. La volontà di conservare il processo creativo di un artista prevede che ogni archivio rifletta sulla tutela, sulla conservazione e sulla valorizzazione dei documenti in suo possesso. L’archivista deve adottare metodi oggettivi e sistematici nel catalogare le opere di un artista, e la digitalizzazione è un passo successivo alla creazione dell’archivio fisico. In senso lato essa contribuisce alla più ampia fruizione dell’opera di un artista.

L’archivio di un fotografo è, per sua stessa natura, un trait d’union fra storie diverse, un contenitore empirico di documenti, un luogo di fonti e idee. L’archivio è un luogo sia fisico che ideale in cui è fondamentale rispettare la natura creativa dell’artista o del fotografo di riferimento. Oltre a conservarne le opere infatti, è fondamentale possedere sezioni comprendenti rassegna stampa, emeroteca, biblioteca, fototeca, cineteca e la classica documentazione di varia natura (carteggi, contratti, inviti). È facile capire come la digitalizzazione di un intero archivio possa comprendere difficoltà tecniche a vari livelli, proprio perché la natura di un archivio d’artista possiede uno spiccato carattere empirico.

Il salone del ciclo

Riscoprire la fotografia, diffondendone i linguaggi, significa valorizzare le prese di posizione sul mondo, guardando a una storia scritta a regola d’arte. La digitalizzazione degli archivi fotografici si presenta così come una grande occasione di studio a livello culturale e sociale: sappiamo che la diffusione della cultura non può più prescindere dalla rete che, se ragionata in termini di diffusione collettiva, diventa potente strumento di conoscenza. Tutela e valorizzazione della fotografia vanno di pari passo con la riscoperta della memoria a più livelli: la storia scritta dalla fotografia è una storia fatta di sguardi e scorci proibiti dettati dall’occhio del fotografo.

Tre enti uniscono le loro forze per salvare il patrimonio inestimabile degli archivi fotografici: quella di Fondazione Fiera con Triennale di Milano e Afip International è un’iniziativa importante che vuole valorizzare il vivo terreno di confronto del mezzo fotografico fra prospettive storiche, sociali e culturali.

Alice Pini per MIfacciodiCultura

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