#ArtSpecialUNESCO – L’area archeologica della Valle dei Templi ad Agrigento

0 581

Per la cinquantunesima tappa del nostro tour attraverso i siti UNESCO presenti sul il territorio italiano, ci rechiamo oggi ad Agrigento la cui area archeologica è patrimonio dell’umanità dal 1997.

Panoramica dell’area archeologica della Valle dei Templi di Agrigento

Sul lato sud della Sicilia, a circa 200 km di distanza dalla nostra ultima meta, ovvero la città di Siracusa, collocata nell’omonima provincia, ci imbattiamo, quindi, nella Valle dei Templi agrigentina, eccezionale testimonianza dell’antica cultura classica. Fondata nel 580 a.C. dai coloni provenienti da Gela e da Rodi, la città di Akragas, come veniva anticamente chiamata l’attuale Agrigento, nacque come colonia della Magna Grecia raggiungendo il massimo del suo splendore nel V secolo a.C., sotto il dominio del tiranno Terone (488 – 471 a.C.) e poi successivamente nel corso del periodo democratico della città ovvero dal 471 al 406 c.C.

Saccheggiata dai Cartaginesi nel 406 a.C., Agrigento visse una nuova fase di pace e rinascita sotto lo stratega Timoleonte. Nel 210 a.C. venne conquistata dai Romani, ma Agrigentum (come venne soprannominata a seguito della conquista) cambiò presto il suo nome divenendo, nell’829 la Gergent o Kerkent degli Arabi e nel 1086 la Girgenti dei Normanni, nome quest’ultimo con cui la città venne chiamata fino al 1927.

La Valle dei Templi di Agrigento con i suoi 1300 ettari, si compone dei resti archeologici di ben dieci templi e di numerose altre strutture urbane dell’età antica, rappresentando una delle aree archeologiche più vaste e meglio conservate di tutto il mondo.

Tra gli ulivi centenari e i mandorli caratteristici di questa zona, si possono, dunque, osservare affascinanti monumenti ed edifici. Tra questi, oltre ai famigerati templi dorici (Tempio di Eracle, Tempio di Zeus, Tempio di Era, Tempio della Concordia, Tempio di Efesto, Tempio di Atena, Tempio di Asclepio, Tempio di Demetra, Tempio di Dioscuri, Tempio di Iside), anche i resti della città ellenistica e punico – romana, ma anche l’Agorà, il Bouleuterion, l’Ekklesiasterion, l’Oratorio di Falaride e il Gymnasium, i resti delle mura fortificate con le nove porte (risalenti al VI secolo a.C.), le necropoli pagane e cristiane, le basiliche paleocristiane e le opere idrauliche (fitta è rete di acquedotti sotterranei).

Resti del Tempio di Dioscuri, nella Valle dei Templi ad Agrigento, sito UNESCO dal 1997

Undici anni fa l’UNESCO ha riconosciuto a questo meraviglioso sito archeologico il valore di patrimonio dell’Umanità. La Valla Valle dei Templi è stata, dunque, considerata meritevole di essere inserita nella World Heritage List in quanto rappresenta «un capolavoro del genio creativo dell’uomo» (I criterio); mostra «un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio» (II criterio); rappresenta una «testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa» (III criterio); costituisce «un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana» (IV criterio).

Con l’area archeologica della Valle dei Templi di Agrigento abbiamo quasi esaurito la lista dei patrimoni dell’Umanità presenti in Sicilia: con il Monte Etna, la città di Siracusa, le città tardo-barocche del Val di Noto, con Palermo arabo-normanna, la Villa del Romana del Casale a Piazza Armerina e le Isole Eolie, la Sicilia è tra le regioni d’Italia con il più elevato numero di siti UNESCO.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.