La “Gioconda” va in tournée: lascia il Louvre per vedere il mondo

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Il Louvre di Parigi

Se una volta erano solo le band ad andare in tour, adesso lo fanno anche i capolavori dell’arte. Ebbene sì, la Gioconda potrebbe lasciare il Louvre per partecipare alla sua prima tournée. E se fino a poco tempo fa il binomio Gioconda-Parigi era indissolubile, ora le cose sembrano cambiate definitivamente. Infatti il ministro della cultura francese Françoise Nyssen ha sganciato una bomba mediatica che sta facendo ribollire gli animi di esperti e storici dell’arte: si permetterà alla Gioconda di andare di museo in museo nel mondo  per illuminare con la sua eterea bellezza i meandri oscuri dell’ignoranza culturale. Il primo museo candidato ad ospitare nelle sue sale il capolavoro vinciano è la filiale del Louvre a Lens, nel nord della Francia. Fine ultimo della Nyssen è quello di contrastare la segregazione culturale, facendo in modo che la Gioconda diventi un’opera itinerante.

L’idea del ministro sembra la solita ricetta popolar-radical-chic, ma potrebbe essere uno specchietto per le allodole. Infatti ora si legge Lens, ma sicuramente l’obiettivo non è certo quello di spostare la Gioconda di 200 km di distanza, due ore di macchina, per andare in un semplice capoluogo di provincia. La Gioconda, infatti, ha preso l’aereo solo un paio di volte nella sua lunga storia: la prima per sorvolare l’Oceano Atlantico e raggiungere gli Stati Uniti, grazie alla faticosa mediazione della moglie di un presidente americano, Jacqueline Bouvier Kennedy, e la seconda volta per volere dell’allora presidente francese Pompidou che la prestò ai Musei Nazionali di Tokyo.

Leonardo da Vinci, La Gioconda, 1503 – 1506

Secondo indiscrezioni, la Monna Lisa esposta al Louvre di Lens potrebbe segretamente essere solo la prima tappa di un tour della Gioconda presso le altre sedi del museo francese per arrivare infine al Louvre di Abu Dhabi. Infatti il 2019 sarà il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci e immaginate che colpo sarebbe vedere l’una accanto all’altro la Gioconda e il Salvator Mundi, acquistato per una cifra astronomica dall’erede al trono dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Alla faccia della cultura a portata di tutti! Sarebbe segregazione culturale bella e buona: la Gioconda riservata a pochi milionari!

Se questa ipotesi non è da scartare o sottovalutare, la Nyssen non vuole nemmeno tener conto dei rischi connessi allo spostamento di un capolavoro la cui fragilità è tale da non venir mai trasportato in un’altra sala del Louvre e men che meno nei laboratori del museo per l’annuale ispezione dello stato di conservazione. La Gioconda, essendo un olio su tavola di legno di pioppo, necessita di particolari accorgimenti per preservarne lo stato: la Monna Lisa è protetta da una teca climatizzata dove l’umidità e la temperatura sono controllate costantemente. Ma nonostante tutte queste accortezze, il tempo non ha fatto sconti: il pannello su cui è dipinta la Monna Lisa si è curvato e mostra crepe visibili vicino al celebre volto dal sorriso enigmatico. Come se ciò non bastasse, bisogna tener conto che mettere in viaggio il capolavoro di Leonardo significherebbe non solo preservarne le condizioni fisiche, ma tutelarlo da possibili calamità naturali, agguati o rapine.

E pensare che l’Italia solamente 7 anni fa aveva sollecitato il prestito della Gioconda, ricevendo come risposta un secco no.

Il Louvre di Abu Dhabi

Ma il tema dei prestiti rivoluzionari è cosa recente: risale a gennaio, per una sorta di mantenimento dei rapporti di buon vicinato tra Francia e Regno Unito. La Gran Bretagna si è detta pronta ad offrire in prestito addirittura lo scheletro del cavallo di Napoleone o la leggendaria Stele di Rosetta, pezzi fino ad oggi inamovibili del British Museum. Icone mondiali che potrebbero diventare itineranti, abbandonando le loro sedi tradizionali a vantaggio di un ipotetico avvicinamento alle masse, dimenticando i milioni di turisti che ogni anno si recano nei più grandi musei del mondo solo per ammirare poche opere di inestimabile valore.

Immaginate cosa succederebbe se qualcuno proponesse di rendere nomade il David di Michelangelo… sarebbe un sacrilegio bello e buono.
Ma si sa, per denaro si fa tutto. Anche far fare le valigie alla Gioconda.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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